“Cuore della Puglia” ha i primi spazi in Expo 2015

La redazione

I 37 comuni che aderiscono a "Cuore della Puglia" saranno presenti 18 al 24 agosto e il 26 ottobre (Giornata di Protagonismo) in Cascina Triulza a Milano

0 commenta

Carla Palone, assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Bari e Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva, questa mattina sono stati gli ospiti in studio del Tg regionale della Rai per discutere di "Cuore della Puglia", il consorzio di comuni pugliesi creato in funzione di "Expo 2015". "Poco fa – scrive l'assessore Palone sul suo profilo Facebook – su Rai Puglia ho partecipato alla trasmissione "Buongiorno Regione" per parlare, insieme al sindaco di Acquaviva delle Fonti, di "Cuore di Puglia" il consorzio fra 37 comuni che promuove le eccellenze agricole della nostra terra, e la sua partecipazione ad Expo 2015.
Invito anche da qui i produttori, gli imprenditori del comparto agricolo e gastronomico della Terra di Bari a contattarci per offrire loro un comune spazio partecipativo durante la presenza del consorzio all'Esposizione"
.

Il progetto ambizioso di mettere insieme 37 comuni di colore politico diverso, insomma, sta prendendo piede. I progressi in tale direzione, sono riassunti dal primo cittadino di Acquaiva che, sempre sul noto social network, scrive: "Cuore della Puglia ha i primi spazi in Expo 2015: dal 18 al 24 agosto (si potrà vendere) e il 26 ottobre (Giornata di Protagonismo) in Cascina Triulza. Le imprese acquavivesi del settore agroalimentare registrate nella piattaforma web dell'eccellenza italiana (iqex.it) sono 362, ma di queste solo 2 risultano avere un marchio comunitario, nessuna una certificazione. Non c'è da disperare, perché ci sono Comuni a noi vicini (ma anche del Nord) che sono messi peggio, ma si può sicuramente fare molto di più, prendendo ad esempio realtà della Toscna, del Piemonte o dell'Emilia che non dobbiamo più vedere come irraggiungibili: è lo sforzo che chiediamo alle aziende che vogliono portare la loro esperienza in Expo insieme a noi Comuni. Ci mettiamo a disposizione, ma il salto di qualità lo devono fare tanto le istituzioni quanto i privati. Anche perché il governo ha appena messo a disposizione 260 milioni per il Made in Italy: un'occasione che le piccole e medie imprese del nostro territorio non devono lasciarsi sfuggire". 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!