Attualità
Miulli, mercoledì corteo cittadino e assemblea in piazza con i candidati sindaci

Sono le decisioni dell'assemblea dei lavoratori che si è tenuta ieri mattina all'ospedale acquavivese.
Stato di agitazione confermato, assemblea cittadina e avvio di un gruppo di lavoro per organizzare la mobilitazione.
Sono i tre punti votati all’unanimità nel corso dell’assemblea dei lavoratori dell’ospedale Miulli di Acquaviva.
All’incontro che si è svolto all’aperto, nell’atrio dell’ente ecclesiastico, hanno partecipato un centinaio di lavoratori.
Mercoledì prossimo, all’assemblea che si sposterà in piazza Vittorio Emanuele, saranno presenti anche i candidati sindaci per le elezioni comunali di Acquaviva.
Previsto anche un corteo cittadino che partirà dalla stazione del paese.





Commenti
Noi spettatori esterni della vicenda Miulli non capiamo perchè “solo” i lavoratori ci tengano all’ospedale (sono ovvi i motivi). L’Amministrazione e/o Consiglio Economico o comunque chi comanda e decide perchè non partecipano anch’essi alle assemblee, ai cortei, ai comizi che si stanno tenendo, per dirci come stanno le cose?. Forse se affonda l’Ospedale loro si salvano sempre e comunque? e perchè? Possiamo conoscere i loro nomi, chi sono e cosa fanno? A meno che non si tratti solo del Vescovo, di Laddaga, Messina e Sanguedolce, forse ci sono altri di cui non sappiamo, ma vorremmo tanto sapere.
Caro 4572, ho letto le tue considerazioni che sono sicuramente le valutazioni di una persona che conosce le vicende del Miulli con dovizia di particolari. Credo che la prospettiva da te indicata con grande acume possa essere percorsa con forza e determinazione. Mi sembra anche rispettosa dei soggetti in campo: la Chiesa, le Istituzioni, il movimento dei lavoratori, etc. Renditi visibile perchè potremo lavorare, se tu vuoi, su un progetto comune utile a tirare fuori dalle sabbie mobili l’Ospedale Miulli. Ciao, a presto. Pino Amatulli.
Io volevo fare una cosiderazione circa la situazione attuale del Miulli…Sono un dipendente e quindi molto preoccupato per il mio, nostro futuro…Esprimo con chiarezza il mio concetto : l’aria di crisi giá l’ho percepita da tre anni.. e me ne sono accorto da quando le Vs bacheche non contenevano piú alcun straccio di carta , ne avvisi, ne rivendicazioni.Allora mi domando, perché muoversi solo adesso che l’acqua oramai ha superato le nostre gole,da quando abbiamo visto il taglio dello stipendio…e non prima??Ero iscritto ad un sindacato e quando ponevo domande circa la crisi non mi sapevano rispondere…!!Non sapevano che dirmi…Mi auguro di sbagliare ma oramai il dado é tratto…
Caro Pino: la Regione può e deve intervenire ad alleviare il peso del debito accumulato, ma con raziocinio. Potrebbe per esempio accollarsi i canoni della locazione della struttura che l’Ente non ha finora pagato all’INAIL ed anche i canoni futuri. Al termine del contratto la Regione dovrebbe poter esercitare il diritto di riscatto (previsto dalla locazione) e diventare proprietaria della struttura. La gestione potrebbe rimanere ecclesiastica, a condizione che riesca a ripianare il debito entro un periodo determinato, salvaguardando i livelli occupazionali e con un controllo pubblico sui conti (la Regione potrebbe offrire forme di garanzia alle banche per finanziare il risanamento).
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=618582&IDCategoria=1
Carissimo Pino, non devi rispondere a me che sono in prima linea con te nella lotta, se posto certi commenti è per cercare di spingere i dipendenti a mostrare la faccia e la presenza e non a continuare a basarsi sull’operato degli altri. Non è più tempo di stare alla finestra a guardare. Hai ragione in merito ai sindacati autonomi e all’ignoranza generale che si nota rispetto al gruppo assortito della Price. Non capisco ancora la paura di chi non scende nelle assemblee, stiamo perdendo il posto di lavoro che altro c’è da temere?? Avete letto le ultime sentenze del Consiglio di stato? Che cosa altro stiamo aspettando cari dipendenti del Miulli per essere compatti? «Ospedali ecclesiastici
come i privati: se superano
budget stop ai ricoveri» e ancora
Caro Piripicchio Po, la consapevolezza della gravità della crisi nell’Ospedale Miulli sta lentamente crescendo anche se, ovviamente, ancora si registrano fenomeni dettati da una incultura sindacale che fa spavento. Mentre i sindacati, soprattutto i confederali CGIL-CISL-UIL, più attrezzati in queste battaglie, scavano trincee e si preparano ad affrontare il peggio che deve ancora arrivare, qualcuno pensa di disertare la chiamata alla resistenza lanciata dal movimento, revocando l’adesione proprio a quei soggetti istituzionali che la legge chiama a loro tutela. Assisto poi all’azione di alcuni sindacati autonomi che cercano, chiedendo consensi facili, di veicolare l’uscita dalla crisi, con messaggi culturali assolutamente sbagliati che richiamano gli egoismi di categoria, una sottostima delle ragioni della crisi, che sono sistemiche, i protagonismi individuali. Pino Amatulli, CGIL Miulli.
Mi è stato chiesto quali sono i nomi degli uomini che incontrano i rappresentanti sindacali per discutere della situazione economica e finanziaria dell’Ospedale Miulli. Sono esattamente quelli indicati dal lettore piripicchio po. Il dato mi riempie di amarezza perchè attraverso la delega assegnata a questi uomini si tenta di diluire in concetto della responsabilità che nel Miulli resta ovviamente in capo alla governance ecclesiastica. Credo che i prossimi giorni saranno determinanti per la tenuta stessa del confronto. Allo stato in cui siamo o la dirigenza dell’Ente cambia direzione rispetto alle posizioni su cui è attestata in tema di consulenze, affidamenti incarichi, società partecipate, oppure le OO.SS. non riterranno più producente confrontarsi su un tavolo sterile ed improduttivo. Pino Amatulli, CGIL Miulli.
Sveglia, la dirigenza ha deciso di privatizzare l’ospedale!!! Vedrete che tra un po’ lo (s)vendono a qualche nobile costruttore di Noci, che licenzierà il 75% del personale. Amen…
Come mai quando si parla di Sindacati risponde solo la CGIL? Forse si tratta degli sfigati che non hanno “santi in paradiso”? Gli altri magari non possono esporsi altrimenti si mostrerebbero ingrati nei confronti dell’Amministrazione che li ha tanto “agevolati”? Ci interessa avere una risposta al quesito posto da “Serve Chiarezza”. Se c’è un tavolo permanente con chi interloquiscono i sindacati? Pino Amatulli tu che sei l’unico che si sta esponendo in prima persona, puoi dirci con chi trattate, nomi e cognomi? Ti saremmo molto grati. FORZA CGIL.
non usciranno nemmeno allora cara “infermiera incazzatissima”, non hanno l’interesse a farlo. Per quanto riguarda “serve chiarezza” oltre ai nomi fatti, ci sono i funzionari della PricewaterhouseCoopers che all’assemblea del 9/5/13 sono usciti per controllare la partecipazione e vedendo il numero esiguo di persone si sono fatti una bella risata!! Se non si mobilita tutto l’ ospedale la guerra è persa ancor prima di iniziare.
ma perchè voi di Acquavivalive non permettete a tutti di commentare??? Non penso che i miei commenti siano coloriti o offensivi, quindi vi chiedo come mai non pubblicate i miei commenti???…Infermiera del Miulli incazzata e anche delusa a questo punto
Sicuramente loro si salveranno sempre e comunque e i poteri occulti quelli al di sopra di tutto, del Vescovo stesso, rimarranno nell’ombra…Anzi forse usciranno allo scoperto quando il Miulli sull’orlo del baratro sarà magicamente salvato dal Paperon Dè Paperoni di turno
Caro Vito, mi dispiace che in questi anni non ti sei accorto dell’attività mia e del sindacato che rappresento. A parlare per me e la mia organizzazione è l’archivio storico che metto a tua disposizione. In esso troverai le iniziative volte ad organizzare innumerevoli riunioni di reparto, assemblee generali, attivi sindacali e con esse la difesa dei dirittti dei lavoratori. La preoccupazione per le sorti dei lavoratori e dell’Ospedale Miulli è sempre stata una costante della mia azione. Non ritengo assolutamente chiusa la partita per la difesa dei nostri diritti e ti invito a giocala insieme a noi con coraggio ed abnegazione a partire dal corteo cittadino del 15.05.2013. Non chiuderti nel pessimismo. Diventa protagonista della tua condizione di lavoratore che, al momento, non si vede neanche riconoscere quanto gli è dovuto per il suo lavoro. Pino Amatulli.