I Vigili del Fuoco precari della Bat e di Bari alla manifestazione di Roma

Sono circa 300 i precari presenti nelle provincie di Barletta Andria Trani e di Bari
Sono circa 300 solo tra la provincia Barletta Andria Trani e di Bari, i Vigili del Fuoco precari che hanno perso o stanno per perdere il loro posto di lavoro.
Chiedono che finalmente il Ministero dell’Interno avvii un nuovo percorso di assunzioni nel Corpo Nazionale di Vigili del Fuoco, considerata l’insufficienza dell’attuale organico. Per poi non parlare dell’obsolescenza di molti mezzi ed attrezzature.
Per tale motivo, giovedì 26 febbraio p.v., si svolgerà a Roma un’ assemblea nazionale con le rappresentanze di tutta Italia dei precari dei Vigili del Fuoco. E proprio in queste ore, un centinaio di lavoratori precari dei Vigili del Fuoco di tutta la Puglia stanno tenendo un presidio a Bari, in piazza Prefettura, per chiedere la stabilizzazione del posto di lavoro. A condurre questa battaglia è l’Unione Sindacale di Base -Puglia. L’Usb presenterà una proposta di legge per le assunzioni di precari.
Secondo alcuni dei Vigili del Fuoco precari «Il Governo Renzi ha manifestato ormai chiaramente l’intenzione di far scomparire i discontinui dei Vigili del fuoco eliminandoli dal servizio».
Dicevamo che sono molti coloro che nelle province di Barletta Andria Trani e di Bari si trovano in questa condizione, «ad essere da Vigile del Fuoco “precario” a “disoccupato” con tanto di decreto ed anni di anzianità di servizio operativo (documentato) svolto. A voler ricostruire la vicenda di uno di questi “disoccupati” con numerose azioni di salvataggio di vite umane, anche a prezzo della propria vita, nel 2008 il Ministero dell’Interno indice un concorso pubblico per 814 Vigili del fuoco da reperire tra i civili e sempre nello stesso anno si provvedere ad effettuare una stabilizzazione tra il personale precario ponendo un limite di età di anni 37 non elevabile com’era sempre stato stabilito in precedenza di un anno in più per ogni figlio».
«Per questo motivo molti di questi Vigili del Fuoco precari sono stati tagliati fuori, si badi bene pur essendo l’organico molto al di sotto della dotazione minima. Ebbene con vari decreti le due graduatorie nazionali sono ancora tutt’oggi a scorrimento con il risultato che per quella del concorso pubblico si preferisce prendere civili che non hanno fatto un solo giorno da Vigile del Fuoco, mentre i “Vigili del Fuoco precari” hanno continuato ad essere impiegati solo con nomina annuale e quindi rimanendo precari. Per la stabilizzazione oggi assumono gente che ha 43 anni e 11 mesi. Invece, per i restanti un generale “tutti a casa” pur rimanendo idonei all’impiego, così come certificato dalle Commissioni mediche. Nel frattempo, beffa tra le beffe, è stato stabilito in riferimento alla circolare n. 5746 del 21/02/2012, che il richiamo è disposto per sopperire alle necessità delle strutture centrali e periferiche del Corpo Nazionale dei VV.F. e che il servizio prestato non costituisce rapporto di impiego con il medesimo Corpo nazionale ma bensì meramente “di servizio”. Cosa significa questo rapporto di impiego e/o servizio, malgrado le attestazioni delle buste paghe percepite e la contribuzione Inps versata. A quale titolo è avvenuto tutto ciò? Una assurdità, una follia, una contraddizione. Siamo in Italia, questa è l’Italia. Avremmo desiderato avere al nostro fianco anche i Sindacati Conferderali, la CGIL; CISL e UIL, ma in questa battaglia siamo stati lasciati soli».
Ed ecco il documento inviato al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano con le richieste di intervento da parte delle Autorità competenti, al fine di eliminare il precariato nel Corpo Nazionale Vigili del Fuoco
Gentile Onorevole,
chi le scrive è il Coordinamento delle associazioni Precari Discontinui Italia (Precari Vigili del Fuoco; Discontinui Provincia di Roma; Discontinui Comando Provinciale Frosinone; Discontinui Comando Provinciale Caltanissetta ; Discontinui Comando Ragusa ; Discontinui Comando Cagliari; Discontinui Comando Provinciale Potenza; Discontinui Comando Provinciale Napoli; Discontinui Comando Provinciale Bari; Discontinui Comando Provinciale Venezia; Discontinui Comando Provinciale Genova; Discontinui Comando Provinciale Milano; Discontinui Comando Provinciale Campobasso; Discontinui Comando Provinciale Catanzaro; Discontinui Comando Provinciale dell’Aquila; Discontinui Comando Provinciale Rieti; Discontinui Comando Provinciale Viterbo; Discontinui Comando Provinciale Potenza; ecc….. ).
Il Corpo è senza dubbio alcuno un’organizzazione capillare con i suoi 377 distaccamenti permanenti e le sue 219 sedi di distaccamenti gestiti dal personale volontario.
Ad oggi il contingente permanente consta di oltre 31.600 unità, e i vigili del fuoco volontari attivi sono circa 20.000, su una base di 100.000 iscritti nelle liste, mentre sono 65.000 i richiami di 20 giorni che vengono programmati ogni anno con il loro contributo, garantendo così la funzionalità del Corpo nell’intero territorio nazionale e la funzionalità dei comandi provinciali. Il Corpo secondo le stime che il Ministro dell’interno pro tempore aveva reso in audizione alla I Commissione affari istituzionali della Camera dei deputati il 14 aprile 2011, soffre di una sottodotazione che allora era stata quantificata in 3.000 unità. Ad oggi, le carenze sono di maggiore entità a seguito del blocco del turn over che si è protratto negli anni 2011 e 2012 e che solo in parte è stato sbloccato per l’anno 2013. Alle 3.000 unità indicate dal Ministro, andrebbero aggiunte le 10.000 unità stabilite nel programma ministeriale «Soccorso Italia in 20 minuti» che prevede l’apertura nel territorio nazionale di nuovi distaccamenti volontari, proprio per garantire un soccorso più immediato e capillare.
Status del vigile del fuoco volontario-discontinuo
Il vigile del fuoco discontinuo svolge un’attività retribuita, rappresentando un’eccezione all’impianto normativo italiano sul volontariato: infatti il vigile del fuoco volontario percepisce un corrispettivo in denaro per l’attività prestata con modalità simili e di entità pari a una retribuzione. Nonostante questo, il richiamo in servizio del personale volontario – e soprattutto discontinuo – dei vigili del fuoco non costituisce rapporto di lavoro a tempo determinato, secondo quanto stabilito dal comma 12 dell’articolo 4 della legge 12 novembre 2011, n. 183, che ha introdotto la lettera c-bis) tra le esclusioni nel campo di applicazione della normativa sui contratti a tempo determinato del comma 1 dell’articolo 10 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, recante «Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES».
È una norma altamente lesiva dei diritti dei volontari dei vigili del fuoco e che tende a eludere, per via normativa, la corretta applicazione non solo del diritto del lavoro, ma anche dei più elementari diritti di non discriminazione e di pari trattamento tra lavoratori sanciti dal diritto europeo e costituzionale.
Non stupisce i proponenti, pertanto, che alcuni tribunali stiano riconoscendo giudizialmente ai vigili del fuoco discontinui il diritto a ottenere il riconoscimento per intero di tutte le voci di indennità previste dal contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL) del comparto dei vigili del fuoco, nonché il trattamento di fine rapporto (TFR). Oltre che un danno erariale per lo Stato, che è condannato a risarcire le vittime della discriminazione nonché a pagare le spese del giudizio, è anche un danno di immagine per il Ministero dell’interno, che deve soccombere in giudizio in una causa che riguarda la tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori, obiettivo che dovrebbe essere una priorità per le istituzioni.
Il quadro normativo complessivo, inoltre, risulta essere contraddittorio a dimostrazione che non regge la tesi sostenuta dalla citata lettera c-bis) del comma 1 dell’articolo 10 del decreto legislativo n. 368 del 2001. Infatti, si prevede per il vigile del fuoco discontinuo il passaggio dallo stato (eventualmente presente) di disoccupato a quello di occupato negli elenchi dell’ufficio del collocamento pubblico, per il periodo del richiamo in servizio. Inoltre, è proprio sulla base dei giorni di contribuzione quali vigili del fuoco discontinui, che si accede alla liquidazione della disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti.
Per meglio illustrare le nostre richieste e non focalizzasi sul perché si sia arrivati a raggiungere circa 120 mila decretati-discontinui ( a dispetto della Legge 296/06 al cui art. 1 comma 419 si fa riferimento al processo di stabilizzazione e alla Legge 183/2011 che prevedeva i tagli per i richiami dei discontinui ) , elencheremo le richieste per chiudere definitivamente il deprimente problema del precariato nei vigili del fuoco.
Chiediamo quindi:
1) che ci venga riconosciuto lo status di precari della Pubblica Amministrazione
2) che venga redatta un’Unica graduatoria Discontinui-Volontari aggiornata
3) che si dia il via ad una procedura di stabilizzazione, con prove ginniche e visite mediche, alle quali potranno partecipare tutti coloro che al 31/12/2014 non abbiano superato il 45° anno di eta’ + 2 ( come da decreto presidenziale ) e abbiano effettuato non meno di 120gg di servizio negli ultimi 5 anni
4) per ultimo di tutelare tutti quei colleghi che per vari motivi ( età – prove ginniche ) o che non riusciranno a diventare idonei come ( permanenti ), con mansioni amministrative quali “muratori, idraulici, elettricisti, etc. etc. queste figure oltre a garantire un enorme risparmio di soldi, ridurrebbero notevolmente i tempi di attesa per la manutenzione, che al contrario prevede tantissime lungaggini burocratiche derivanti dalle gare di appalto e altro”
Coordinamento delle associazioni Precari Discontinui Italia





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