Sede distaccata del Tribunale: dai Comuni un “no” deciso alla soppressione

Chiesto il rinvio dell'accorpamento delle sedi giudiziare che comporterebbe la cancellazione di quella acquavivese. Enti locali disponibili a farsi carico degli oneri dell'immobile.
Rinvio del termine del 13 settembre per l’accorpamento delle sezioni distaccate del Tribunale di Bari (che comporterebbe la cancellazione della sezione acquavivese) con richiesta al Ministero di Grazia e Giustizia di applicabilità della proroga di 5 anni prevista dalla legge e costituzione, infine, di una Commissione Intercomunale di consiglieri, composta da rappresentanti dei Comuni di Acquaviva, Cassano, Gioia e Santeramo, per l’elaborazione di azioni comuni da intraprendere (compresa l’assunzione degli oneri per il mantenimento dei locali della sede distaccata, attualmente in capo al Ministero) per scongiurare ogni tentativo di soppressione della sede giudiziaria di Acquaviva.
Sono questi i contenuti dell’ordine del giorno approvato stamattina dal Consiglio comunale del nostro paese, convocato d’urgenza proprio per affrontare la possibile cancellazione del presidio giudiziario locale, con il quale gli enti locali della zona gridano forte il loro “no” alla manovra di riorganizzazione della Giustizia in Italia a causa della spending review, che potrebbe avere effetti negativi pesanti sul suo funzionamento e dunque sui diritti dei cittadini.
«Dal 13 settembre – si legge nella delibera di approvazione – gli effetti del decreto legislativo 155/2012 determineranno la soppressione delle sette sezioni distaccate del Tribunale di Bari tra cui quella di Acquaviva delle Fonti, con conseguente accorpamento al Tribunale di Bari; sono evidenti le gravi conseguenze da essa derivanti per le comunità appartenenti alla nostra circoscrizione giudiziaria (Acquaviva-Gioia-Cassano-Santeramo) in termini di grave disagio alla diretta, immediata e agevole fruizione del servizio giustizia dei cittadini dei Comuni interessati».
Diverse le motivazioni individuate per il mantenimento della sezione distaccata del Tribunale di Bari:
«Il consistente carico giudiziario della nostra sede che vede al 30.06.2013 la pendenza di n. 428 cause penali; n.1578 cause ordinarie civili; n.271 esecuzioni immobiliari e ben n.500 procedimenti di volontaria giurisdizione, fondamentale servizio, quest’ultimo, per la collettività consistente nell’accesso diretto, in molti casi gratuito, e prossimo dei cittadini al servizio giustizia (tutele, amministrazioni di sostegno, curatele, eredità giacenti) che trova risposta immediata nella presenza continua di GOT (giudici onorari) e personale di cancelleria in grado di dare risposte immediate alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione. Fondamentale servizio che si perderebbe nella preoccupante ipotesi, da scongiurare, della immediata dismissione dell’attuale sede giudiziaria;
la drammatica situazione di inadeguatezza degli attuali immobili che a Bari ospitano le funzioni giudiziarie così come anche evidenziato e riportato nelle comunicazioni a firma del Presidente del Tribunale di Bari, dott. Vito SAVINO, in data 04 gennaio 2013, indirizzata ai Sindaci dei Comuni sede di Sezioni distaccate del Tribunale di Bari, il quale ha evidenziato“ …. la notoria, disastrosa situazione della edilizia giudiziaria della città di Bari, caratterizzata dalla disponibilità per il Tribunale di Bari di 2 soli edifici, inadeguati e non a norma, assolutamente insufficienti a soddisfare le esigenze proprie della sede centrale del Tribunale (a livello di numero di aule di udienza, di spazi per gli uffici amministrativi, archivi, etc.) impone richiesta al Ministero della Giustizia di autorizzazione a continuare ad utilizzare per 5 anni gli immobili sedi delle soppresse sezioni distaccate dei Comuni (ndr interessati) per l’esercizio di attività giurisdizionali del Tribunale di Bari”.»
«Il mantenimento dell’utilizzo della attuale sede del Tribunale di Acquaviva – si legge ancora – non contrasta con la “ratio” del D.L. 155/2012 volta al contenimento della spesa a carico dello Stato in quanto è intenzione di questa Amministrazione con la collaborazione delle Amministrazioni degli altri 3 Comuni interessati (Cassano delle Murge, Gioia del Colle e Santeramo in Colle) di risolvere il problema degli oneri di spesa attualmente in parte a carico del Ministero di Giustizia, attraverso l’eventuale assunzione in proprio e pro quota ( con criteri da individuare concordemente) dei predetti oneri di gestione ammontanti per l’anno 2012 a complessivi € 151.024,05 di cui e 92.719,05 per canoni di locazione».





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