Rubini ad Acquaviva: «E’ la cultura che rende viva questa terra»

Lo scorso 12 luglio in piazza Vittorio Emanuele l'incontro con il famoso regista pugliese.
Acquaviva si fa città (ri)aperta. Città aperta alla cultura, al cinema e alla musica, una città che ritorna ad essere realmente viva. Il soffio vitale viene stavolta esalato dalla nuova giunta comunale che per il 12 luglio ha organizzato un incontro pubblico con il noto regista Sergio Rubini, nostro conterraneo che è stato intervistato sotto l’ombra della Cassarmonica, in piazza Vittorio Emanuele, dalla giornalista di Repubblica e presidente dell’Apulia Film Commission, Antonella Gaeta.
L’incontro è stato aperto dalle accoglienti parole del Sindaco Carlucci e dall’Assessore alla Cultura Antonia Sardone che hanno fortemente voluto l’evento, cogliendo l’occasione di rivolgere al regista un accorato appello per l’utilizzo e la sponsorizzazione del teatro comunale, che a detta del Sindaco, una volta riaperto sarà a completa disposizione di chiunque voglia usufruirne.
L’evento prosegue con l’intervista che la Gaeta propone a Rubini; una serie di domande che si dipanano tra il mondo del cinema, l’universo teatrale, ma anche e soprattutto si concentrano sulla terra, la terra della nostra Puglia che sta così a cuore al regista di origini grumese, tanto da comparire quasi prepotentemente nella sua filmografia.
Dopo alcuni sguardi nel backstage della vita di Rubini, fatta di impegno, dedizione e forza di volontà nel perseguire il proprio sogno, la giornalista inizia a tastare alcuni argomenti cari all’attore/regista, come il mitico incontro con Federico Fellini in cui l’attore fu elogiato dal grande regista con questa frase: “Complimenti, signor Rubini, lei, all’opposto della maggioranza degli attori, assomiglia alle sue fotografie”.
Sergio Rubini noto al grande pubblico per aver esportato le bellezze del nostro territorio sullo schermo afferma che le sfumature degli scorci pugliesi trasmessi al grande pubblico, non possono che giovare ed incrementare il turismo locale.
Citando poi alcuni dei suoi più celebri film come La stazione, La Bionda, Prestazione straordinaria, passando per Tutto l’amore che c’è, fino a L’uomo nero, Rubini illustra alla cittadina acquavivese il suo modo di fare cinema: un cinema caratterizzato da un melange di dialetti, immersi in un realismo magico, i cui personaggi tendono a lasciarsi ammaliare dalla magia, vista come potere esoterico di salvezza, ma anche un tentativo di smussare le carnalità del tipico meridionale, abolendo le maschere stereotipate che lo cristallizzano nella visione collettiva dell’Italia e dandogli gli strumenti per rimboccarsi le maniche innalzando la dignità del Sud italiano.
Si conclude così l’interessante intervista che ha intrattenuto la cittadina di Acquaviva, assetata di conoscenza e pronta a prodigarsi per un continuo miglioramento e ampliamento del proprio panorama culturale. Giungono quindi i ringraziamenti accorati della giunta comunale che ricorda ai cittadini la proiezione del film alle ore 21:00 che si terrà di seguito nell’atrio di Palazzo De Mari, del film “L’Anima Attesa” di Edoardo Winspeare, un omaggio a don TONINO BELLO.
Il tutto, ovviamente, rientra nel cartellone della programmazione estiva “Acquaviva, città (ri)aperta”, una serie di eventi in attesa della riapertura del teatro.
Un altro punto portato vittoriosamente a casa dalla giunta Carlucci che mostra l’entusiasmo, la voglia di cambiamento e lo slancio ringiovanito di un’Acquaviva pronta a riprendersi il suo spazio vitale.





Commenti
Fantastico!
sarebbe bello se Rubini girasse un film nella nostra cittadina un po di set cinematografici ci sono.