S.O.S. : Salviamo il Servizio Civile Nazionale!

Una petizione per scongiurare un rischio rilevante per l'intero tessuto sociale italiano
Era atteso per settembre, ma è certo che il nuovo bando nazionale di reclutamento di 15.000 giovani volontari di servizio civile non vedrà la luce prima di ottobre. Complice anche la crisi di governo.
Dinanzi a tale inaspettato ritardo, nelle ultime ore è cresciuto il malcontento tra gli aspiranti volontari disorientati da notizie frammentate e poco promettenti. A farne le spese l’intero sistema sociale e civile Italiano.
I giovani dell’AISEC (Associazione Italiana Servizio Civile) e la Rappresentanza nazionale dei volontari non ci stanno. Insieme e a gran voce chiedono al governo centrale di salvare e tutelare il Servizio Civile Nazionale. Lo fanno attraverso la Petizione “Italia fa qualcosa : salva il Servizio Civile Nazionale!”
«Dopo le promesse di pubblicazione – affermano i proponenti – s’intende far comprendere al governo centrale che intorno al Servizio Civile Nazionale esiste un indotto lavorativo messo a repentaglio dalle incertezze e dalle false promesse di pubblicazione del Bando 2013. Ciò a scapito della crescita personale dei potenziali volontari, della qualità della progettazione degli enti che credono sempre meno in questo strumento giovanile e della popolazione generale che subisce l’assenza di servizi forniti dai giovani volontari».
La petizione indirizzata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio Enrico Letta, al Presidente del Senato Pietro Grasso, alla Presidente della Camera Laura Boldrini, al Ministro per le Politiche Giovanili Cecile Kyenge, al Capo Dipartimento Gioventù e Servizio Civile Nazionale Paola Paduano, ai Parlamentari Per La Pace ed ai Gruppi Parlamentari tutti, muove da una richiesta specifica:
Assumersi la responsabilità di una riforma che risolva i nodi critici del Servizio Civile Nazionale, garantendo il regolare svolgimento del bando 2013.
È importante ricordare che 15.000 giovani italiani in questo particolare momento economico che vede la disoccupazione giovanile nazionale ai massimi valori storici, potrebbero ricevere un rimborso di € 433,88 al mese per un anno potendo operare all’interno delle comunità e dei territori, portando servizi e supporto, attraverso i progetti di servizio civile nazionale.
«Sarebbero i 92 milioni meglio spesi dal governo centrale – ricordano i giovani volontari – ma il servizio civile nazionale in Italia, preda dell’inadempienza delle istituzioni, sta morendo e il bando, oltre ad essere continuamente rinviato, seppur venisse pubblicato rischierebbe di esser bloccato».





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