Il Tar rigetta il ricorso di Squicciarini in merito allo scioglimento del Consiglio comunale

Non riconosciute le motivazioni di estrema gravità ed urgenza necessarie a sospendere l’efficacia del decreto
Rigettata la richiesta di sospensiva del decreto di scioglimento del Consiglio comunale presentata dall’ex sindaco di Acquaviva, Francesco Squicciarini.
La seconda sezione del Tar Puglia non ha riconosciuto le motivazioni di estrema gravità ed urgenza necessarie a sospendere l’efficacia del decreto dell’8/01/2013 con cui il Prefetto Tafaro ha sospeso il Consiglio Comunale di Acquaviva delle Fonti, nominando contestualmente Fernando Mone commissario Prefettizio per la provvisoria gestione dell’Ente.
La sospensiva, qualora fosse stata accolta, avrebbe avuto efficacia fino alla decisone della Camera di Consiglio che dovrà esprimersi in merito al ricorso il prossimo 31 gennaio.
L’atto di delega con cui sono state protocollate le dimissioni dei consiglieri sarebbe, secondo il legale di Squiccciarini, nullo. Se questa tesi fosse accettata, ne deriverebbe che i soli a risultare dimissionari sarebbero Imma Morano e Michele Petruzzelli, i consiglieri che non hanno usufruito della delega.
Qualcosa di simile si verificò nel 2005, quando undici consiglieri raccolsero le firme per disarcionare l’allora sindaco Francesco Pistilli. Il Tar in quella occasione fece risalire in sella Pistilli, accogliendone il ricorso e rendendo effettive le dimissioni dei soli consiglieri che avevano presentato contestualmente le firme e non dei rimanenti otto che avevano usufruito della delega.





Commenti
Ricorso inutile che non serve, quand’anche accolto, a rimettere in sesto un consiglio comunale rabberciato, frantumato (20 consiglieri, 20 partiti!) ed incapace di assumersi le responsabilità del governo cittadino. Credo, questa volta, di non dover condividere la scelta di Squicciarini di impugnare il provvedimento del Prefetto di Bari che ha sciolto l’inutile consigio comunale di Acquaviva ed ha nominato l’ennesimo commissario straordinario. Ormai il destino del nostro paese è segnato: una legge elettorale che consente la presenza di decine di liste, quindi l’elezione di venti consiglieri alcuni dei quali rappresentano solo se stessi, la frammentazione del Consiglio Comunale, l’assenza di veri partiti (sfido chiunque a provare che nelle sedi dei cosiddetti partiti che hanno presentato liste ed hanno ottenuto consiglieri si siano discussi e dibattuti i provvedimenti man mano posti all’o.d.g. del Consiglio Comunale e della Giunta), la sottomissione di alcuni consiglieri (segue)
(seguito)… addirittura di alcuni assessori agli ordini di feudatari esterni, il ricatto di questo o di quel consigliere che, alla prima occasione passa all’opposizione: tutto questo rende drammaticamente instabile la vita politica ed amministrativa del nostro paese che ormai da oltre venti anni è vittima di questo stato di cose, di avventurieri privi di scrupoli, di personaggi in cerca d’autore e di mezze figure prive del più elementare senso civico. Ecco perchè il ricorso del Sindaco è inutile: perchè non modificherebbe la triste realtà di Acquaviva, nè restituirebbe a Squicciarini l’autorevolezza e la maggioranza necessarie per “governare”: governare, non amministrare!