Ritardarono il parto. Indagati due medici del Miulli

I due sono accusati di essere responsabili della sofferenza fetale di una neonata, morta due anni dopo per "necrosi cerebrali"
Avrebbero ritardato il parto provocando una sofferenza fetale che avrebbe causato danni cerebrali gravi portando una bambina alla morte in meno di due anni. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo nei confronti di due professionisti dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, un ginecologo e una ostetrica.
La bambina, nata nel maggio 2011, è morta il 7 marzo scorso a 22 mesi di vita.
I genitori hanno denunciato i medici che hanno seguito la madre durante il parto, accusandoli di aver fatto nascere la bambina con troppo ritardo provocandole «necrosi cerebrali».
Nel corso di questi anni, prima della morte, i genitori della bambina avevano avviato un’azione civile contro il Miulli, ancora in corso, per le presunte lesioni causate al parto.
Dopo la morte, la scorsa settimana, è arrivata sulla scrivania del pm della Procura di Bari Renato Nitti la denuncia penale. Ad accertare eventuali responsabilità sarà l’esame sulle cartelle cliniche e l’esito dell’autopsia eseguita nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari dal medico legale Alessandro Dell’Erba, nominato consulente del pubblico ministero. Nominati consulenti di parte i medici legali Vito Romano per il medico e Luigi Strada per la parte offesa.





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!