Pronti 6 miliardi di euro per la “Youth Guarantee”

Michele Paradiso

L'Europa studia misure e garanzie a favore dei giovani disoccupati

0 commenta

Giovani e lavoro: si sa, costituiscono un binomio inscindibile e rappresentano un argomento di particolare attualità. A causa dell’alto tasso di disoccupazione che si registra non solo a livello nazionale ma anche europeo e internazionale, spesso, purtroppo, si è costretti a parlarne con un'accezione negativa.
Le statistiche ci mostrano che ben il 23,4% dei giovani europei sotto i 25 anni risulta disoccupato, con punte che schizzano sino ai 50 punti percentuali nel Mezzogiorno d'Italia. Peggio di noi solo Grecia e Spagna.
Si tratta di 7,5 milioni di ragazzi europei che rischiano l'emarginazione dal mercato del lavoro con conseguenze gravissime per il loro stesso futuro e per quello del tessuto sociale europeo. L'esclusione dei giovani dal mercato del lavoro rappresenta, d'altro canto, un costo per gli stessi Stati: con dati alla mano, infatti, la mancata inclusione della forza lavoro giovanile equivarrebbe alla perdita di oltre 150 miliardi di euro, ovvero l'1,2% del PIL europeo, stima che nel caso dell'Italia raggiungerebbe addirittura il 2% del Prodotto Interno Lordo.

Numeri da Record. Dati agghiaccianti che preoccupano non poco l'Europa, a lavoro da mesi su misure come la "Youth Guarantee" che siano finalizzate alla creazione di presupposti per garantire ai giovani un futuro lavorativo.
L'Europa, insomma, lancia forti segnali, mostra di volersi muovere in maniera concreta su quella che da più parti è sempre stata considerata una priorità per tutto il "vecchio" Continente, nonchè un'emergenza per alcuni Stati membri, come il nostro.
La "Youth Guarantee", ad esempio, – per l'approvazione della quale si è raggiunto un accordo politico lo scorso 28 febbraio – prevederebbe un sistema di garanzia per i giovani europei a che non restino esclusi dal mercato del lavoro: in concreto, assicurerebbe che tutti i giovani sotto i 25 anni che perdono o non trovano lavoro ricevano entro quattro mesi un’offerta di lavoro, formazione, stage o apprendistato di buona qualità. Per il raggiungimento di questi obiettivi la Commissione Europea avrebbe messo sul tavolo circa 6 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 destinati ai Paesi che presentino una disoccupazione giovanile superiore al 25%.
Il condizionale è d'obbligo dato che l'ultima parola spetterà proprio agli Stati membri. L'accordo -che verrà perfezionato nei prossimi mesi- infatti, pur esprimendo una forte determinazione politica, non sarebbe effettivamente vincolante per il singolo Stato membro. "Con questo accordo – ha affermato il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso – i giovani hanno una possibilità reale per un futuro migliore; chiedo a tutti gli Stati membri di trasformare questo accordo in azioni concrete al più presto". Dichiarazione che, in un momento particolarmente difficile, non può che infonderci una nuova speranza.

Auspicando che tali misure possano effettivamente invertire la tendenza in atto, ci auguriamo che il nostro Paese, al netto di ingovernabilità ed altre questioni interne, agisca presto senza aspettare che i giovani diventino "vecchi" prima di beneficiare delle garanzie in questione.

Michele Paradiso

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!