Piconio (CDL): «Un governo di larghe intese “per far scoppiare la pace” ad Acquaviva»

Intervista al candidato sindaco Marco Piconio che illustra ai cittadini i punti principali del suo programma.
Dopo Giorgio, Lerario e Solazzo è Marco Piconio a rispondere alle domande di Acquavivalive. Il candidato sindaco della lista Cristiano democratici Liberi illustra i punti principali del suo programma.
Lei afferma che da circa vent’anni il Comune di Acquaviva delle Fonti è paralizzato da lotte di potere tra persone, gruppi e partiti che hanno impedito ogni forma di dialettica autenticamente democratica e avvilito, nel contempo, ogni iniziativa seria, finalizzata allo sviluppo economico-sociale del paese. Lei è protagonista della scena politica Acquavivese da oltre venti anni, ed è stato spesso l’ago della bilancia rispetto ad altri soggetti politici, quindi determinante per il destino di alcune amministrazioni. Alla luce dell’affermazione sopra, crede di non essere stato, o di non appartenere ad un gruppo di potere?
Per dovere di cronaca e per la totale chiarezza nei confronti dei miei concittadini, devo sottolineare che al di là della mia appartenenza politica, non sono mai sceso in campo fino ad ora: piuttosto ho sostenuto alcuni consiglieri, i quali hanno svolto il loro compito in assoluta autonomia. Tuttavia taluni attribuiscono a me responsabilità e ruoli che in realtà non ho mai svolto. Lo stato di sostanziale paralisi nel campo amministrativo-politico e conseguentemente quello economico e sociale trova le sue responsabilità in tutte le forze politiche acquavivesi che si sono alternate negli anni al governo cittadino. È questo il motivo che mi ha spinto per la prima volta a candidarmi alla guida del paese, consapevole del momento difficile che stiamo attraversando e determinato a dare una svolta ad Acquaviva mettendo a disposizione tutta la mia esperienza amministrativa.
Il mancato funzionamento della macchina amministrativa pregiudica il funzionamento dell’intero paese. Lei ha affermato che nel nostro comune bisognerebbe adottare politiche motivazionali che valorizzino le risorse umane comunali. Per esempio?
Sono convinto, conoscendo la macchina amministrativa del comune, che le professionalità ivi presenti sono molto valide e vanno adeguatamente incentivate e valorizzate. Per esempio riconoscendo la professionalità e le inclinazioni personali che ognuno ha, magari consentendo a chi lo merita di avere una mansione superiore a quella attuale. In poche parole a chi più “produce” verrà riconosciuto un compenso adeguato. Organizzerò seminari di formazione continua in ogni settore amministrativo al fine di dotare l’ente di una progettualità da candidare all’occorrenza alle diverse fonti di finaziamento provenienti da Comunità Europea, Stato e Regione.
Secondo Lei in che modo un Governo cittadino può intervenire per risolvere il problema della corruzione e della trasparenza nella pubblica amministrazione?
Non sono a conoscenza di fenomeni di corruzione amministrativa; ritengo che l’assenza di tali fenomeni possa essere un vanto per la struttura comunale. Ci adopereremo per coinvolgere il più possibile la cittadinaza al fine di informala di tutte le attività e le iniziative che l’amministrazione comunale intraprenderà. Tutte le procedure saranno assolutamente trasparenti e qualsiasi tipo di incarico vedrà i professionisti locali trattati in maniera imparziale.
Sempre nel Suo programma si legge “Per i giovani in attesa di lavoro, si potrebbero creare dei Corsi Comunali sulle professioni, mirati al recupero dei Mestieri DOC”. A quali professioni si riferisce?
Di professioni e professionalità ne stiamo perdendo tante in questi anni. Abbiamo però molti pensionati “esperti” i quali si sentirebbero gratificati nel trasmettere le loro competenze e capacità alle giovani leve con corsi gratuiti. Mi riferisco al lavoro degli artigiani in genere e degli agricoltori. Metteremo a disposizione i locali comunali per poter favorire la realizzazione di questi corsi.
Questione ambientale e gestione dei rifiuti nel nostro comune: il suo punto di vista?
La gestione del ciclo dei rifiuti è di competenza regionale: ciò nonostante ci impegneremo sin da subito a potenziare la raccolta differenziata con la creazione di isole ecologiche e la raccolta dei rifiuti con il metodo “porta a porta”. La gestione della raccolta “porta a porta” potrà essere affidata a cooperative di giovani creando al contempo posti di lavoro, riduzione di rifiuti indifferenziati da conferire in discarica e fornitura di rediviva “materia prima” quali alluminio, plastica, carta, vetro, legno umido organico per il compost etc. Cosi facendo sarà possibile eliminare i cassonetti che, come è facilmente riscontrabile, sono ricettacoli di qualsiasi tipo di rifiuto, e costituiscono all’interno del paese quasi delle mini discariche. Ci tengo a precisare che questi argomenti non sono una realtà astratta ma costituiscono la quotidiana routine in molti paesi italiani, e Acquaviva non deve essere da meno se vogliamo lasciare un paese migliore ai nostri figli.
Questione Miulli: i sindacati ai candidati sindaci: “Incontriamoci per discutere come salvare l’ospedale”. Francamente ad oggi non ho ascoltato esposizioni ed indicazioni chiare dalle forze politiche, né iniziative di rilievo sulla possibile evoluzione (spero positiva) dell’attuale grave e complessa situazione. Lei cosa proporrebbe?
Sino ad oggi non sono stato interpellato a tal proposito. Tuttavia se sarò interpellato intendo costituire un tavolo istituzionale di lavoro (ognuno per le proprie competenze) con S.E. il Vescovo Governatore, il Comune di Acquaviva delle Fonti e la Regione Puglia, per consentire al Miulli di continuare ad essere il fiore all’occhiello della Sanità Pugliese e una delle perle del nostro territorio, un Ospedale di Eccellenza riconosciuto a livello Nazionale qual è stato e qual è tutt’ora. Il tutto per salvaguardare posti di lavoro ai dipendenti del Miulli, per creare ancora nuovi posti di lavoro per i giovani del nostro territorio, e inserire l’Ente a pieno titolo nella programmazione sanitaria Regionale, come risorsa irrinunciabile del nostro territorio per i servizi che offre ad un vastissimo bacino di utenza. Mi spiego meglio, nel caso non lo sia stato: per noi acquavivesi tale risorsa è assolutamente indispensabile.
Nel Suo programma, molte idee e progetti per rendere Acquaviva un PAESE MIGLIORE soprattutto in termini di sviluppo, lavoro e servizi. Sinteticamente vuole illustrarceli?
Idee e progetti sono tutti illustrati nel mio programma. Sinteticamente, una su tutti, in termini di sviluppo, intendo valorizzare la zona industriale, che è una delle migliori della regione Puglia, mediante l’esproprio, con la collaborazione dei proprietari, di terreni a prezzo agricolo e la concessione gratuita del suolo solo ad investitori seri, con un adeguato piano industriale ed occupazionale adeguato. In poche parole una fattiva collaborazione tra imprenditoria ed istituzioni: l’amministrazione sarà a sostegno delle stesse, salvaguardando cosi livelli occupazionali e tutto l’indotto.
Al di là dei risultati elettorali, Lei sarebbe per un governo cittadino di larghe intese. Perché?
A seguito delle vicende degli ultimi anni ed in particolare della gestione commissariale, da subito ho ritenuto opportuno che Acquaviva debba essere retto da tutte le forze politiche al fine di coinvolgerle e trovare la condivisione sulle scelte per il futuro e la crescita del nostro amato paese, sopratutto in un momento di grave congiuntura economica e sociale. Per assicurare ad Acquaviva un futuro di crescita e benessere deve “SCOPPIARE LA PACE” tra tutte le forze politiche e fra tutti i cittadini. Più volte ho ribadito che la mia “via maestra” per perseguire la concordia sarà nell’affidare l’incarico di vicesindaco al contendente al ballottaggio, e gli assessorati alle maggiori forze politiche.
Apertura e chiusura dei locali pubblici (bar-pizzerie-pub ecc) quale la Sua proposta?
La tematica è complessa e va inquadrata con quanto prescritto dal Testo Unico di Pubblica Sicurezza. Chiaramente si deve trovare un giusto compromesso tra le esigenze degli esercenti e le esigenze della popolazione, che verranno rispettate.
Ad Acquaviva ci sono troppi ostacoli, troppe barriere architettoniche che impediscono ai disabili di avere una vita normale. Lei sindaco: come affronterebbe questa questione?
Mi adopererò con le associazioni di categoria per eliminare qualsivolglia barriera architettonica presente, in armonia con il recupero del patrimonio pubblico esistente.
a cura di Enzo Lenoci





Commenti
Credo che per sviluppare un programma amministrativo serio biognerebbe scegliere dei collaboratori (consiglieri) un po’ più preparati, invece da quello che vedo alcuni di loro hanno solo la licenza elementare come titolo di studio quando magari ad oggi anche il cassiere di un supermercato deve per legge avere un misero diploma. Dunque come cittadino di questa splendida cittadina non mi sentirei tranquillo con gente talmente impreparata che sceglie, decide e vota per me.
Caro Girolamo, ogni lista scesa in campo ad Acquaviva, come in ogni paese, raccoglie una platea di gente di ogni estrazione. Il bello della democrazia, è proprio dare un ventaglio di scelte ed opportunità alla cittadinanza. Ad ogni modo le ricordo che a volte la natura sceglie (quando, dove e come nasciamo) ma è sola la vita SELEZIONA. Giudichi pure qualcuno, ma lo faccia sulle sue scelte e non sulle sue origini. Se poi per quel qualcuno vuole giudicare tutti……bè allora non ci sono parole. “è solo la vita che seleziona”
Egregio sig. Gino Fiore lei si farebbe mai operare da uno che si definisce medico ma che in realtà lo è diventato solo perchè qualcuno gli ha dato una laurea per democrazia? bhe! credo che lo stesso valga per la politica. E’ assurdo e impossibile essere governati da chi non sa neanche cosa è e a cosa serve la politica per questo il nostro è un paese allo sfascio….. Ad ognuno il suo mestiere… mi perdoni ma credo nella meritocrazia e rispetto chi studia un ’intera vita per capire e comprendere i meccanismi economici e politici … La saluto!