Maurizio e soci: dalla denuncia di Carlucci alla Corte dei Conti all’assalto della segreteria del PD

La redazione

Calcolo o schizofrenia politica?

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Denunciano alla Corte dei Conti il sindaco per danno erariale. A farlo è un gruppo di politici riuniti sotto la denominazione “Movimento Democratico”, presenti alle scorse elezioni amministrative, candidando l’avvocato Angelo Maurizio a sindaco del paese ed arrivando ultimi su sei.

I fatti si riferiscono al pignoramento da parte di Equitalia spa di una cifra cospicua (oltre 10 milioni di euro) della Lombardi Ecologia, ditta che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti ad Acquaviva, per il quale Il sindaco Carlucci ha avviato una azione legale al fine di sbloccare gli stipendi dei dipendenti, affidando l’incarico al noto avvocato Luigi Paccione per una cifra inferiore ai 14mila euro. Questa cifra, secondo gli accusatori di Carlucci, poteva essere evitata attraverso l’applicazione di altri strumenti giuridici a costo zero. Un dato tutto da verificare, ovviamente.
 

Con Maurizio a Palazzo De Mari le spese legali erano più del doppio rispetto ad oggi. Da una analisi dei costi delle spese legali affrontate dal Comune effettuata dal Movimento “Viva” è emerso però un dato bizzarro: nel 2010, anno in cui lo stesso Maurizio era al governo della città con tre consiglieri e il vicesindaco, le spese legali erano più del doppio rispetto a quelle del 2014 e gli importi dei singoli incarichi, affidati anche per cause di poca importanza, ben superiori alla cifra corrisposta a Paccione. E in merito all’ingeneroso giudizio nei confronti di un suo collega tra i più stimati in Italia, l’avvocato Maurizio dimentica di citare le innumerevoli cause nelle quali egli stesso ha patrocinato il Comune e che si sono concluse con esito negativo per gli interessi della collettività.
 

Il salasso “Moviter” e la incompatibilità di Maurizio. A proposito di contenziosi, sempre Maurizio nel 2012, per una strana coincidenza, sedeva sullo scranno del presidente del Consiglio comunale quando la Corte d’Appello di Bari condannò il Comune a risarcire la ditta Moviter Sud Spa per 1 milione di euro. La coincidenza, o le coincidenze per essere precisi, consistono nel fatto che Angelo Maurizio, come sottolineato da più parti in occasione del debito fuori bilancio votato a seguito della sentenza, nel corso di una vicenda di cattiva gestione della cosa pubblica durata 25 anni, ha ricoperto diverse cariche pubbliche ed è stato anche dipendente della famiglia del gruppo proprietario della ditta Moviter. In occasione di quel debito fuori bilancio, l’allora consigliere di opposizione Claudio Solazzo, non esitò a denunciare le anomalie di quel “salasso” evidenziando in una nota l’incompatibilità di Maurizio: “nel 1997 alcuni Consiglieri di Opposizione presentano una mozione nella quale si chiede proprio di transigere. L’allora Assessore alle Finanze, Avv. Maurizio, si oppone alla mozione, che viene respinta, la stessa mozione viene però approvata l’anno seguente (delibera di C.C. n. 85 del04 settembre 1998).

Alla mozione non viene dato seguito. Nello stesso 1998 il curatore fallimentare della “Moviter”, evidenzia la particolare posizione dell’Assessore Maurizio che, già legale del medesimo gruppo si trovava in chiaro stato di incompatibilità a causa delle funzioni amministrative ricoperte auspicando quindi che le successive decisioni giuridiche relative alla controversia “Moviter” c/ Comune fossero delegate ad altro amministratore”. Il consigliere di maggioranza Nico Tria, invece, pur votando il debito, chiese che vensisse istituita una commissione che valutasse le responsabilità politico-amministrative di quel danno alle casse del Comune. Richiesta caduta miseramente nel vuoto.

Oggi che la questione “Moviter” è stata affidata al giudizio della Corte di Cassazione, rispunta questa vecchia conoscenza di Palazzo De Mari, nella veste di promotore di un caso politico che verte proprio sugli incarichi legali, suo cavallo di battaglia.

Ma il dato che più inquieta è tutto politico: secondo indiscrezioni Maurizio, oltre a vestire i panni di oppositore della Amministrazione Carlucci, avrebbe fatto tesserare molti dei suoi amici di partito, con relativa progenie e congiunti, al Partito Democratico, forza politica di maggioranza. Un comportamento politicamente schizofrenico, insomma.  Tra questi nuovi iscritti, tesserati on line, sempre secondo le indiscrezioni, ci sarebbe anche un uomo di 101 anni. Sono in molto a chiedersi se questa operazione non sia il tentativo da parte di Maurizio e soci di tentare un assalto alla segreteria del PD locale, un’opa, come si direbbe nel linguaggio finanziario, utile soltanto a sovvertire l’assetto delineatosi nel congresso di un anno fa con la rielezione di Giovanni Nettis a segretario. Un colpo di spugna, quindi, ad un anno e mezzo dalla batosta elettorale, per ritornare in gioco per vie traverse. Se così fosse, sarebbe comprensibile una presa di posizione forte da parte degli organi politici del Partito Democratico a livello sovracomunale per impedire che la stabilità amministrativa di Acquaviva, ad oggi garantita da un risulutato elettorale di portata storica, e a seguito della rovinosa caduta di Squicciarini, non venga sacrificata sull’altare della rivalsa politica. In particolar modo adesso (e forse la tempistica è la chiave di lettura della intera faccenda), a pochi mesi dalla competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale.

 

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