Le sospendono l’accompagnamento, disabile entra in sciopero della fame e della sete

Annarita, 39 anni, affetta da spina bifida, rivendica i suoi diritti
Annarita è una ragazza disabile di 39 anni che protesta da questa mattina al freddo del cortile antistante la sede dell’Asl di Acquaviva perchè le hanno tolto la pensione di accompagnamento. Protesta in silenzio, seduta a un sgabello su cui sono poggiate le inserparabili stampalle e mostra un cartello nel quale è sintetizzata la sua grottesca situazione e dove annuncia che intende attuare lo sciopero della fame e della sete.
A seguito dell’ultima revisione a cui si è sottoposta per essere esaminata dalla commissione invalidi civili della Asl, le è stato detto che non aveva più diritto ai contributi previsti dalla legge.
E c’è di più: la pensione le era stata accordata solo dal 2013 e ne ha potuto beneficiare solo per otto mesi. La patologia di cui soffre – è bene sottolinearlo – è la Spina Bifida, una gravissima malformazione congenita.
Sul posto si è subito recato il sindaco di Acquaviva e autorità sanitaria locale, Davide Carlucci, accompagnato dal consigliere comunale Luisa Pellecchia, per rendersi conto del problema e contribuire a risolverlo. Il primo cittadino ha incontrato la ragazza da cui ha appreso i termini della questione e si è poi recato negli uffici per avere dei chiarimenti.
Ma la Asl, prima dell’arrivo del sindaco, si era già attivata per informare chi di competenza della questione. I solleciti, infatti, porteranno ad una analisi tempestiva del caso e con ogni probabilità sarà riesaminata la pratica di Annarita.
In un paese in cui fanno clamore i falsi invalidi, appare ancora più surreale che ad una ragazza disabile vengano negati i propri diritti. Non sappiamo ancora dire da cosa sia dipeso il disagio che sta sopportando Annarita, ma ci auguriamo che eventuali sviste vengano al più presto corrette.
Abbiamo incontrato Annarita, chiedendole di spiegarci i motivi della sua protesta. “Sono nata con una malattia congenita chiamata Spina Bifida. La malattia è invalidante solitamente sin dai primi mesi di vita, ma nel mio caso, i sintomi dell’aggravemento si stanno manifestando in questi anni. Stiamo parlando di una patologia che distrugge la vita relazionale e psiologica di una persona. La sintomatologia più grave riguarda il sistema nervoso neurovegetativo di organi come l’apparato uro-genitale e neuro-psico-motorio delle gambe. Questo porta inevitabileente ad una organizzazione famigliare che prevede sempre qualcuno vicino al paziente. Per anni ci siamo visti sbattere le porte in faccia dalle commissioni Asl, tranne nel 2013, anno in cui è stata riconosciuta l’invalidità totale. Ora invece mi hanno tolto questo riconoscimento, forse per chè credono che sia “guarita”. Ma come si fa a guarire da una malattia genetica progressivamente invalidante?! Siamo d’accordo sui controlli dei falsi invalidi ma far pagare a un invalio vero mi sembra un paradosso del sistema italiano”





Commenti
Le porcate in questo settore non hanno mai fine. La mia solidarietà a questa ragazza e a tutti i disabili vessati da commissioni ASL, INPS, ecc. In un mondo in cui la politica ha rubato a noi cittadini risorse economiche, dignità di cittadini, finalmente iniziamo a ribellarci. Grazie sindaco e consiglera Pellecchia per il vostro impegno a favore di questa ragazza.