La crisi dell’ospedale Miulli al centro del 1^ Maggio acquavivese

La Redazione

Stasera in piazza Vittorio Emanuele il comizio dei sindacati. I messaggi della segreteria regionale e proviciale della FP CGIL.

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La vicenda dell’ospedale Miulli, della crisi che sta attraversando l’ente ecclesiastico e che coinvolge centinaia di persone, in gran parte acquavivesi,  riempie questo 1^ Maggio, festa dedicata al lavoro e ai lavoratori, oggi più che mai precario, incerto.

Stasera in Piazza Vittorio Emanulele dalle ore 19,00 alle ore 21,00 le organizzazioni sindacali hanno organizzato un comizio, anche per chiedere alla gente di Acquaviva «di solidarizzare con le nostre battaglie odierne e future nel nome di una sanità giusta, trasparente».

«Cari cittadini – si legge in una nota dei sindacati – vi sarà giunta probabilmente informazione sul grave stato di crisi economica e finanziaria in cui versa l’Ospedale Generale Regionale Miulli. Questa situazione trova le sue ragioni, per un verso, in una evidente ed illogica sperequazione nel riconoscimento dei finanziamenti pubblici che la Regione Puglia eroga a fronte dei servizi sanitari offerti sul territorio regionale che vede gli Ospedali Pubblici privilegiati rispetto agli Ospedali Ecclessiastici, a cui pure si chiede la stessa qualità (e addirittura l’eccellenza) nell’offerta sanitaria e la stessa organizzazione dei servizi, obbligando l’Ente al rispetto delle moderne norme sugli standard ospedalieri, “dimenticandosi” di intervenire parimenti sulle strutture pubbliche (alcune fatiscenti).

Per altro verso, riteniamo che, nel corso degli anni, alcune scelte gestionali (esternalizzazioni, consulenze, mortificazione delle professionalità esistenti) compiute dalla Governance dell’Ospedale Miulli siano state sbagliate, di fatto determinando livelli di spesa superiori alle entrate garantite dalle rimesse regionali.

Ora sembra di capire che la Regione Puglia, governata da Nichi Vendola, e l’Amministrazione dell’Ospedale Miulli cerchino faticosamente e forse “non sufficientemente”, un’intesa rispetto alle responsabilità di riconoscimenti finanziari sottostimati ed alle responsabilità di una improvvida gestione dei finanziamenti pubblici di cui gode l’Ospedale Miulli.

Il peso dell’attuale situazione dell’Ospedale Miulli viene attribuito al costo del personale che, secondo analisi frettolose e per nulla rispondenti alla verità, “avrebbe” un costo maggiore rispetto al pubblico (vedi le semplicistiche dichiarazioni dell’assessore alle Politiche della Salute Dott.ssa Gentile rese al Graffio di Telenorba).

Le gravi ricadute delle scelte compiute dalla Governance dell’Ospedale Miulli (tagli stipendiali) stanno determinando all’interno dell’azienda un clima di tensione e di rabbia sociale che certamente avrà riflessi negativi anche sulla qualità dei servizi sino ad oggi mirabilmente garantiti e di questo ce ne scusiamo.

Anche le economie cittadine (e di Acquaviva in primis), gli operatori commerciali, le imprese del territorio, saranno inevitabilmente penalizzate dalle scelte, da noi assolutamente non condivise e per questo avversate, che in questi momenti stanno compiendo gli uomini delle istituzioni regionali ed ecclesiastiche.

Cari cittadini, Vi chiediamo di solidarizzare con le nostre battaglie odierne e future nel nome di una sanità giusta, trasparente e di tutti a partire dall’odierno presidio, invitando tutti, altresì, a partecipare numerosi al Comizio del 1° Maggio».

Al comizio di stasera interverranno Pino Amatulli, segretario aziendale FP-CGIL, e Franco Quatraro, segretario provinciale di Bari CISL-Medici.

In questa giornata si registrano sulla vicenda Miulli anche i messaggi dei segretari regionale e provinciale della Funzione Pubblica CGIL Bari, Biagio D’Alberto e Giuseppe Monno.

«Gli impegni economici sostenuti dalla Regione nei confronti degli Enti Ecclesiastici – scrive D’Alberto – sono certamente una buona notizia. I circa 30 milioni coprono non integralmente, ma gran parte del disavanzo annuale del Miulli, ma anche  del Panico e della Casa Sollievo della Sofferenza. I dieci milioni assicurati al Miulli sono abbondantemente al di sopra degli 8,4 che l’Ente di Acquaviva ha sospeso dalle tasche dei lavoratori per impegnarli nella “procedura del concordato preventivo”. Quindi il primo atto da assumere da parte dell’Ente Ecclesiastico è quello di restituire ai lavoratori quanto indebitamente congelato. Rispetto ai 3-4 milioni ancora necessari per rientrare dalla fase di indebitamento, e quindi iniziare a costruire percorsi di virtuosità, diventa essenziale mettere mano agli sprechi, alle consulenze e ad incarichi impropri, alla rimodulazione dei contratti di fornitura considerando che la procedura del concordato lo consente. Ci aspettiamo una fase di maggiore tranquillità per i lavoratori».

«Crediamo – aggiunge Monno – che sia arrivato il momento, di pretendere subito, senza esitazione, la certezza che non saranno toccate le risorse dei lavoratori, a qualsiasi titolo, anche alla luce della disponibilità concreta dimostrata dall’assessore alla Sanità E. Gentile, di esigere il rispetto delle corrette relazioni sindacali e l’applicazione dei CCNL senza se e senza ma , e di aprire di un tavolo negoziale per far chiarezza su sprechi e regalie varie visto che operano sul mercato senza rischio di impresa .

Diversamente, fare una riflessione a tutto campo e rivendicare che l’ospedale abbandoni la gestione ecclesiastica, arrogante nelle relazioni sindacali e opaca nei bilanci, cosi’ come e’ emerso nelle ultime inchieste giudiziarie (colonia hanseniana), e che si trasferisca al pubblico la gestione dell’ospedale perchè altrimenti non si capirebbe il senso di una gestione di un servizio pubblico di qualità finanziata da denaro pubblico dove l ‘unico vero valore indiscutibile e portante e’ costituito da quello che voi tutti realizzate giorno dopo giorno. Non ho dubbi che è arrivato il momento di far sentire una voce unica di tutti i lavoratori proprio nel giorno della festa simbolo per il lavoro».

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Commenti

  • incazzato molto nero (utente non verificato)

    Credo sia arrivato il momento di dire la mia sul Miulli,ormai mi sento uno del Miulli in quanto lo sto frequentanto da molto tempo sia per la mia salute sia quella dei miei cari,anzi colgo l’occasione di ringraziare tutti nessuno escluso.Ormai conosco tutti e tutte le figure.Ho assistito ieri sera al comizio fatto in piazza,il giorno prima ero anche in ospedale dove si è tenuto un sit-in sia dei dipendenti del Miulli sia dei dipendenti della Care service,ebbene sono daccordo su tutto quello che èstato detto al comizio,però sono rimasto scontento nei due casi (comizio e sit-it)della scarsa partecipazione dei tanti lavoratori delllo stesso ente,ripeto conosco tutti e ho visto poca partecipazione,MI chiedo?Non pensano al futuro?Ho come in tutte le aziende chi va avanti sono sempre in pochi?.E’quello che sta succedendo ai dipendenti della Care service tutti si lamentano che non vengono pagati ma a lottare per i propri diritti (il pagamento degli stipendi)sono sempre gli stessi.NON è cosi.

  • incazzato molto nero (utente non verificato)

    Questo mi fa capire che qualcuno non ha bisogno dello stipendio e sta bene economicamente.Intanto l’azienda vi chiede di fare doppi turni,straordinari ecc.ecc. non vi da quello che vi spetta E’ i vostri soldi dove sono?Si vede in faccia la vostra delusione.Unitevi solo cosi potete risolvere i problemi. Non date retta alle chiacchiere che mettono in giro.Nell’ospedale siete un ruolo molto importante che che se ne dica tenere pulito un’immensa struttura non è facile anche perchè non fate solo le pulizie ma anche di più.(E’ IL RICONOSCIMENTO DOVE STA’?).Alla Gentile hanno consegnato una medaglia solo per aver fatto un giro nel nosocomio e a voi che lo pulite non vi danno neanche lo stipendio.NON e giusto fatevi sentire.Unitevi a tutti difendete i vostri diritti. UN INCAZZATO MOLTO NERO.