Miulli, Acquaviva in marcia per difendere il suo ospedale e i lavoratori

Si è svolto ieri sera il corteo organizzato dai sindacati. Grande partecipazione dei lavoratori e della città.

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E’ una città che ruggisce quella vista ieri sera.

Come i leoni della sua cattedrale, appostati sul varco non per difendere il “sancta sanctorum”, il cui velo è stato squarciato dalla lama affilata dell’indifferenza ecclesiastica, ma per difendere la dignità dei lavoratori, che è la dignità della stessa città.

Il corteo dei dipendenti del Miulli, chiamati a raccolta dai sindacati per difendere l’ospedale e con esso il diritto al lavoro, alla salute e dunque alla felicità, si snoda su via Roma, stringe come in un abbraccio il centro del paese, come a scuoterlo da una atavica apatia.

Uno dopo l’altro si susseguono gli interventi.

Quando sta per prendere la parola l’assessore regionale alla Sanità sale il grido della folla: «Pubblico, pubblico» gridano i lavoratori del Miulli.
Una parola che condensa il senso dell’intera manifestazione: gli acquavivesi semplicemente rivogliono il loro ospedale.

«La mia presenza qui – dice l’assessore Gentile – è la rappresentazione dell’attenzione della Regione Puglia, che non è mai mancata. Sapete quanto è complessa la situazione. Il nostro auspicio  è che si possa trovare la soluzione migliore, perché questo è un ospedale di eccellenza, una fondamentale risposta al bisogno di salute del territorio. Ma cerchiamo – ha esortato la Gentile – di non cadere nella trappola delle strumentalizzazioni, chiamo tutti al senso di responsabilità. È facile fare demagogia in una città che soffre di una crisi dolorosa. Saremo al vostro fianco, ma mettiamo da parte chi vuole costruire su questo dramma le proprie fortune politiche».

Dopo la Gentile interviene il consigliere regionale Surico: «Orgoglioso di essere acquavivese e orgoglioso dell’ospedale. La crisi non ricada sui lavoratori». E rilancia due sue proposte: la costituzione di una fondazione per favorire l’ingresso nel settore pubblico del Miulli e l’integrazione con il nascente Ospedale della Murgia, tra Altamura e Gravina.

Poi è la volta dei candidati sindaci. Inizia Davide Carlucci: «Questo è il migliore ospedale della Puglia e la Regione deve capirlo: noi lo difenderemo con i denti e con le unghie. il Comune – spiega il giornalista di Repubblica – non può fare molto per risolvere la situazione, ma può mettere insieme chi può decidere. La nostra attenzione è rivolta non solo ai dipendenti e ai pazienti, ma anche ai tanti fornitori che sono ormai in ginocchio».  «Portiamo avanti la questione – dice Carlucci sulla pubblicizzazione del Miulli – ma con serenità, piuttosto facciamo lobby a livello nazionale per difendere il nostro ospedale».

Marco Piconio è telegrafico: «Bisogna abbandonare la casacca – dice – per salvare l’ospedale».

«Sono qui come cittadino di Acquaviva – dichiara il candidato del centrodestra Claudio Giorgio – non come parte di uno schieramento politico, non come candidato ad una competizione elettorale. Questa di stasera non è una passerella. Chiunque farà il sindaco sarà accanto a voi per difendere il Miulli e i suoi lavoratori».

Angelo Maurizio dopo aver sottolineato la sua soddisfazione nel vedere finalmente una manifestazione unitaria e largamente partecipata ha sottolineato che «il nostro unico punto di riferimento – ha detto- è il mantenimento occupazionale. Quello che vive l’ospedale – facendo riferimento al concordato preventivo chiesto dalla dirigenza del Miulli – è un vero dramma al quale non simao sordi».

«L’ospedale è nel nostro cuore perché l’ospedale è Acquaviva – ha detto Claudio Solazzo – se necessario combatteremo con l’elmetto per difenderlo».

«Dalla crisi – ha detto invece Nicola Lerario – si esce nella verità». E la verità – ha sottolineato il grillino – è la natura pubblica dell’ente ospedaliero. «Il prossimo consiglio comunale – ha detto il candidato sindaco – nomini propri rappresentanti nel cda dell’ente, come vuole la legge».

Alla manifestazione hanno partecipato anche i consiglieri regionali del PD Amati e Loizzo.

Lavoratori, sindacalisti ma anche semplici cittadini hanno poi preso la parola.

Nomi e volti di chi c’ha messo l’anima ogni giorno per fare del Miulli un ospedale di eccellenza, ma anche le testimonianze di chi, grazie al livello di professionalità raggiunto,  è uscito dal tunnel della malattia o ha trovato conforto.

Restituzione dello stipendio, pubblicizzazione dell’ente, critica al mondo ecclesiastico che non ha partecipato alla manifestazione al pari della dirigenza del Miulli, che secondo i sindacati aveva garantito la propria presenza, e poi il racconto di storie personali, come quella della dipendente della Care Service senza stipendio da mesi, costretta ad impegnare la propria fede nunziale per pagare i libri scolastici per il proprio figlio. Gli attimi di commozione si sono alternati alle dure rivendicazioni e alla richiesta di assunzione di responsabilità per chi ha sbagliato.
Venerdì ci sarà un confronto tra sindacati e Ospedale per il ripristino dello stipendio nella sua interezza e poi in Regione si aprirà la trattativa per far uscire l’ospedale dalla crisi.

Il ruggito sarà giunto alle orecchie giuste? Di certo è il segnale di una città che non vuole farsi mettere nella gabbia della crisi.

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Commenti

  • giuseppina lerario (utente non verificato)

    Non ho mai sentito dire cose da quella Cassa armonica che poi si siano realizzate, almeno da 30 anni a questa parte e d’altro canto non è nei luoghi pubblici e ventosi (come ieri) che si parla di cose concrete e di soluzioni efficaci. Sotto le bandiere e con le urla si fa solo aria fritta… ed in questo ad Acquaviva ci siamo specializzati. Scendere in piazza quando il disastro è noto persino alle pietre , credo che non serva a nulla… un approccio serio e collaborativo alla questione fu tentato all’inizio della seconda metà degli anni ’90 (ricordate l’amministrazione D’Ambrosio? altra carriera politica infranta prematuramente) ma purtroppo il coraggio se uno non ce l’ha non se lo può dare e d’altra parte chi lui a chi si affidò? …ai soliti noti!!!. Auguri Acquaviva

  • Roberto C. (utente non verificato)

    Ma se fate una cosa del genere ad Acquamorta non vi si considera nessuno…dovreste andare come minimo a Bari per smuovere un po’ le acque e farvi notare!!

  • Celestino Quinto (utente non verificato)

    Vorrei chiarimenti sulla notizia diffusa da RAI 3 Puglia SUI 300 TRECENTO ESUBERI ANNUNCIATI DALL’AMMINISTRAZIONE MIULLI.