Professione Produttore

Paola Giove

Abbiamo intervistato Gianni Masci: un giovane produttore artistico acquavivese di cui essere orgogliosi

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Non capita spesso di incontrare un produttore artistico, ma quello che è più straordinario è scoprire che è un tuo concittadino!
Per chi non lo conoscesse ancora, ve lo presento: lui è Gianni Masci, nato ad Acquaviva delle Fonti, 32 anni, alto, bellissimi capelli rossi e ricci, professione produttore, ma anche simpatico, cordiale e vestito d'umiltà. Noi di Acquavivalive lo abbiamo intervistato così..
Ciao Gianni, grazie per la tua massima disponibilità nel concederci questa intervista. L'abbiamo intitolata "Professione Produttore", ma potresti descriverci meglio il tuo mestiere e come si diventa un produttore artistico?
"Io definirei la mia professione come una sorta di musicista 2.0. Non è fondamentale quanto tecnico sia un p.a. su un determinato strumento, piuttosto la sua capacità di focalizzare un lavoro nel suo insieme. Il produttore artistico, che è quella figura che fondamentalmente dirige la realizzazione di un disco in tutti i suoi aspetti, dalla scelta dello studio, degli arrangiamenti, dei musicisti, della linea artistica da seguire e della produzione dei suoni, si poteva avvalere fino a qualche anno fa, quando c'erano più soldi da investire nel fare i dischi, di un team di lavoro composto da più soggetti con specifiche competenze (fonico, microfonista, arrangiatore, assistenti, a volte anche di uno psicologo).Invece, il p.a. di oggi deve conoscere il mondo della musica in toto. L'errore più comune è pensare che il p.a. sia la persona che si occuperà di far diventare famosi. Certo, la sua notorietà può aiutare, ma il suo unico scopo è dare professionalità, coerenza e credibilità alle idee di un artista, lavorandoci in simbiosi."
Ora la tua professione è il produttore artistico, ma cosa rispondevi da piccolo alla classica domanda "cosa vorresti fare da grande?" e se te lo chiedessi oggi, quale risposta daresti?
"Ancora oggi, da grande vorrei fare il musicista. Da piccolo mi sarebbe anche piaciuto fare il portiere di calcio perché come dice Morgan era l'unico a differenziarsi, era vestito meglio e stava fermo.. Scherzo, era un ruolo che adoravo ed in cui ero molto portato. Poi dopo aver vissuto per qualche tempo “lo spogliatoio” ho compreso che era un ambiente che non mi piaceva affatto. Così seguii l'altra mia grande passione, la musica…."
Qualche anno fa eri un giovane studente del Liceo Musicale "Don Milani" di Acquaviva; è lì che il tuo sogno ha iniziato a prendere vita?
"In un certo senso si, almeno praticamente. E li che è nata la mia prima band musicale, gli Jolaurlo, è in quel periodo che ho capito che stare su un palco mi faceva stare bene. Molto dopo invece che mi faceva star bene l'ambiente dello studio…"
Gianni, artisticamente nasci dunque come chitarrista della rock band "Jolaurlo", che fondi nei primi anni 2000 con Marzia Stano (oggi in arte UNA); tu dando vita alle musiche, lei attraverso le parole dei testi, "urlavate" i malesseri della società e in particolar modo dei giovani. Secondo te, qualcosa è cambiato negli ultimi quindici anni, e come la musica può aiutare a risolvere problemi così delicati?
"Quando ero 17enne noi ragazzi avevamo nemici forse più “facili” rispetto ad ora.Erano la TV, Berlusconi ed il berlusconismo, l'omofobia, le multinazionali e le grandi aziende farmaceutiche. Facili nel senso che erano nemici precisi, chiari. Ora sono cambiati innanzitutto i mezzi di comunicazione, più rapidi e dispersivi, le scene si sono sgretolate e denoto una perdita della sensazione d'insieme, un po' come se ognuno di noi lottasse da solo, dietro gli schermi di un pc e seduti ad un tavolino di un bar, spesso sbagliando destinatario, prendendocela con noi stessi e con nessuno, o con gente che è semplicemente diversa da noi. La musica, come in ogni epoca, può aiutare a sensibilizzare l'essere umano rispetto a qualsiasi questione, perché è un linguaggio pop quasi per definizione, a prescindere dal genere, nel quale ognuno di noi può riconoscersi o meno."
Nel 2002 ti trasferisci a Bologna per studiare alla Music Academy 2000 e di lì conti più di 500 esibizioni live in tutta Italia: citiamo d'esempio il grande Concerto del Primo Maggio 2008 di Roma in diretta televisiva. A cosa pensi poco prima di salire sul palco e dove prendi la grinta e l'energia necessarie per affrontare un grande pubblico come quello della Capitale?
"Personalmente non so perché ma ormai da un po' prima di salire sul palco la mia emozione si tramuta in sonno. E' una reazione sicuramente strana, saranno i tanti chilometri che facciamo, ma dormire subito prima di un live mi aiuta ad essere concentrato durante l'esibizione.Contrariamente a quello che si possa immaginare è molto più semplice esibirsi dinanzi a 500.000 persone che in un locale di periferia con 15 persone davanti, perché davanti un grande pubblico come quello del Primo Maggio, se hai voglia di far battere le mani e non ti seguono tutti, comunque in 200.000 lo fanno.L'energia la trovi nel fatto che è una vita che lotti per fare quello che per tanti non è mai stato e non sarà mai un lavoro, e quando sei su quei palchi hai la sensazione che tu ci sia riuscito."
L'esperienza "Jolaurlo" si conclude nel 2012. Tuttavia, l'amicizia e la collaborazione con Marzia Stano non si esauriscono, anzi continui a comporre per UNA e a suonare con lei in due tour nazionali, due europei e uno americano: da Acquaviva a Bruxelles, Parigi, Berlino, agli States. Cosa ti porti dietro di ritorno da questi viaggi, e cosa, invece, porti di Acquaviva nel resto del mondo?
"Vorrei risponderti che mi porto dietro delle cipolle ed una teglia del nostro calzone ma non è cosi anche se forse dovrei cominciare a farlo. A parte gli scherzi nonostante i tanti anni passati a vivere fuori, sento forti le mie radici pugliesi. Siamo tutti fatti del posto in cui siamo nati, ma diventiamo anche i posti in cui siamo cresciuti. 12 anni a Bologna e tantissime esperienze fuori mi fanno sentire cittadino di tutte queste città. Ho il mio alimentari di fiducia ed il mio bar in ognuna di queste città e c'è sempre qualcosa da dare e da imparare, se si è predisposti a farlo. Un tour fuori dallo Stivale è un'occasione per portare ciò che sei fuori dai confini della lingua italiana e di apprendere come la gente vive in altre parti del mondo. Lo prendo come uno studio antropologico e torno ogni volta arricchito di nuove amicizie, conoscenze, esperienze."
Attualmente collabori con Mr. Coffee (musicista/arrangiatore già di Tiromancino, Daniele Silvestri, Marina Rei,Niccolò Fabi..), hai prodotto l'ultimo album di UNA "Come in cielo così in terra", Lucio Morelli e la band "LoStraniero". Avrai sicuramente tanti altri progetti per il futuro e che riguardano anche la nostra Acquaviva. Quali sono gli appuntamenti da segnare sulla nostra agenda?
"Si ho avuto la fortuna di collaborare con gente preparata da cui ho imparato tanto. “Come in Cielo Cosi in Terra” è stato co-prodotto da me, Mr. Coffee e Leo Pari, un'esperienza unica, con la possibilità di fatto di lavorare su macchine dal valore tecnico e poetico enorme come il Custom Mixer SSL del “GasVintageStudio” in una bellissima zona di Roma, con vari artisti romani che venivano a trovarci durante la lavorazione. Credo che questa armonia si possa sentire ascoltando il disco. La lavorazione del disco di Lucio Morelli, che sarà presto possibile ascoltare, è stata per me una delle esperienze più belle. Abbiamo cablato una casa, riempiendola di strumenti e microfoni in varie stanze per differenziare gli ambienti, vivendo insieme e lavorando praticamente 24h su 24 per più di un mese. Il disco è impreziosito dalla collaborazione di Paola Turci, artista vera e persona semplice, disponibile e donna intelligente.Bellissima anche l'esperienza con “LoStraniero” disco registrato a Torino in uscita a Settembre ma di cui potete sentire già il singolo “Speed al Mattino” su Rockit e Youtube. Si, ci sono molti progetti nel mio immediato futuro, tra cui uno personale a cui sto lavorando con calma e che spero vedrà la luce presto. Personalmente, mi piacerebbe poter portare almeno in parte alcuni prossimi lavori ad Acquaviva e spero tanto che la cosa sia fattibile. Da segnare sull'agenda rispetto agli eventi acquavivesi sicuramente il “Distorsioni Sonore Festival” di Luglio/Agosto organizzato dall'Associazione Urlo, con la quale ho iniziato a collaborare da qualche mese."
Ringraziamo ancora Gianni Masci, bellissimo esempio di come passione e carriera possono incontrarsi nella vita di chi, come lui, non smette di credere e lottare affinché i suoi sogni diventino realtà!

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