Razionalizzazione o tagli? La risposta alla nota della dott. Rosa Guagliardo

La riorganizzazione della rete consultoriale e il rischio del depotenziamento del Consultorio familiare di Acquaviva
Pubblichiamo la seconda parte della lettera-testimonianza di Lia Luise. In questa lettera l'ex presidente del Consultorio di Acquaviva analizza e contesta le considerazioni contenute nella nota inviata alla nostra redazione dalla dottoressa Rosa Guagliardo nei giorni scorsi, in relazione al piano di riorganizzazione della rete consultoriale pugliese.
Leggo questa mattina la nota della dott. Rosa Guagliardo (coordinatrice per la riorganizzazione dei consultori ASL BA e, contestualmente, Ginecologa in servizio presso il CF di Cassano Murge) la quale rileva le seguenti questioni:
1. Una sorta di infondatezza della notizia relativa al declassamento del CF della sede di Acquaviva, poiché, a suo dire, la ASL non avrebbe ancora elaborato il Piano riorganizzativo, attualmente in discussione e nella fase iniziale;
2. Che i rappresentanti istituzionali del Comune di Acquaviva non hanno mai chiesto un incontro con i vertici aziendali della ASL;
3. Il pericolo di una strumentalizzazione del problema, alla vigilia elettorale;
4. Il proprio disappunto e la minaccia di adire le vie giudiziarie in difesa della propria onorabilità, per il fatto che nell’articolo di Acquaviva live si faceva riferimento alla sua duplice veste di ginecologa in servizio presso il CF di Cassano e quella di coordinatrice per la riorganizzazione della rete consultoriale della ASL BA.
Dunque, vediamo, adesso di esaminare da vicino le osservazioni della dott. Guagliardo.
Sulla infondatezza della notizia non v’è da fare una grande fatica, perché la dott. spiega dettagliatamente i criteri alla base della riorganizzazione. Uno di questi è relativo alla popolazione residente: Acquaviva serve soltanto i propri 21.000 e passa abitanti, mentre Cassano, che abbraccia anche il bacino di Sannicandro, ne serve 23.000, quello di Toritto, insieme con Grumo e Binetto, circa 22.000. E, siccome l’aritmetica non è un’opinione, chi ci rimette le penne? La dott. si guarda bene dal dire che i criteri fissati a livello nazionale e recepiti anche dalla Regione, parlano di un bacino di 20.000 residenti per ciascun consultorio e, poiché il nostro Distretto supera i 66.000, dovrebbe avere un terzo Consultorio. Invece, cosa si fa? Se ne abolisce uno (da tre si passa a due pienamente operativi). Ma qui non ci troviamo di fronte ad una riqualificazione della spesa, né ad una razionalizzazione, efficacia ed efficienza dei servizi. A casa mia questa operazione si chiama TAGLIO.
La dott. aggiunge:
1. la distanza fra Acquaviva e Cassano è di appena 6 km
2. la ASL non può attivare “nuovi contratti di affitto per consentire al Consultorio di Acquaviva di avere una sede che abbia i requisiti di idoneità”.
Quanto al primo punto, va rilevato che i 6 km valgono per entrambi i comuni. A ciò si aggiunga che la distanza, rilevata attraverso le mappe di Google, tra Acquaviva e Sannicandro e Cassano e Sannicandro è di 12,8 e che perciò, Acquaviva potrebbe essere il baricentro per entrambi i comuni.
In merito, poi, alla idoneità della sede, va rilevato che quella del Consultorio di Acquaviva non comporta spese aggiuntive per la ASL, poiché è allocata nel palazzo degli uffici per i quali la ASL paga comunque l’affitto fin dalla fine degli anni Settanta. Quanto alla idoneità della sede, prima di assumere delle decisioni che gravano così pesantemente sulla storia e sull’identità delle comunità locali, penso che sia doveroso, da parte della ASL, convocare i rappresentanti istituzionali e avvertirli che si sta per tagliargli la testa. Va chiesto se vi sia, da parte loro, la disponibilità a ricercare delle soluzioni non onerose. Penso che Acquaviva abbia molte disponibilità, dai locali della ex scuola materna di via Fani, a quelli dell’ex Ospedale Miulli e altri. La dott., inoltre, omette di dire che il CF di Cassano paga il fitto (gravando, quindi, già ora e da anni, con maggiori oneri di spesa, sul bilancio della ASL) per locali ubicati in pieno centro, quindi, ben lontani dal garantire la “riservatezza” invocata.
Dunque, facendo la somma di ciò che la dott. Guagliardo afferma nella sua missiva, troviamo i seguenti elementi di valutazione: Acquaviva, fra i tre CF, è quella che serve il bacino di utenza meno numeroso; dista solo 6 km da Cassano; non avrebbe (a suo dire) una sede idonea; non ha rappresentanti istituzionali interessati a porre il problema ai vertici aziendali della ASL. Quindi? Esistono tutte le ragioni perché ad essere sacrificato sia il suo Consultorio. E, dopo aver affermato tutto sto po’ po’ di roba, come si fa a concludere che non è stata assunta ancora alcuna decisione e che la notizia è priva di fondamento? Ma davvero si può pensare di considerare ancora i cittadini come dei mentecatti? Tenerli buoni, lì, legati mani e piedi a ricevere colpi in testa, senza riconoscergli neanche il diritto di protestare? È o non è la dott. Guagliardo, contestualmente, coordinatrice della riorganizzazione della rete consultoriale della ASL BA e ginecologa presso il CF di Cassano e, quindi, in posizione di conflitto d’interesse?
Quanto, poi, alle perplessità sollevate in ordine alle possibili strumentalizzazioni elettorali, sono convinta che i cittadini di Acquaviva sono ben capaci di riconoscere l’utilità di una battaglia unitaria per la difesa dell’interesse collettivo. L’assemblea cittadina di domani, 4 febbraio (alle ore 18.00, presso la sala “C. Colafemmina”, nell’ala nord del Comune), saprà tenere a bada chiunque tenti di mettere il proprio cappello su una mobilitazione in difesa di un bene comune.
Lia Luise





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