Squicciarini si è dimesso
Anticipando la sfiducia da parte di alcuni consiglieri di maggioranza il primocittadino ha preferito rassegnare le dimissioni
Ha battuto sul tempo chi voleva sfiduciarlo e si è dimesso. Squicciarini interrompe la sua esperianza da sindaco, rassegnando le dimissioni. Un gesto di dignità che conclude due anni e mezzo di amministrazione di centrosinistra ad Acquaviva. Determinanti le dichiarazioni di Morano, Tria e Caporusso. Si sapeva da giorni che l’Amministrazione fosse in bilico, e cioè dall’ultimo infuocato Consiglio comunale, durante il quale alcuni consiglieri della sua maggioranza lo avevano di fatto sfiduciato. Nelle ultime ore si sono rincorse le voci di una imminente raccolta di firme da parte di consiglieri di maggioranza e di opposizione necessarie a chiedere al Prefetto di Bari loscioglimento del Consiglio comunale. E così Squicciarini ha preferito cadere in piedi, evitando l’onta della sfiducia. Ora, a Palazzo De Mari si insedierà un commissario prefettizio, fino alla prossima data utile per andare al voto, probabilmente a maggio. Anche se la legge prevede che le dimissioni siano da ritenersi effettive solo allo scadere del ventesimo giorno da quando sono state rassegnate. Già un’altra volta in passato, a luglio del 2011, è successo che Squicciarini si sia dimesso per poi ritirare le dimissioni giunto in prossimità della scadenza. L’eventualità che l’epilogo di questa intricata crisi politica sia lo stesso di allora, appare remota, sebbene la politica non sia mai avara di sorpese. Specialmente ad Acquaviva. Di seguito il comunicato stampa.
Preg.mo Segretario Comunale
Dott.ssa Rosella Anna Maria Giorgio
Preg.mo Presidente del Consiglio
Avv. Angelo Maurizio
Preg.mi Consiglieri Comunali
Sono note a tutti noi le difficoltà che negli ultimi tempi l’Amministrazione comunale di Acquaviva ha attraversato a causa dell’instabilità politica. Già da tempo i partiti hanno manifestato delle evidenti difficoltà a esprimere la loro funzione d’intermediazione tra le esigenze dei cittadini e la loro proiezione programmatica nel Consiglio Comunale e nell’esecutivo. Questa situazione ha portato, nelle ultime settimane, all’evidente smarrimento di quell’entusiasmo rivolto al cambiamento che era stato essenziale, anche come volontà e impegno personale, per la mia elezione.
Io ho assunto la responsabilità di amministrare la nostra città. Toccava a me, dunque, non soltanto come prerogativa istituzionale ma anche come impulso morale, evitare che la crisi dei partiti trascinasse nell’ingovernabilità il bene comune. Quando, com’è avvenuto, non sono più le forze politiche a rendersi portatori di richieste all’Amministrazione, diventa doveroso, agli occhi dei cittadini tutti, che il sindaco riaffermi la necessaria suddivisione di modi, ruoli e compiti.
Ho inteso farlo nominando nell’esecutivo, con deleghe chiave, persone autonome, tra i quali quattro professori universitari, che avranno il compito di rendere concrete poche, chiare istanze programmatiche: attuazione del PRG e Piano urbanistico Generale, raccolta differenziata e nuovo servizio igiene urbana, ampliamento della zona PIP, riorganizzazione degli uffici, sviluppo della cittadinanza attiva, nuove politiche sociali. Queste persone stanno lavorando in stretta sinergia non solo con me, tra loro e con l’intero esecutivo, ma con le forze politiche e le rappresentanze dei cittadini ai vari livelli, per riuscire ad avere in breve tempo una Acquaviva migliore perché più funzionale per tutti.
Alcuni consiglieri di maggioranza evidentemente non hanno interpretato nel migliore dei modi questa mia proposta che intende da un lato favorire il ripristino d’un corretto e adeguato ruolo dei partiti nella scelta della classe dirigente e dall’altro non far perdere colpi all’attività amministrativa: Acquaviva chiede delle risposte immediate ai problemi!
Affinché il mio agire sia compreso nella sua giusta dinamica, in considerazione anche del momento attuale che deve vedere la migliore classe dirigente assumersi il forte onere di portare la nostra comunità fuori dalla crisi che grava su tutti noi: rassegno le mie dimissioni. Ciò, non come segnale di resa alle incomprensioni, ma come precisa volontà di accelerare la presa di coscienza di tutti noi rispetto ai nostri compiti e al mandato ricevuto.
Ora tocca alle forze politiche, soprattutto al Partito Democratico che riceve la maggioranza del consenso relativo degli elettori di Acquaviva, fare chiarezza sull’eventuale proseguimento di questa nostra esperienza amministrativa. Ciò nell’interesse esclusivo dei nostri concittadini e della nostra città.
Acquaviva delle Fonti, 7 gennaio 2013
Il Sindaco
Ing. Francesco Squicciarini





Commenti
FINALMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Te decet hymnus Deus, in Sion, et tibi reddetur votum in Ierusalem. Exaudi orationem meam; ad te omnis caro veniet.
Questo é un paese patetico.
c’è qualche norma che impedisce ad 11 consiglieri comunali di presentare le loro dimissioni contestuali, quando ci sono già le dimissioni del Sindaco?
Non mi sono mai accorto che c’ era un sindaco ad Acquaviva…Comunque la nostra città fà schifo…La politica E’ MORTA…..Perchè non cilasciano il prefetto a VITA ?, Così evitiamo i comizi da ridere di tutti…..
QUESTO E’ IL TENTATIVO MALDESTRO DI RESTITUIRE LA PAROLA AI PARTITI, AZZERARE LA GIUNTA TECNICA APPENA NOMINATA E CONTINUARE A PERCEPIRE LO STIPENDIO PER UN ALTRI DUE ANNI E MEZZO. SQUICCIARINI ABBIAMO CAPITO CHE PARLARE DI DIGNITA’ CON TE E’ COME PARLARE DI BON TON CON UN ELEFANTE. TROVI SICURAMENTE TERRENO FERTILE CON I CONSIGLIERI MAGISTRO, LOMBARDO, MORANO E CAPORUSSO CHE NON SONO DA MENO. SQUICCIARINI, GLI ACQUAVIVESI NON SONO NATI IERI! SAI QUANTE NE HANNO VISTE? TROVATI UN LAVORO E RIFATTI UNA VITA.
la sinistra è dagli anni 80 che rovina il paese e non si smentisce mai!!!!!!!!!!!!!!!! stiamo pagando noi per colpa loro!!!!!!!!!!!!!!
Leggo ora i commenti. Scusate, sarebbe la solita storia… Come in The Truman Show. La gente? Critica (da copione), poi sostiene (da copione) e vota nuovamente uguale (da favore)… Il cambiamento? Partirebbe solo dal basso. Bene: cominciamo a ragionare… Ma in maniera più leghista e più grillina: tutte e due le mentalità assieme… Reinventiamoci. Noi cittadini. O cambiamo dal basso, oppure… Rivotiamo gli stessi degli ultimi 30 anni. Liberissimi. In Spagna e in Grecia, pertanto, si rivalutano oggi pure i partiti minori: quelli per far ripartire lo stato sociale anche dai piccoli centri. Fin quando la misura, in Italia, non sarà poi colma, ad Acquaviva non accadrà mai nulla di questo tipo.
tales cives (?), …talis rector civitatis!!! 🙂