Squicciarini presenta appello al Consiglio di Stato

Sergio Carlucci

"Qualunque sarà l'esito di questo ricorso di appello lo accetterò con assoluta serenità"

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L’ex sindaco di Acquaviva, Francesco Squicciarini, ha presentato appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che lo ha visto contrapposto ad undici consiglieri comunali. La tesi sostenuta da Squicciarini e dai suoi legali riguarda la presunta irregolarità dell’atto di delega attraverso il quale i consiglieri avrebbero raccolto le firme al fine di sfiduciare il primo cittadino.

Il primo grado della giustizia amministrativa ha dato torto a Squicciarni, che, tuttavia, ha deciso di percorrere fino in fondo la battaglia giudiziaria. Secondo i più, la decisione presa da Squicciarini non può che portare ad un vicolo cieco.

A questo punto, volendo dare sfogo alla fantasia, o alla dietrologia, se si preferisce, si potrebbe ipotizzarre che vi siano altre motivazioni dietro questa azione temeraria, magari dettate da valutazioni di opportunità politica.

Si tratta solo di una ipotesi vaga e non priva di un pizzzico di malizia, ma volendo citare Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca.”

La notizia del ricorso, del resto, è affidata a un comunicato stampa col quale Squicciarini annuncia un suo ritorno in campo. O meglio, l’intenzione di non farsi da parte. Un particolare, quest’ultimo, che potrebbe aiutare a comprendere meglio le recenti scelte dell’ex primo cittadino.


All’indomani della presentazione delle dimissioni da parte di undici consiglieri comunali ho ritenuto opportuno presentare ricorso al TAR convinto che la forma con cui sono state presentate le stesse dimissioni non fosse perfettamente aderente alla normativa vigente. Il TAR, con sentenza dell’1 febbraio scorso, non ha ritenuto di condividere le censure rappresentate da me per il tramite dei miei avvocati.
Per mio pregio o mio difetto, quando sono convinto delle mie idee e delle mie posizioni, vado sempre fino in fondo con coerenza e decisione.
Nonostante la sentenza contraria del TAR, pertanto, dopo essermi consultato con i miei legali, oggi ho ritenuto opportuno presentare appello al Consiglio di Stato. Ho inteso procedere in tal senso anche perché il ricorso presentato al TAR non era una iniziativa temeraria ed estemporanea ma nasceva dalla convinzione nelle nostre ragioni. Ragioni che intendiamo fare presenti anche al Consiglio di Stato.
Qualunque sarà l’esito di questo ricorso di appello lo accetterò con assoluta serenità.
In queste settimane non mi sono mai fermato, ho dato ampia disponibilità di interlocuzione al Commissario che con grande impegno e sensibilità sta affrontando le questioni più urgenti che l’agenda amministrativa gli sottopone.
Ci sono tante iniziative che sono state avviate dalla mia Amministrazione e che devono essere portate a termine nell’interesse della nostra comunità.
Io intendo rimanere in campo, l’impegno verso la città che si ama non deve e non può esserci solo se si ha un ruolo definito.
Insieme a tanti amici ed a tanti cittadini che ho avuto modo di incontrare  intendiamo offrire ancora il nostro contributo per Acquaviva.
Dobbiamo solo imparare, tutti, a volere più bene alla nostra città.

Francesco Squicciarini

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Commenti

  • celestino quinto (utente non verificato)

    Le disperate azioni dell’ex sindaco tradiscono in maniera la più evidente le sue parole: caro Francesco, desisti. il gioco è finito… e il giocattolo si è rotto.

  • giuseppina lerario (utente non verificato)

    i sindaci precedenti nel bene e nel male, almeno un pò di dignità la conservavano…..!!!!

  • Giuseppe Vetrano (utente non verificato)

    caro ex sindaco le uniche parole condivisibili della sua lettera sono nell’ultima riga, tutto quello scritto sopra è un arrampicarsi sullo specchio per mascherare un a dir poco scadente triennio governativo della nostra decadente cominità.

  • lia luise (utente non verificato)

    “…quando sono convinto delle mie idee e delle mie posizioni, vado sempre fino in fondo con coerenza e decisione.” E’ un vero peccato che un pregio di tal fatta non sia stato esercitato in favore del bene comune!