Pronti 200mila euro per il restauro di palazzo De Mari

Il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale destinato al restauro della facciata sud e ovest del palazzo
Sono già partiti i lavori di restauro e consolidamento strutturale di alcune parti di palazzo De Mari, rese particolarmente fragili dai recenti fenomeni metereologici, caratterizzati da precipitazioni intense e abbondanti.
A dare la notizia è stato il sindaco Davide Carlucci, intervenuto ieri sera sul palco della prima delle tre serate di “Distorsioni Sonore”, il festival organizzato da Felice Casucci e dall’associazione Urlo, in piazza De’ Martiri del 1799, avvolto nella cornice del Palazzo di Città.
Il Comune ha ottenuto un finanziamento regionale di 200mila euro destinato al restauro della facciata sud e ovest del palazzo dove ha sede il municipio. Le piogge dei mesi scorsi, infatti, hanno danneggiato il portale di ingresso del palazzo che guarda alla cattedrale e hanno reso ancora più precarie le condizioni delle architravi delle finestre del lato sud, con cadute di calcinacci e pietre e con conseguente grave rischio per l’incolumità dei passanti.
Le risorse ottenute dalla Regione, grazie alla disponibilità dell’assessore ai lavori pubblici Giovanni Giannini e con la preziosa collaborazione di Giovanni Tria, serviranno anche alla sistemazione della lacuna formatasi sulla facciata del palazzo dove anticamente era posizionata una porta monumentale, nel punto di congiunzione tra le facciate sud e ovest.
Se in passato sono stati effettuati lavori di resturo degli ambienti interni di palazzo De Mari, si può dire questi ultimi lavori siano i primi ad interessare la conservazione dell’edificio storico da un punto di vista più propriamente strutturale.
La direzione dei lavori è stata affidata all’architetto Giovanni Fraccascia e all’ingegnere Antonio Bruno. La ditta convolta è la Edilres.
Alla luce di questi interventi di restauro, nella urgenza di rimediare con tempestività all’usura del tempo e degli agenti atmosferici per proteggere e consegnare alle future generazioni un patrimonio inestimale come palazzo De Mari, ci si interroga sull’utilizzo di una struttura che non potrà ospitare a lungo gli uffici comunali. E non è affatto campata in aria l’ipotesi di una diversa destinazione. Chissà che un giorno, con la disponibilità di fondi adeguati, palazzo De Mari non diventi un museo.





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