25 Aprile, data da (ri)conoscere

La redazione

Elio Ferrulli ci racconta "la liberazione" nel 2015

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Questa mattina, a soli due giorni dall'anniversario della liberazione d'Italia, ci è giunta in redazione la lettera di un giovane ragazzo acquavivese. Elio Ferrulli, aspirante giornalista, segue gli eventi politici locali e nazionali con passione, e soprattutto studia con dedizione la storia, con lo sguardo "isolato" di chi vive in una società che spesso la storia la dimentica o, peggio ancora, non la conosce. Riportiamo di seguito la sua riflessione, meritevole di diffusione. 

“Resistere! E resisteremo!”.

Così sarà stata conclusa una di quelle riunioni organizzate in sordina, di nascosto, del ’45. In questi giorni vicini all’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo, si può dire che hanno resistito, loro. Hanno resistito alle fucilazioni, alla stanchezza della guerra appena “finita”, alla paura. Loro. E oggi resistono ancora! Alle basse pensioni, alla frenetica corsa alla sopravvivenza quotidiana dei tempi moderni. Sempre loro.
Se si riflette un po’, però, si nota che non c’è bisogno di essere partigiani per resistere. Anche i giovani d’oggi sanno resistere! Si resiste a non comprare il nuovo iPhone. Nei casi più difficili a comprarlo a rate. Si resiste alla rassegnazione di un lavoro con stipendi da miseria, precario e svolto ogni tre mesi in aziende diverse. Si hanno fisici che resistono a gas di scarico, pesticidi e OGM nelle verdure, farmaci e prodotti chimici nelle carni. Si resiste al costante pericolo delle giornate scolastiche sotto solai a rischio di cedimento.
Eh bhe, gli avi partigiani alla Sandro Pertini, sarebbero orgogliosi! Magari non gli si dirà che nelle scuole non sanno chi egli sia, o chi siano i partigiani e cosa si festeggi il 25 April.

Però è assurdo: si va a scuola per preparare i ragazzi alla società. Ma come possono essere pronti a questa società, se non conoscono quella che si è andata creando da settant’anni a oggi?! 

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