Laddaga ritorna al Miulli

Sergio Carlucci

A partire da lunedì riprenderà servizio

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Don Mimmo Laddaga tornerà a svolgere le proprie funzioni di delegato del governatore dell’ospedale “Miulli”. Su proposta del pm Renato Nitti, il gip del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, ha disposto la revoca di tutte le misure cautelari a carico di Laddaga e di Saverio Vavalle, nell’ambito dell’inchiesta sulla colonia hanseniana di Gioia del Colle.

Laddaga ritornerà quindi a svolgere il proprio ruolo. Non potendo recarsi nel proprio ufficio a causa del coinvolgimento nell’inchiesta, il prelato era stato costretto a rimettere il mandato nelle mani del vescovo Paciello, che da quel momento in poi aveva avocato a sè il potere di firma per ogni questione concernente il nosocomio acquavivese.

Già da stamattina, Laddaga si trova negli uffici dove ha svolto per anni il proprio lavoro e a partire da lunedì prossimo, solo dopo aver ottenuto nuovamente il mandato da parte del vescovo, riprenderà regolarmente servizio.

La revoca delle misure cautelari per Laddaga è un passaggio significativo della vicenda denominata “operazione Hansen”. Una indagine che a settembre del 2012 portò a due arresti e otto indagati, con l’accusa,  per tutte le persone coinvolte, di truffa aggravata e continuata alla Regione Puglia. Secondo l’accusa, interi capitoli di spesa erano insussistenti  perchè inseriti nei bilanci della struttura solo per giustificare contabilmente l’utilizzo totale dei fondi assegnati dalla Regione Puglia alla colonia hanseniana.

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Commenti

  • Nicola Nicasi (utente non verificato)

    E’ una notizia buona o cattiva?

  • vitantonio petrelli (utente non verificato)

    Caro Nicola Nicasi, la notizia buona o cattiva. è nelle nostre mani. Se come Città, autorità locali, forze politiche, sindacali, associazioni, clero, saremo in grado di difendere i nostri diritti ed evitare che altri ai nostri danni faccia usurpazione e rapina; se la dirigenza ecclesiastica del Miulli osserverà il settimo comandamento ’non rubare’ e l’ottavo ’non dire falsa testimonianza’ e saprà liberarsi dall’ingordigia economica e da quella del potere; se tutti i Cattolici alzeranno la voce per aiutare i loro sacerdoti a dare esempio di amore della povertà francescana o quanto meno della sobrietà laicale; se senza ira né odio, ma con determinazione, dimostreremo che la gestione padronale ecclesiastica di questi ultimi anni è stata uin disastro per l’Ospedale che noi con tutti i mezzi vogliamo difendere come massimo bene della nostra Città; allora non sarà don Laddaga a decidere il nostro destino, ma noi.

  • vitantonio petrelli (utente non verificato)

    Una lunga, argomentata e coraggiosa lettera di alcunii sacerdoti di Acquaviva nel 1998 chiudeva con queste severe parole: “Se l’Ente Ecclesiastico, contrariamente alla volontà del Fondatore dell’Ospedale Miulli, che lo fa sì Amministratore e Governatore ma erede di nudo nome, se ne arroga anche la proprietà, trasgredisce il VII Comandamento, infatti nel Catechismo della Chiesa Cattolica (ediz. 1992, pg.586 n° 2409) è scritto: <>. E sarebbe il colmo per un Ente Ecclesiastico!”. L’amore per la Chiesa e per la Città deve uniti spingerci ad impedire che si compia una indegna usurpazione, che macchia la Chiesa ed umilia la Città.

  • Nicola Nicasi (utente non verificato)

    Sono in COMPLETO disaccordo con Petrelli. E non condivido assolutamete tale posizione. Inoltre tenevo a precisare che il mio post è giunto incompleto e per questo non ha espresso il mio parere che era improntato all’ottimismo e all’accoglimento in senso positivo della notizia.

  • savonarola … (utente non verificato)

    Nicasi non può condividere il giudizio negativo di petrelli sul ritorno di laddaga al Miulli, perchè, certamente, non è di Acquaviva e chissà a chi sarà legato. Io condivido il giudizio di Petrelli, perchè non può continuare una gestione del Miulli che ha portato l’Ospedale sull’orlo del fallimento a causa dell’eccessivo indebitamento (la colpa sarà pure di qualcuno?) e tutto questo a grave danno della nostra Città che assiste inerme a tutto questo. E ciò è ancora più grave, perchè il Miulli è una fondazione pubblica che appartiene ad Acquaviva e non alla Diocesi. Pongo a tutti una riflessione, in ogni azienda che si rispetti il management risponde del suo operato, nel bene e nel male, e ne paga le conseguenze, perchè, considerando anche quello che ho detto prima, questo per il Miulli non vale? Il falso ente ecclesiastico che gestisce il Miulli è il primo responsabile di questa situazione al pari della regione che non ha dichiarato il Miulli ente ospedaliero

  • otto magarotti (utente non verificato)

    come sarebbe bello andare tutti in corteo sulla strada x santeramo, verso il nostro il nostro ospedale e una volta giunti lì in migliaia manifestare pacificamente il nostro disappunto verso la dirigenza ecclesiastica,x la scellerata gestione dell’ospedale e x i numerosi tentativi di impadronirsene….