Ripristino del Giudice di Pace, Carlucci “Scarso interesse da parte di comuni e avvocati”

Assenti tutti i Comuni invitati all'incontro voluto dal primo cittadino per ripristinare gli uffici del Giudice di Pace ad Acquaviva.
Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa.
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E’ andata praticamente deserta la riunione indetta dal sindaco di Acquaviva, Davide Carlucci, per valutare la possibilità di ripristinare l’Ufficio del Giudice di Pace. Delle due associazioni di avvocati invitate era presente solo l’Associazione degli Avvocati di Acquaviva e Santeramo, rappresentata dal presidente Luciano Iacobellis. Nessun riscontro da parte dell’associazione “Quid Novi”, che tra i soci annovera l’avvocato Angelo Maurizio. Assenti anche i rappresentanti istituzionali dei Comuni invitati: Adelfia, Casamassima, Cassano, Gioia del Colle, Sammichele, Sannicandro e Santeramo. Il commissario straordinario di Casamassima ha comunque fatto pervenire una nota con la quale ha dichiarato l’indisponibilità a farsi parte attiva di un eventuale ripristino della sede. Presenti invece i consiglieri comunali Angela Attolino e Luisa Pellecchia, e gli avvocati Vito Pasciolla e Rosa Rella.
Riportare in vita gli uffici giudiziari ospitati a Palazzo De Mari fino a luglio del 2014 è, a questo punto, un’operazione che graverebbe interamente sulle casse del Comune di Acquaviva.
Per legge, il ripristino sarebbe possibile solo a condizione di garantire il pagamento delle utenze, le spese di manutenzione – alle quali, in questo caso, bisognerebbe aggiungere i costi di ristrutturazione – dell’immobile e, soprattutto, le spese relative al personale, almeno quattro unità che dovrebbero essere attinte dalla pianta organica dell’ente.
“Un impegno del genere – commenta il sindaco Carlucci – sarebbe troppo gravoso se ricadesse esclusivamente su un unico Comune che, peraltro, può contare su un organico sottodimensionato. La nostra volontà di riportare in città un presidio così importante di legalità deve fare i conti con l’indifferenza di una parte della categoria e di quelle forze politiche capaci solo di prodursi in sparate polemiche contro l’amministrazione comunale, senza mai adoperarsi in modo costruttivo per il bene della città. Non ero tenuto a invitare le associazioni, visto che il tavolo tecnico era riservato ai Comuni. L’ho fatto, tuttavia, per verificare l’interesse di alcuni nostri concittadini sempre in prima fila quando si tratta di denunciare, a parole, l’inerzia di Palazzo De Mari. Un interesse che, ne prendo atto, è pari a zero“.





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