Addio a “Mest” Peppino Lerario, calzolaio e “artista”

Storico calzolaio di Acquaviva, si è spento a 92 anni
Un paese ritrova la propria identità in certi luoghi, in determinate atmosfere, nel ripetersi di talune abitudini radicate. L’identità di un paese è nel volto di certi suoi personaggi, nelle mani segnate dal lavoro dei suoi artigiani. Un paese è un insieme di luoghi, ciascuno segnato da una propria particolare storia. Come capitoli di un romanzo in divenire, le nostre strade e le nostre piazze, raccontano di aneddoti legati a uomini e donne, al loro vissuto, elemento integrante ed integrato del tessuto urbano. Piazza Dei Martiri continuerà a parlarci di “mest” Peppino Lerario, della sua bottega di calzolaio alle spalle della torre dell’orologio, anche adesso che non c’è più. Uomo dai molteplici interessi e dall’immancabile sorriso, viene oggi ricordato dal figlio e dal nipote attraverso un breve profilo biografico cui seguono alcune righe scritte dagli stessi, a testimonianza dell’umanità del compianto Peppino.
Peppino Lerario, da tutti conosciuto come “MEST PEPP”, storico calzolaio di Acquaviva, da tempo immemorabile sempre intento alla sua professione presso il laboratorio adiacente la Torre dell’orologio (n.22/10/1921 – m. 10/02/2013 Acquaviva)
Ha iniziato a lavorare in “bottega” dall’età di 10 anni. Dopo aver partecipato alla lotta anti/fascista ed alla II guerra mondiale, alla fine degli anni 40 si reca a Milano dove ha modo di perfezionare le proprie capacità lavorando presso una nota azienda di via Montenapoleone che produceva scarpe per il teatro la Scala e dove apprende le più moderne tecniche di lavorazione. Il datore di lavoro, valutata la sua abilità, per compensarlo, gli procurava i biglietti per il teatro e gli prestava un suo cappotto per accedere al teatro. Questa consuetudine fece nascere in lui una smodata passione per la musica lirica. Ma Peppino non seppe resistere alla lontananza della famiglia, degli amici e della sua Piazza dei Martiri, tornò ad Acquaviva e grazie all’esperienza acquisita riuscì, a partire dagli anni 60, ad avviare una propria azienda (con circa 20 dipendenti) che produceva una innovativa calzatura da lavoro da lui disegnata, realizzata e commercializzata. Il successo fu immediato e sino alla fine degli anni 80 la sua ditta ha servito una vasta clientela tra Puglia, Basilicata e Calabria. Successivamente gli acciacchi e l’età avanzata non gli hanno impedito di stare “abbasc alluarlogg” (come diceva lui) continuando a riparare le scarpe solo per sentirsi dire “mest pepp tu non sei un calzolaio, sei un artista…”; lavorando gratis per gli amici e per coloro che erano meno abbienti. Dopo la famiglia ed il lavoro le sue grandi passioni sono state la Banda Musicale (raramente si perdeva un concerto bandistico o una festa patronale) e la squadra di calcio di Acquaviva (non mancava mai alle partite e seguiva la squadra anche durante le trasferte). Nel 1971 unitamente ai compianti Cav. Peppino Cirielli ( detto Cicerone) e Michele Ruscigno (detto Minghetto) ha ideato realizzato e valorizzato la Sagra del Calzone, organizzata in onore di San Crispino (protettore dei calzolai). Sagra che tutt oggi viene ancora svolta.
Un altro personaggio storico di Acquaviva ci ha lasciato, personaggi che appartengono ad una tradizione paesana fatta di galantuomini, gente perbene ed onesta che si è attivata, ognuno con le proprie capacità e competenze, per lasciare un segno tangibile del proprio impegno sociale finalizzato a migliorare e valorizzare l’immagine ed il decoro della nostra bella città.
” MEST PEPP ”
Sei stato come il vento, LIBERO.
Libero di seguire il Tuo istinto e le tue passioni;
libero di esternare la Tua creatività;
libero di materializzare il bene assoluto con ogni Tuo sorriso…LIBERO.





Commenti
mi dispiace molto. Lo ricordo li’, nel laboratorio “dietro l’orologio”: oltre la vetrina, scese le scale, figura piena di uomo – calzolaio, competente, umile, cordiale, sorridente. E poi, al campo sportivo a tifare per la squadra del cuore e, confermo, in piazza, seduto ad ascoltare la banda nei giorni di festa. Un uomo semplice, un onesto lavoratore. Addio Maestro Peppino.
Purtroppo ci lascia un grande uomo, serio e dedito al lavoro fino agli ultimi giorni di vita, un vero esempio per tutti.
carissimo amico quando ho avuto la notizia della scomparsa del tuo caro papà un velo di tristezza mi ha letteralmente avvolto. Immancabilmente sono riemersi in me fantastici ricordi della nostra adolescenza che hanno avuto la presenza della splendida personalità e immagine di Mest Pepp. In me resterà sempre vivo il suo ricordo. Un grandissimo abbraccio. Francesco.
Una Grande Persona, sempre allegra, garbata, generosissima e disponibile con tutti. Grandissimo ed onesto lavoratore, appassionato della sua arte, insuperabile nella sua professione. Quando mi recavo da Lui, giù per i tre gradini di pietra di accesso alla “ptè”, mi preparavo sempre ad essere investito dal suo impareggiabile sorriso, pieno di felice ottimismo e semplicità. Ciao Maestro di tutto.
Ho conosciuto Peppino Lerario nel 1990, presentatomi dal mio amico Vito e, come se ci fossimo da sempre conosciuti, ho assaporato un animo vero, perché semplice, che ti coinvolgeva con il suo sorriso ristoratore, facendoti sentire compreso, nella condivisione immediata di chi capiva con lo sguardo. Ho gioito per Vito, che da Peppino ha ereditato la ricchezza dello spirito, così come sono orgoglioso per un nipote che porta il suo nome. Condivido questo ricordo, ineffabile, fissato nella riconoscenza per chi, pur fugacemente, mi ha donato qualcosa di se.
Abbiamo avuto il piacere di conoscerlo e di aver ammirato la sua storia di vita e di essere stato un grande artigiano pieno di tenacia , laboriosità e soprattutto legato alle sue radici e alla sua famiglia. Nella mia famiglia resterà sempre il suo ricordo.
Pensavo a come salutare adeguatamente un VERO signore
come Peppino ……..un’ inchino e due parole …….
ADDIO MAESTRO
Un’abbraccio fraterno al caro VITO,e sentite condoglianze a tutta la sua famiglia.
Appena conosciuto, ho adorato Peppino. Univa in sè, come in nessun’altra persona ho mai riscontrato, grandissima passione e attaccamento ai valori democratici e sociali, con moderazione, cortesia, bontà, generosità. E amava Acquaviva sino al punto di soffrire – come solo qualche giorno fa mi ha raccontato un comune amico- per le sorti della città, maltrattato ormai da troppi anni. Con Peppino, per quanto mi riguarda, se ne va un’intera epoca, quella in cui tantissimi uomini e donne umili ma di animo nobilissimo, sognarono -e per ciò lottarono- di poter cambiare le sorti dell’intero genere umano. Il mio più sentito cordoglio ai figli e nipoti.