Care Service, ancora ritardi nei pagamenti. Proclamato sciopero

Il 25 marzo si terrà una assemblea dei lavoratori al Miulli; il 28 marzo verrà proclamato lo sciopero e si terrà presso la Prefettura di Bari un sit-in
Capita che si giunga in prossimità delle festività per risolvere, anche solo parzialmente, i problemi relativi ai pagamenti dei dipendenti della Care service, l’azienda che si occupa delle pulizie all’interno del Miulli. È successo a Natale e potrebbe riaccadere a Pasqua, visto che ad oggi i 130 dipendenti della Care Service si ritrovano a non percepire gli stipendi di due mensilità (gennaio e febbraio), tredicesime e non sono state versate loro le quote ai fondi pensione.
Per questi motivi è stato proclamato lo stato di agitazione, articolato in due fasi: il 25 marzo si terrà una assemblea dei lavoratori al Miulli; il 28 marzo verrà proclamato lo sciopero e si terrà presso la Prefettura di Bari un sit-in. In quell’occasione una delegazione di lavoratori e rappresentanze sindacali esporrà al Prefetto il problema, sollecitando interventi.
Eppure, come è già successo in passato, non sono mancati incontri tra le parti sindacali (Uil-Tucs e CGIL-Filcams), quelle aziendali e con la committente del servizio. Nel corso di questi incontri sono state date precise garanzie da parte dell’azienda in merito alla puntualità dei pagamenti. Promesse che “puntualmente” sono state disattese.
Ad aggravare il quadro della già complicata situazione ci sono poi gli strascichi della sentenza del Consiglio di Stato. Come è noto, il secondo grado della giustizia amministrativa non ha riconosciuto la richiesta di ripiano dei debiti avanzata dal Miulli nei confronti della Regione Puglia. La situazione economica del Miulli, pertanto, non permetterà di ricorrere all’istituto della delegazione di pagamento, in applicazione dell’art.1676 del c.c., come già era avvenuto a dicembre del 2012.
Cosa fare, quindi, per evitare che questa tragi-commedia si ripeta con puntualità, facendo piombare nella disperazione un numero così alto di famiglie acquavivesi?
La politica non è mai intervenuta in questa faccenda, sebbene le difficoltà economiche di 130 famiglie, in un paese che conta 21000 abitanti, rappresenti un problema sociale enorme. O meglio, quando è stata sollecitata a intervenire, prima che cadesse l’Amministrazione Squicciarini, ha fatto spallucce, barricandosi dietro la facile scusa dell’impossibilita da parte della pubblica amministrazione ad intervenire in faccende che interessano una azienda privata.
E come mai allora un sindaco come Michele Emiliano, primo cittadino di Bari, è intervenuto a più riprese per aiutare a risolvere i problemi dei lavoratori della OM o della Bridgestone?
Forse, qualcuno ha preferito non disturbare l’amministratore delegato della Care Service, Raffaele Labarile, già consigliere comunale ed a lungo iscritto nel PD. Forse erano in gioco equilibri politici molto delicati ed ogni ingerenza da parte del Comune, avrebbe potuto far cadere un già traballante castello di carte, come lo è stata l’amministrazione uscente fino alle dimissioni degli undici consiglieri.
Fino alle prossime elezioni, comunque, qualsiasi eventuale intervento da parte del Comune rientra nelle competenze del Commissario prefettizio, Fernando Mone. Chissà che, una volta informato della problematica, anche nella veste di vice-prefetto di Bari, non decida di dare un proprio contributo alla risoluzione della controversia. Non è da escludere, infatti, che le parti sindacali lo possano invitare ai prossimi tavoli di concertazione.
Di cosa si discuterà, quindi, nelle prossime settimane, al fine di garantire stabilità lavorativa ai dipendenti della Care Service?
Si stanno aprendo diversi scenari. Tutti dovranno comunque passare al vaglio della direzione del Miulli.
Una possibilità è quella che il Miulli, facendosi un po’ di conti in tasca, decida di assorbire i dipendenti, intenalizzandoli. A conti fatti, potrebbe anche risparmiarci. Senza considerare che la maggior parte dei dipendenti non si occupa solo di pulizie ma svolge a tutti gli effetti mansioni da ausiliare.
Un’altra strada potrebbe essere quella di affidare il servizio ad una azienda abbastanza solida da poter garantire continuità lavorativa e retributiva ai 130 lavoratori, assorbendoli in blocco.





Commenti
L’ARIA è AMARA…..