Una nota di quattro consiglieri a questo giornale e un breve commento

Pubblichiamo una nota che quattro consiglieri ci hanno inviato a proposito di un nostro articolo sull'area dog e la nostra risposta
Questa mattina quattro consiglieri di minoranza, Pietro Depascale, Claudio Giacinto Giorgio, Francesco Montenegro e Claudio Solazzo mi hanno inviato, in qualità di direttore responsabile di AcquavivaLive una nota critica su un articolo intitolato “L’area dog e il “partito” degli imbrattatori” pubblicato su questo giornale il 12 maggio scorso. Come richiesto dai quattro consiglieri pubblico integralmente il testo della nota e provo a chiarire la faccenda.
AL Direttore Responsabile
di Acquavivalive
Dott. Antonio CHINDEMI
SEDE
e, p.c. All’Ordine dei Giornalisti
Strada Palazzo di Città 5
BARI
Agli Organi di Informazione
Egregio Direttore,
leggiamo un articolo di cronaca, pubblicato in data 12.05.2014, con il titolo “L’area Dog e il
“partito” degli imbrattatori”, con il quale viene stigmatizzato un deprecabile atto vandalico
consumato su un lato dell’aiuola adibita ad area sgambatura cani in Piazza Garibaldi.
Atto vandalico che indigna noi tutti cittadini acquavivesi, e ci vede convintamente
impegnati, anche in qualità di Consiglieri Comunali, a combattere con tutti i mezzi l’inciviltà
e tutte le azioni che possono ledere il bene comune.
Troviamo tuttavia inopportuno, per un mezzo di informazione che dovrebbe
garantire esclusivamente il doveroso diritto di cronaca, entrare nel merito politico delle
azioni democratiche poste in essere da partiti e loro rappresentanti in Consiglio Comunale.
Per dovere di cronaca è bene evidenziare che i sottoscritti hanno democraticamente
espresso il proprio dissenso, nei confronti dell’Amministrazione Comunale, nell’aver
individuato quell’aiuola per destinarla ad area Dog in alternativa ad aree dislocate in altre
zone del paese supportando il tutto con diverse motivazioni (logistiche, sanitarie, ecc.).
Hanno esercitato le prerogative riconosciute dalle norme di uno Stato democratico e
dal nostro Statuto e Regolamento comunale: raccolta firme dei cittadini, mozioni ed
interrogazioni consiliari.
Tali azioni democratiche (se vige in questo paese ancora la democrazia) avevano,
hanno ed avranno unicamente lo scopo di evidenziare un dissenso (se è ancora democraticamente riconosciuto ad Acquaviva poterlo fare) motivato, una non condivisione
di un’azione amministrativa, al fine di offrire una proposta alternativa.
Se questo significa essere il “partito” dei disfattisti, come si legge ancora
nell’articolo, noi rivendichiamo il diritto democratico del libero pensiero, garantito
costituzionalmente in Italia ed anche ad Acquaviva delle Fonti.
Non intendiamo minimamente essere soggiogati alla logica di “chi non è con noi è
contro di noi”.
Cogliamo l’occasione per evidenziare, tra l’altro, che ad oggi nessuna autorizzazione
è stata rilasciata dal Servizio Veterinario della Asl Bari, competente per territorio; nessuna
autorizzazione per usufruire dell’area è stata rilasciata dagli organi competenti (così come
tassativamente previsto dal relativo Regolamento comunale, che per dovere/diritto di
cronaca è stato proposto dall’Amministrazione Comunale ed approvato dai Partiti di
Sinistra di maggioranza).
Né risulta, ad oggi, essere stata effettuata alcuna disinfezione dell’area, se non una
regolare e doverosa pulizia dagli escrementi.
Quali persone di buonsenso, quali rappresentanti delle Istituzioni (anche se di
minoranza) e ossequiosi garanti delle regole democratiche, quali convinti difensori della
libertà di pensiero, parola ed azione che non leda gli altrui diritti, quali difensori della
libertà di informazione che sia però imparziale, obiettiva e non schierata politicamente, La
invitiamo a pubblicare questa nota nel rispetto del democratico diritto paritetico di
pensiero.
Cordiali saluti.
Acquaqviva delle Fonti, lì 15 maggio 2014
Pietro DEPASCALE
Claudio Giacinto GIORGIO
Francesco MONTENEGRO
Claudio SOLAZZO
Ho letto più volte e con attenzione la nota dei consiglieri di minoranza e non sono riuscito a capire di cosa vengo rimproverato. Nell’articolo pubblicato da AcquavivaLive la parola “partito” è messa tra virgolette ed è utilizzata come sinonimo di tifoseria o fazione e non certo di associazione politica. Il pezzo racconta dello scontro che prima sui social network e poi in consiglio comunale ha preceduto l’atto vandalico e “che, per la piega che aveva preso, ben poco aveva a che fare con il decoro urbano o con la salute dei cani”. Non si capisce per quale motivo Depascale, Giorgio, Montenegro e Solazzo interpretano questo racconto della vicenda come un “entrare nel merito politico delle azioni democratiche poste in essere da partiti e loro rappresentanti in Consiglio Comunale”. Per non parlare poi di questa fantomatica logica del “chi non è con noi è contro di noi” a cui vorremmo soggiogarli. Io, francamente, non la vedo.
Forse i quattro consiglieri chiedono ad AcquavivaLive una maggiore attenzione nei confronti della loro attività politica? In questo caso, li invitiamo a inviarci più spesso comunicati sul loro operato e noi, come sempre, saremo lieti di dargli tutta la visibilità che meritano.
Ringrazio comunque Depascale, Giorgio, Montenegro e Solazzo per l’attenzione con cui seguono AcquavivaLive e per avermi scritto.





Commenti
Meno male che non hanno scritto anche “alla Procura della Repubblica”: che è l’andazzo che da qualche anno hanno preso alcuni consiglieri, abituati a trasmettere le loro interrogazioni e mozioni (iniziative squisitamente politiche) al Tribunale di Bari (iniziativa squisitamente penale, che tuttavia non prefigura alcun reato, ma ne lascia la probabile inividuazione – ammesso che ce ne sia una – alla interpretazione del destinatario). Questa volta i quattro consiglieri di opposizione non sono caduti nella logica di altri loro colleghi. E’ un passo avanti.