SEL “smaschera” i nemici del Piano regolatore generale

Il PRG secondo il Centro Democratico, tra desiderio di cementificazione e vincoli ambientali
Per cementificare nel sito “Bosco di Mesola”, alle spalle del “Miulli”, tutelato da un vincolo europeo, alcuni vecchi politici, oggi non rappresentati in Consiglio, le hanno tentate proprio tutte. Lo testimonia il fatto che alcuni ricorsi, in passato, sono stati sostenuti dal Comune in favore dei ricorrenti e non nell’interesse della intera comuità. Questo è il punto di vista di Sinistra Ecologia e Libertà in relazione alle ultime dichiarazioni diffuse dal movimento politico Centro Democratico, ritornato all’attacco su di una questione che, se accolta, potrebbe far saltare il Piano Regolatore Generale. Ricordiamo ai lettori che il PRG è stato bloccato per 35 anni prima di essere approvato dalla Regione definitivamente. Adesso ci sarebbe ancora qualcuno che pur di “sistemare” certe faccende lasciate in sospeso in un’area dove non si può costruire, forse per non deludere le aspettative di terzi, è disposto a mandare gambe all’aria il PRG, con buona pace dello sviluppo del paese. Queste ed altre riflessioni emergono dal comunicato di SEL che riportiamo di seguito.
Con il delirante tazebaoo del Centro Democratico di Acquaviva, apparso domenica scorsa in Piazza Vittorio Emanuele, abbiamo osservato una bizzarra visione in merito al PRG.
Infatti quando il Centro Democratico era al governo della città, nel dicembre 2011, con sette distinte delibere di Giunta venivano conferiti incarichi per sette giudizi al TAR Puglia che impugnavano le medesime delibere, Comunali e Regionali, di approvazione del Piano Regolatore Generale.
Stranamente però, mentre in cinque di queste l’Amministrazione Comunale, si costituiva contestando le tesi dei ricorrenti, nelle restanti due, proprio quelle riguardanti il SIC Bosco di Mesola, il Comune di Acquaviva si schierava a favore delle tesi dei ricorrenti.
Cosicché il Comune di Acquaviva, da un lato difendeva i deliberati di approvazione del PRG e dall’altro li contestava, in una logica bipolare ed incoerente, che di fatto indeboliva la posizione del Comune.
Di fatto la linea politica del Centro Democratico, nota per essere schierata con i cementificatori, aveva costretto l’amministrazione dell’epoca ad assumere questa posizione schizofrenica. Il vincolo posto sul SIC bosco di Mesola è sempre stato visto erroneamente come un impedimento allo sviluppo di quell’area.
È proprio per superare questa ambiguità che la Giunta Carlucci ha deciso di presentare una posizione giuridica univoca su tutti i ricorsi e, ridando credibilità all’azione Amministrativa ha uniformato le posizioni nei ricorsi, ponendosi inequivocabilmente a difesa del PRG!
A questo punto, riteniamo che sia lecito pretendere che sia il Centro Democratico a fornire alcune risposte sull’atteggiamento da tenere nei confronti del PRG:
1. Quale obiettivo si intendeva raggiungere con le costituzioni differenziate su questi ricorsi? Si voleva realmente difendere lo strumento urbanistico o si voleva minarlo alla base ritornando al vecchio PDF, che non è più in grado di delineare alcuno sviluppo economico?
2. Quali sono i motivi che hanno indotto, la pubblica Amministrazione a conferire incarichi a ben cinque avvocati diversi, fra l’altro tutti forestieri (e qui ci si ricollega ad un’altra polemica del Centro Democratico sugli incarichi legali), piuttosto che ad un unico legale che ragionevolmente poteva condurre una linea difensiva più uniforme e far risparmiare l’Ente?
3. Quali ragioni inducono il Centro Democratico a continuare ad illudere i proprietari dei terreni delle aree del SIC, dopo che il TAR ha già sancito che è stato legittimo il comportamento della Regione di bocciare un piano di lottizzazione in quell’area?
4. Perché i proponenti di quella lottizzazione hanno rinunciato al ricorso al Consiglio di Stato? Perché si spendono soldi pubblici per costituirsi in un giudizio al TAR quando questo ha già dato le sue risposte?
Interrogativi preoccupanti che non tutelano né l’interesse della pubblica amministrazione , né l’interesse dei cittadini.
Sinistra Ecologia e Libertà, invece, pensa sia opportuno sostenere e condividere le linee di indirizzo tracciate dal Piano di Gestione del SIC Bosco di Mesola, che, oltre a mirare alla valorizzazione naturalistica di quella porzione di territorio comunale ed alla conservazione degli habitat ivi esistenti, possono innescare opportunità di sviluppo economico.
Continuare ad avere velleità di cementificazione in quella zona significa mettere in pericolo l’esistenza del PRG e sottoporre i proprietari dei terreni al rischio di pagamento dell’IMU come suolo edificabile, senza alcuna possibilità di cementificazione, visti i chiari orientamenti della Regione Puglia, del TAR Puglia e della Comunità Europea sull’argomento.
Possibilità di sviluppo nelle aree limitrofe all’ospedale Miulli sono possibili solo al di fuori dell’area SIC e attraverso l’adozione di un nuovo strumento urbanistico, il PUG, che possa arricchire il PRG nelle molte parti di cui è carente.
È questa la direzione che Sinistra Ecologia e Libertà è intenta a perseguire nell’interesse dell’intera collettività.
Sinistra Ecologia e Libertà
Acquaviva delle Fonti





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