Regionali: stravince la sinistra. Laricchia seconda. Record di consensi per Chimienti

Quello che doveva essere un referendum sull'amministrazione in carica rafforza Carlucci e la sua Giunta
Le urne incoronano Michele Emiliano presidente della Puglia, in tutta la Regione così come ad Acquaviva, dove il centro sinistra trionfa superando il centro destra di diverse misure. Ottimo risultato anche per il candidato del Movimento Cinque Stelle, Antonella Laricchia, seconda nella corsa alla carica di presidente. Clamoroso flop del centro destra, diviso e lacerato. Franco Chimienti ottiene un risultato da record, portando a casa ben 1318 voti. Chi riteneva di dover leggere i dati delle elezioni tenutesi ieri come un referendum sull'amministrazione Carlucci oggi non può far altro che registrare un consenso ampio e indiscutibile accordato dall'elettorato alla compagine che sostiene il primo cittadino di Acquaviva. Ma sul tavolo della competizione per le regionali c'era anche la tenuta di alcuni candidati forti del centro sinistra e dei loro rapresentanti locali: una competizione nella competizione per stabilire quale fosse all'interno del Partito Democratico la componente maggioritaria. I numeri, da questo punto di vista non lasciano spazio a dubbi: Mario Loizzo, con ben 600 voti è l'umo più forte del PD acquavivese. Il risultato del candidato sannicandrese conferma l'eroica potenza elettorale di Luca Dinapoli, assessore nella Giunta Carlucci e punto di riferimento storico della CGIL locale. Modesto, in tal senso, il risultato dei candidati della minoranza PD, Lacarra e Giannini, intorno a cui si sono raggruppati alcuni vecchie conoscenze di Palazzo Demari, come Maurizio e Tisci, da sempre ostili a Carlucci e alla stessa segreteria del PD. I loro tentativi di mettere in discussione la leadership di Giovanni Nettis e di strappargli la segreteria del partito naufragano miseramente e definitivamente. L'unico risultato positivo a destra lo ottiene Marco Piconio, commissario di Forza Italia, che con 1135 voti dimostra di avere un controllo capillare del proprio elettorato e insidia l'avversario interno, andando in controtendenza rispetto al dato regionale. Nelle prossime ore seguiranno approfondimenti.





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