Da Milano al Canada, il Comune promuove la sua economia agricola con “Cuore della Puglia”

La Redazione

Dall'11 al 18 il sindaco sarà a Toronto. Presentata all'Urban Center l'aggregazione promossa da Acquaviva come caso di studio della "Rural social innovation"

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A Milano, in Canada, poi di nuovo a Milano per “Cascina Triulza”. Il sindaco Davide Carlucci è impegnato in diverse missioni fuori da Acquaviva per l’Associazione “Cuore della Puglia”. Gli abbiamo rivolto alcune domande per capire in cosa consista questo impegno. 

Sindaco, lei è stato a Milano per parlare di “rural social innovation”. Di che cosa si tratta e quali sono le ricadute su Acquaviva?

Sono stato ospite di un incontro organizzato dal Ciheam, il Centro internazionale di alti studi agronomico nel Mediterraneo, e dal Politecnico di Milano, nell’ambito dei “Dialoghi di Feeding Knowledge”, una serie di seminari organizzati nell’Urban Center di Milano sui temi dell’innovazione nell’agricoltura. Con me c’era, oltre al direttore dello Iam, Cosimo Lacirignola, Adam Arvidsson, il sociologo della globalizzazione e dei nuovi media che ha teorizzato il concetto di “rural social innovation”. Si tratta di una tendenza che promuove il ritorno all’agricoltura ma in un’ottica molto più consapevole del passato, nella quale si cerca di accrescere il valore dell’economia rurale a vantaggio di un’intera comunità, utilizzando l’immateriale, le nuove tecnologie, la creatività, l’innovazione, eccetera. In quest’ottica ho raccontato cos’è successo ad Acquaviva: abbiamo cercato di far conoscere e promuovere al massimo le nostre tipicità, in particolare la cipolla rossa e il vino primitivo, abbiamo cercato di diffondere quest’opera di “promozione” a tutti i livelli, attraverso l’arte, la scuola, la produzione video amatoriale, eccetera. Poi abbiamo fatto un passo in più, coinvolgendo in quest’azione le altre comunità produttrici di “eccellenze agroalimentari” come Sannicandro, Gioia del Colle, Cassano, Toritto, eccetera, fino a creare l’associazione “Cuore della Puglia”, che punta a raggiungere i mercati esteri proprio unendo le forze delle singole comunità. Acquaviva è al centro di quest’operazione, che non si limita a dire “quanto sono buoni i nostri prodotti” ma va oltre.

In quale direzione?

Verso lo scambio delle informazioni e delle buone prassi tra i Comuni della rete. Acquaviva può contare su numerose  “buone prassi”: dall’impianto di Riuso delle acque reflue che si sta costruendo al “parco degli alberelli di Primitivo”, un’altra iniziativa che, se andrà in porto, darà valore alla nostra produzione vitivinicola, che un tempo era tra le più conosciute e apprezzate in Puglia e che ora sta conoscendo un nuovo splendore soprattutto grazie alle due cantine Chiaromonte e Polvanera che si stanno facendo onore nei mercati di tutto il mondo. Chiunque si sta cimentando con l’agroalimentare, ad Acquaviva, sta riscuotendo successo: dalla pasta al miele, dal vino ai taralli, dalle marmellate di cipolla ai ceci neri, il made in Acquaviva è sinonimo di genuinità e bontà. E’ il momento di far conoscere in tutte le sedi questo nostro patrimonio, ma anche di far sapere che a questi risultati si sta arrivando grazie a un modo di produrre più consapevole. Non è un caso che due giorni fa si sia svolto un incontro, con l’assessore Dinapoli, il consulente dello Iam Cesari e la dottoressa Spinelli della Asl, per far conoscere agli agricoltori i nuovi obblighi che stanno per essere introdotti per una migliore e più efficace limitazione dell’uso dei pesticidi. A Milano, quindi, abbiamo spiegato che ormai Acquaviva è diventato un centro di riferimento, il centro di irradiazione di una serie di strategie di valorizzazione dell’agricoltura innovativa. 

Ora partirà per il Canada. Qual è il senso di questa missione? Quanto peserà sulle nostre casse comunali?

Non peserà affatto, perché si tratta di un’iniziativa finanziata dalla Regione alla quale il nostro Comune, insieme a quello di Sannicandro, ha partecipato grazie a un bando. Dall’11 al 18 sarò a Toronto con il sindaco di Sannicandro, Vito Novielli, e una delegazione di cui farà parte anche Eustachio Sapone, il titolare dell’omonima dolceria che più di tutti sta lavorando sulla trasformazione della nostra cipolla rossa, soprattutto nel campo dolciario, attraverso le sue marmellate e i suoi panettoni. La missione in Canada ha una motivazione umanitaria – presenteremo il progetto “Il Cuore della Puglia batte per l’Africa”, con il quale sosteniamo i coltivatori ugandesi che stanno combattendo contro la malnutrizione e nello stesso tempo promuoviamo la cipolla rossa di Acquaviva e l’ulivicoltura di Sannicandro – e commerciale: incontreremo operatori commerciali, giornalisti, autorità e la stessa comunità degli oriundi pugliesi, ai quali chiederemo di fare da ambasciatori della nostra meravigliosa agricoltura. 

In questi giorni è stato anche ad Expo: ritiene che potrà esserci spazio per le nostre produzioni?

Expo è un grande Luna Park del Cibo fatto su misura per le grandi multinazionali e per le nazioni, non per i piccoli produttori che costituiscono l’ossatura della nostra economia agricola. E’ il regno del Cibo finto, rispetto al quale noi dobbiamo essere capaci, però, di ritagliarci lo spazio necessario per dire che da noi, in Puglia, ad Acquaviva e in altri Comuni come il nostro, c’è ancora spazio per uno stile di vita alimentare e culturale fondato sull’autenticità e sui valori agricoli che ci hanno trasmesso i nostri nonni. Lo faremo in Cascina Triulza, lo spazio dedicato alla società civile, dal 7 al 13 luglio. Già un gruppo di aziende acquavivesi ha deciso di aderire alla manifestazione d’interessi promossa pubblicamente dal Comune. Ora, grazie anche a “Puglia Imperiale”, la struttura pubblica del Patto Territoriale Nord Barese-Ofantino, si sta organizzando la partecipazione al mercatino di “Cascina Triulza”, che contiamo di far diventare uno spazio promo-commerciale per i nostri prodotti. 

Tutto questo attivismo non rischia di allontanarla dai problemi della città?

Continuo a seguire e a essere presente. E comunque, Acquaviva è in buone mani con il vice sindaco Austacio Busto e con gli altri assessori che seguono la quotidianità e progetti strategici molto importanti che stiamo seguendo come il Bilancio, l’iter per la ristrutturazione del Teatro comunale, i lavori di rigenerazione urbana nel centro storico, la manutenzione del verde, l’ordine pubblico, la difficoltosa gestione della raccolta dei rifiuti e dello spazzamento in attesa della nuova gestione che introdurrà il “porta a porta”, l’obiettivo di arrivare, entro fine mese, a un incremento del cinque per cento di raccolta differenziata per non pagare l’ecotassa, eccetera. In ogni caso, il lavoro che sto cercando di fare fuori da Acquaviva non è estraneo ai problemi della città. Anzi, ha a che fare proprio con il problema numero uno, la disoccupazione, alla quale si deve rispondere proprio moltiplicando gli sforzi per far crescere un’economia rurale innovativa e un’industria agroalimentare alla quale garantire mercati di sbocco a livello nazionale e internazionale.  

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