Ex macello: Il centro di raccolta ospiterà un piccolo parco giochi e verde attrezzato

Sergio Carlucci

Sull'argomento l'amministrazione organizzerà un incontro di quartiere con i residenti

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Cosa sarà il Centro comunale di raccolta (CCR) che il Comune vuole impiantare nell’ex macello? Perché è stato scelto quel luogo per ospitarlo? Che tipologia di materiale verrà depositata al suo interno?

Abbiamo rivolto queste domande all’assessore all’ambiente Francesco Bruno, l’uomo dell’Amministrazione Carlucci che sta seguendo da vicino non solo il progetto di Centro di raccolta ma tutto l’iter del nuovo bando per la raccolta e lo spazzamento dei rifiuti, la “rivoluzione verde” che a breve farà scomparire i cassonetti dalle strade di Acquaviva.

Può spiegarci cos’è il Centro di raccolta comunale che l’Amministrazione vuole impiantare nell’ex macello?

Innanzitutto, non è una discarica ma è un posto dove possono essere conferite temporaneamente le frazioni secche dei rifiuti: carta, vetro, cartone, plastica, ferro, metalli, pile esauste. Tutto ciò che è organico, invece, non sarà depositato nel CCR. Quindi, dal CCR non proverrà nessun odore e non ci sarà nessun rischio di proliferazione di ratti. Nelle ultime settimane, purtroppo, attraverso i social network e qualche testata locale, si è fatta molta confusione sull’argomento.

Stiamo parlando di un servizio collegato a quello della raccolta dei rifiuti porta a porta?

Esattamente. Nel CCR verranno conferite dai cittadini le frazioni differenziate che non possono essere intercettate con la raccolta porta a porta, ad esempio le lampadine a risparmio energetico, i barattoli di vernice di uso domestico oppure le frazioni recuperabili in eccesso rispetto alla frequenza di raccolta con il porta a porta. Questo significa che se per esempio io domani  compro un televisore, producendo una quantità di cartone che non è gestibile nell’ambito del porta a porta, lo posso portare nel CCR, dove verrà depositata per brevissimo tempo. 

Questo materiale sarà quindi stoccato in via provvisoria all’interno di cassoni che saranno custoditi al chiuso o che saranno coperti da pensiline. Ma questi sono dettagli che verranno definiti in fase di progettazione esecutiva, magari anche attraverso il recepimento di suggerimenti da parte dei cittadini.

Perché nell’ex macello comunale?

Il CCR lavora in sinergia col porta a porta, rivolgendosi direttamente alla comunità. Per questo motivo è importante che si trovi all’interno dell’ambito urbano. Il cittadino deve rivolgersi in maniera diretta e comoda  al centro. Questo aspetto riguarda in maniera particolare gli anziani.

Cosa risponde a chi teme che il CCR favorisca la proliferazione dei ratti?

Oggi il luogo è soggetto a degradato ed è parzialmente abbandonato. Anche se non mi risulta che l’area sia infestata dai roditori, io mi preoccuperei più della situazione attuale che di quello che si vuole fare. All’interno del CCR, che sarà un impianto controllato, non  saranno conferiti scarti alimentari e quindi non c’è motivo di temere che il centro attiri roditori o altre specie di animali presenti solitamente in prossimità di discariche.

Non ritiene che l’Amministrazione abbia commesso qualche errore di comunicazione, lasciando che voci incontrollate sul centro di raccolta mettessero in allarme i residenti del quartiere?

Di sicuro ci sono state delle falle dal punto di vista della comunicazione. L’amministrazione, da questo punto di vista, intende rimediare organizzando un incontro di quartiere all’interno del quale spiegare ai residenti che il CCR non farà che migliorare la vivibilità della zona. Quello che abbiamo in mente è di riqualificare un quartiere parzialmente degradato.

Per l’appunto, quale idea vi siete fatti del nuovo impianto?

Anche sul modello del Centro di raccolta di Corato, vogliamo realizzare un luogo ricreativo che serva a svolgere attività di educazione ambientale con un piccolo parco giochi, attrezzato di giostrine e spazi verdi.

Giostrine e spazi verdi? Tutto l’opposto di una piccola discarica, quindi.

Certo. Il progetto prevede, tra le altre cose, che lungo il muro di cinta di via Togliatti siano piantati alberi. All’interno del piazzale, invece, saranno impiantati pannelli didattici per spiegare alle scolaresche e non solo come deve essere effettuata una corretta raccolta differenziata.

A proposito di infanzia, la presenza di una scuola non molto distante dal centro di raccolta non potrà creare disagi per quanto riguarda la viabilità?

Intanto, bisogna chiarire che al suo interno non verranno depositati i mezzi della ditta che gestirà l’appalto della raccolta dei rifiuti ma che questa dovrà dotarsi di un apposito luogo dove fare rimessaggio delle attrezzature e dei mezzi e dove fare il trasbordo dei rifiuti.
I mezzi, inoltre, saranno di piccoli dimensioni, proprio per individuare la soluzione più confacente al contesto. Intorno al centro, pertanto, non transiteranno grossi camion e la viabilità non ne risentirà. 
L’ex macello, oltretutto, si trova in una zona periferica ed è vicino alla circonvallazione. In fase di progettazione esecutiva si valuteranno anche questi aspetti, magari recependo i suggerimenti degli abitanti del quartiere.

Dopo aver chiarito con l’assessore Bruno cosa sarà il Centro di raccolta proviamo a capire come si presenta oggi l’immobile di proprietà comunale tra via De Gasperi  e via Togliatti e come viene utilizzato. L’ex macello occupa un’area di quasi 2000 metri tra spazi chiusi e aperti ed è adibito a deposito comunale di materiale vario in disuso e attrezzature necessarie alla attività di piccola manutenzione.
Al suo interno oggi sono accatastate transenne, vecchia segnaletica stradale, banchi scolastici, travi di legno, vecchie porte, mobilio di vario genere proveniente dagli istituti scolastici e dal municipio, ferraglia, pensiline in disuso, cavi elettrici,  mezzi meccanici, laterizi, ferraglia, pannelli di grosse dimensioni e molto altro materiale di vario genere, tra cui batterie di automobili, megafoni inutilizzabili, orologi pubblici rotti, parti terminanti di lampioni.
Insomma, nel corso dei decenni, all’interno dell’ex macello si è accumulata una quantità di materiale enorme, depositato senza seguire precisi criteri di classificazione. Un bazar del ferro vecchio del quale appare difficile immaginare che esita un inventario aggiornato. Da molti anni a questa parte, quindi, l’ex macello è un’area parzialmente degradata. La presenza di cassonetti lungo tutto il muro di cinta di via Togliatti conferisce all’intero stabile un’ aria sinistra sulla quale è necessario intervenire al fine di riqualificare l’intero quartiere.

Il finanziamento di 101mila euro ottenuto per il potenziamento della raccolta differenziata attraverso la creazione di un  centro di raccolta, forse può servire anche a questo.

Vi proproniamo una galleria fotografica con alcune immagini che illustrano qual è attualmente lo stato del luogo.

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