“Tecnico dell’Agraria, agroalimentare e agroindustria”: l’Iss “R.Luxemburg” ha un nuovo indirizzo

La redazione

L'importante risultato è frutto di una collaborazione tra istituto e Comune

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“L’IISS Rosa Luxemburg di Acquaviva delle Fonti arricchisce la propria offerta formativa, aggiungendo ai suoi tradizionali settori di insegnamento e apprendimento del Liceo Artistico, dei Servizi socio-sanitari e dei Servizi Commerciali-Comunicazione e Pubblicità anche il Tecnico dell’Agraria, agroalimentare e agroindustria”. Lo comunica, attraverso una nota, il dirigente scolastico dell’IISS Rosa Luxemburg,  Francesco Scaramuzzi. A lui, infatti, va il merito di aver arricchito l’offerta formativa degli istituti di Acquaviva con un nuovo, importante indirizzo formativo, specialmente in considerazione delle opportunità di inserimento lavorativo che si stanno moltiplicando proprio nel settore agricolo e agro-alimentare.

Ma il risultato ottenuto con l’istituzione del nuovo indirizzo è anche frutto di un’ottimo lavoro di squadra tra il diregente scolastico, il sindaco di Acquaviva Davide Carlucci e Beppe Di Vietri, che da consigliere comunale e segretario di Sel è riuscito a stabilire un proficuo canale di comunicazione con la Giunta regionale e in particolare con Alba Sasso, assessore alla Formazione.

Il Comune di Acquaviva, inoltre, ha supportato la richiesta della dirigenza  dell’ IISS Rosa Luxemburg, mettendo a disposizione dell’istituto, in comodato d’uso gratuito i seguenti beni:  tutti i terreni confiscati alla criminalità organizzata e ad oggi a  disposizione della collettività, per un valore presunto di 135mila euro;  un capannone industriale confiscato, e destinato alla trasformazione agricola, il cui valore presunto è di 1 milione e 350mila euro;  un locale commerciale confiscato, destinato alla vendita di prodotti agricoli, trasformati e non, provenienti dai terreni confiscati, per un valore di 170mila euro.

Ma la collaborazione tra istituzioni diverse nei loro ruoli e funzioni non si limita al successo ottenuto in questa prima fase, come spiega  Scaramuzzi: “Vogliamo coinvolgere nel progetto di una nuova filiera culturale ed educativa gli attori privati e gli enti pubblici che possano e vogliano contribuire allo sviluppo del nostro territorio, facilitando le connessioni tra Pubblico e Privato, tra Formazione e Lavoro, tra Cultura ed Economia”.

“Aver ottenuto l’indirizzo tecnico di “Agraria, Agroalimentare e Agroindustria” presso l’Istituto Rosa Luxemburg di Acquaviva – commenta Beppe Di Vietri –  è il risultato di un lavoro di squadra tra la dirigenza scolastica della scuola, l’Assessorato regionale al Diritto allo Studio e alla Formazione, l’Amministrazione comunale acquavivese e le nostre imprese del territorio. Questa sinergia guarda lontano perché mira ad investire sulla formazione dei nostri ragazzi in un settore, quello agroalimentare, caratterizzato da un forte sviluppo e da tanta innovazione, nella direzione delle produzioni enogastronomiche di altissima qualità. Acquaviva è stata al centro di una buona prassi in cui le istituzioni, le imprese e la scuola sono riuscite a fare rete con l’obiettivo di formare dei tecnici altamente qualificati e fortemente richiesti dal mercato del lavoro e valorizzando, allo stesso tempo, la vocazione del nostro territorio in una direzione di sviluppo sostenibile“.

Nella formazione di tecnici altamente qualificati, ripercorrendo il solco della più importante vocazione del territorio, secondo Di Vietri risiede l’importanza dell’istituzione di questo nuovo indirizzo formativo. Un concetto che ritroviamo nelle parole del dirigente scolastico, che aggiunge: “a partire dalla tradizione agro-alimentare specifica del territorio di Acquaviva delle Fonti (con quelli limitrofi di Sammichele, Cassano delle Murge, Gioia del Colle e Santeramo in Colle), con il riconoscimento dei presìdi slow-food agroalimentari  e della produzione viti-vinicola, insieme a quella dell’olio extra-vergine e delle ciliege di alto livello, si intende costituire un percorso di collaborazione in grado di far sì che crescano le competenze tecniche e professionali specifiche, presenti sul territorio attraverso un approccio educativo e culturale all’agricoltura che sia del tutto innovativo sul piano dei metodi e degli strumenti”.

Ma i vantaggi offerti al nostro territorio dalla presenza dell’indirizzo Tecnico dell’Agraria, agroalimentare e agroindustria vanno considerati in un contesto più ampio. “Nell’ottica generale posta in luce dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon 2020 –  sottolinea il dirigente –  la riduzione dell’ineguaglianza e dell’esclusione sociale, come sfida principale al superamento della crisi economica e dei problemi di disoccupazione, specie per le nuove generazioni, passa fondamentalmente attraverso l’innovazione nella educazione e nella formazione, particolarmente indirizzata al riconoscimento delle differenze sociali, economiche e culturali all’interno dell’Europa, attraverso l’orientamento verso i temi delle memorie, delle identità del patrimonio culturale”.

Alla partnership che istituisce questo nuovo settore di formazione per i giovani del territorio partecipano già il Comune di Acquaviva delle Fonti, che è stato anche promotore forte dell’iniziativa, la Pro-loco Curtomartino, il GAL del Sud-Est Barese, l’Agriturismo Fasano, l’Agriturismo Amicizia, l’azienda agrituristica bio-ecologica Masseria Ruotolo. Sono in via di definizione accordi di partnership con l’azienda Cantine Polvanera e con lo I.A.M. – Istituto Agronomico Mediterraneo.

La sinergia tra Comune, Istituto scolastico e privati, inoltre, si  concretizzerà nel favorire una collaborazione con la Cooperativa “La Molignana”, gestore e utilizzatore delle acque prodotte dall’Impianto di Riuso delle Acque Reflue Urbane e nell’avviare una collaborazione col consorzio di comuni di cui Acquaviva è capofila “Il Cuore della Puglia”. Un progetto che, come spiega il sindaco Davide Carlucci: “ ha tra gli obiettivi un percorso condiviso per promuovere e valorizzare i territori e i suoi prodotti della filiera agricola e agroalimentare e, in particolare, per “tutelare, in un quadro istituzionale che favorisca una cooperazione sinergica tra gli enti firmatari, l’enogastronomia e i prodotti tipici della terra pugliese, che metta al centro un paniere ricco di eccellenze ‘alimentari del territorio’, con particolare attenzione ai prodotti De.Co, anche mediante la diffusione delle buone pratiche alimentari“.

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