Il Consultorio Familiare non deve essere “trasferito”

Indetta una assemblea pubblica per il giorno 04 febbraio 2013 alle ore 18.00, nella sala comunale “Cesare Colafemmina” al piano terra del Palazzo di Città
In un precedente articolo si è parlato della delibera di Giunta regionale approvata il 27 dicembre 2012 che riorganizza la rete consultoriale pugliese e del rischio che essa possa far “sparire” da Acquaviva il Consultorio Familiare e di trasferirne funzioni, prestazioni e personale in altre sedi.
Per evitare che questo accada si è formato un Comitato Cittadino Pro-Consultorio Familiare ed è stata indetta una assemblea cittadina per il 4 febbraio 2013 che servirà a tutti i soggetti conivolti per stabilire delle linee di azione condivise da mettere in atto per fare in modo che il Consultorio di Acquaviva, con tutta la sua storia, non venga “cancellato”.
L’iniziativa non ha colore politico ma è un invito rivolto a tutte le forze politiche e sindacali, ai patronati, alle scuole, alle parrocchie e a tutte le associazioni presenti sul territorio. Riportiamo di seguito il testo del Comitato Cittadino Pro-Consultorio Familiare in merito all’assemblea cittadina, dove sono spiegate sinteticamente le ragioni e il senso della mobilitazione.
Gli effetti di una delibera della Giunta regionale pugliese potrebbero trasformare un importante servizio per la comunità acquavivese come il Consultorio Familiare in un semplice sportello con un solo addetto!
Il Consultorio Familiare di Acquaviva è un servizio che si rivolge alle donne, ai minori e alle famiglie in difficoltà.
Il Consultorio si pone a metà strada tra l’assistenza sanitaria e quella sociale, realizzando interventi di sostegno, di prevenzione e di assistenza di cui beneficiano le fasce più deboli della popolazione.
È partita una mobilitazione cittadina per mantenere la sede del Consultorio ad Acquaviva, individuando, tra le tante disponibili, una sede comunale, gratuita ed idonea.
Si tratta di una battaglia in difesa dei diritti degli abitanti di un territorio già fortemente penalizzato dalla mancanza di servizi e caratterizzato da elementi di degrado sociale crescente.
Una iniziativa che non ha colore politico ma che realizza il principio secondo cui, di fronte ad una problematica delicata e cruciale per l’intera collettività, ogni divisione decade e le forze convergono verso il mantenimento del Bene Comune.
A tale scopo, si invita la cittadinanza a partecipare all’assemblea pubblica indetta per il giorno 04 febbraio 2013 alle ore 18.00, nella sala comunale “Cesare Colafemmina” al piano terra del Palazzo di Città, per discutere della problematica e per avviare un confronto necessario ad individuare gli strumenti idonei e le modalità di azione per far rimanere ad Acquaviva il Consultorio Familiare.
Il Comitato Cittadino Pro-Consultorio Familiare





Commenti
… è come un correre ai ripari quando la frittata è già fatta…questa è l’ennesima conseguenza dell’emarginazione della nostra città che da sede Asl è stata successivamente aggregata al distretto di Grumo ed è stata gradualmente depauperata dei servizi e, da ultimo, del consultorio familiare. Se il Miulli fosse diventato Ente ospedaliero pubblico, così come sancivano le leggi di riforma del sistema sanitario, ciò non sarebbe successo, perchè la nostra Città sarebbe stata sede di un ospedale pubblico, finalmente di eccellenza, con tutti i reparti, anche quelli ad elevata specializzazione, un ospedale senza debiti e a rischio chiusura ed oggi staremmo qui a parlare di una città capofila di un distretto Asl con tutti i servizi, anche il consultorio.
L’ennesimo scippo alla nostra comunità, frutto di mille disattenzioni, di icnoerenza politica, di scelleratezza amministrativa. E’ solo questo, Acquaviva è vittima di acquavivesi che remano contro la loro città, che nulla fanno se non guardare al proprio orticello, cinicamente, ottusamente e questo partendo proprio da noi, pronti a barattare un voto con una pratica clientelare, perchè è questo, l’idea di pensare a noi sapendo che questo danneggia altri. Penso che dopo aver perso tanto non è possibile accettare che anche il consultorio sia spostato da Acquaviva, dobbiamo ribellarci, incazzarci facendo sentire la nostra voce, urlando il nostro disappunto.