Regionali: se la matematica non è un’opinione. La lettera del gruppo Maurizio

Una analisi del voto singolare per gli ex Idv che hanno sostenuto Lacarra alle recenti competizioni regionali
Riceviamo e pubblichiamo una lettera a firma della componente moderata del circolo PD acquavivese a commento di un articolo pubblicato su questa testata all'indomani dello spoglio dei voti delle elezioni regionali. Alla lettera segue una breve replica.
Regionali 2015: riflessioni ed analisi del voto
La componente moderata del PD Acquavivese con riferimento all’articolo della redazione apparso sul Vs. giornale telematico il giorno 1 u.s., nel quale si fanno riflessioni sul voto regionale con riferimento a nomi di nostri esponenti, chiede che venga data pubblicazione al seguente comunicato.
Tralasciando ogni considerazione sul “risultato record” del consigliere comunale Franco Chimienti, riteniamo che una riflessione ed analisi del voto regionale 2015 non possa prescindere da elementi oggettivi.
Innanzitutto, l’astensionismo che ha raggiunto circa il 50% dell’elettorato, conferma la disaffezione anche ad Acquaviva delle Fonti dei cittadini nei confronti della politica e ciò, deve far riflettere tutti, a prescindere dalle idee politiche ! Ma soprattutto chi amministra!
Come noto la componente moderata del PD Acquavivese, ha fatto votare innanzitutto il candidato Presidente dott. Emiliano, segretario regionale del PD, ed il candidato consigliere Marco Lacarra.
Detto ciò, i risultati delle votazioni afferenti il PD a livello circoscrizione Bari sono i seguenti: Marco Lacarra, candidatosi per la prima volta, è il più suffragato con 14.396 voti; Mario Loizzo 12.273; Giovanni Giannini 11.561.
A livello della citta di Bari Lacarra ha ottenuto 4.730 voti, doppiando il secondo posto di Giannini, assessore regionale uscente, con 2.481 voti e triplicando Mario Loizzo definito “l’uomo più forte del PD Acquavivese” candidatosi per la terza volta per l’area dem con 1.626 voti.
Preso atto di quanto sopra, riteniamo che l’analisi del voto relativo al nostro paese non possa prescindere da altrettanti elementi oggettivi, non prima di riaffermare che la sana competizione anche all’interno di uno stesso partito è segno di pluralismo e quindi di democrazia.
Passando all’esame del voto acquavivese, Loizzo ha ottenuto 600 preferenze, Giannini 435 e Lacarra 214.
Considerato che Loizzo è espressione politica di:
a) tutti i consiglieri del PD Acquavivese, oggi in maggioranza, compreso il Presidente del Consiglio;
b) due assessori, compreso l’assessore Luca Dinapoli elogiato giustamente “eroica potenza elettorale, assessore nella giunta Carlucci e punto di riferimento storico della CGIL locale”;
c) Giovanni Nettis, segretario del coordinamento del circolo PD acquavivese,
riteniamo, a nostro sommesso parere, che il risultato di Loizzo non possa considerarsi tanto soddisfacente per le seguenti considerazioni strettamente politiche:
La somma dei voti di Lacarra (214) espressione dei nuovi tesserati dell’area moderata e di Giannini (435), “ex margherita ed altri” superano quelli di Loizzo e, contrariamente a quanto rappresentato nell’articolo, il risultato oggettivamente mette in discussione la “leadership” del segretario Giovanni Nettis.
Il presidente dott. Emiliano segretario regionale del PD ad Acquaviva ha conseguito da solo 4.500 voti pari al 49,83%, mentre il PD locale ha conseguito 1.700 voti pari al 20% e, quindi, politicamente una disfatta !
Tale risultato in un partito normale avrebbe comportato le immediate dimissioni del segretario politico, o quanto meno un serio dibattito interno !
Nei vari interventi televisivi e pubblici i nostri esponenti politici hanno sempre dichiarato di non avere l’obiettivo di “strappare” la segretaria del PD acquavivese, ma semplicemente di partecipare alla vita politica ed amministrativa del partito per dare nuova linfa e contributo costruttivo per il bene della nostra comunità.
Pertanto, ribadiamo che vogliamo lavorare per riorganizzare il PD locale che deve essere la casa comune di tutte le componenti e non solo il feudo della CGIL.
La nostra componente non trova la forza politica nell’uomo “più forte del PD Acquavivese” ma, nella politica al servizio della collettività.
Infine, ringraziamo di cuore tutti i cittadini che con il loro voto hanno contribuito all’elezione di Lacarra a consigliere regionale, in assoluto il più suffragato !
Acquaviva delle Fonti 3.6.2015 La componente moderata del circolo PD acquavivese
Dopo aver letto questo insieme di riflessioni, essendo stati chiamati in causa per aver offerto ai lettori una analisi del voto ritenuta inesatta, abbiamo ritenuto utile replicare a nostra volta a quello che ci pare un insulto alla matematica e alla logica.
All'indomani delle elezioni regionali fioriscono, come sempre, le analisi del voto. E' consetudine. Ma questa volta si leggono anche ricostruzioni “oggettive”, come quelle dei Democratici Moderati di Angelo Maurizio, che fanno molto riflettere su cosa intenda per “oggettività” questa forza politica.
Secondo Maurizio, l'esito del voto avrebbe determinato la sconfitta dell'attuale gruppo dirigente del Pd e, se non si è capito male, indicato una dissafezione nei confronti dell'intera compagine amministrativa. Un buon risultato, invece, l'avrebbe conseguito proprio il gruppo dei Democratici Moderati, che hanno sostenuto Marco Lacarra, il più suffragato dei consiglieri regionali eletti in provincia di Bari.
Nessuno sarebbe stato capace di farsi più male da solo.
Proprio i fatti evocati da Maurizio dicono tutt'altro. Nelle ultime elezioni, il suo gruppo politico ha visto crollare i consensi rispetto alle amministrative del 2013, quando già si era registrato un sensibile calo rispetto al 2010. Mettendo in serie le tre tornate elettorali, si passa dai 1361 voti delle Comunali 2010 alla Lista Di Pietro-Italia dei Valori (il cui capolista era Angelo Maurizio con 300 preferenze) ai 724 delle Comunali del 2013, in cui Maurizio risulta il candidato sindaco meno suffragato. Il gruppo Maurizio, dopo una martellante campagna di attacchi all'attuale amministrazione, culminata nella clamorosa richiesta di dimissioni del sindaco – che in teoria avrebbe dovuto dargli grande visibilità, vista anche la vistosa copertura “mediatica” – riesce a totalizzare appena 214 voti. Dunque: 1361 nel 2010, 724 nel 2013, 214 nel 2015. La forza politica di questo gruppo si è ridotta a un sesto in cinque anni. E questo nonostante abbia deciso di puntare – come lo stesso Maurizio evidenzia – sul cavallo più forte di questa campagna elettorale, quel Marco Lacarra che in tutta la circoscrizione ha preso 14396 voti, quasi cinquemila soltanto a Bari città.
Un trend in netta picchiata che il buon senso di un politico navigato avrebbe consigliato di occultare. Invece viene presentata come una vittoria. I lettori giudichino. Con modestia, ci permettiamo di cosigliare maggiore cautela nell'esporsi al giudizio dell'opinione pubblica.
La redazione





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