Sul ciglio del baratro
La “voce stonata” di Lopuzzo sull’intricata situazione politica, tra analisi e potenziali prospettive
Ci eravamo lasciati subito prima di Natale chiedendoci se la nuova “Giunta dei tecnici” nominata dal Sindaco Squicciarini avrebbe raccolto o meno i consensi del Consiglio. Adesso abbiamo la risposta. No. In questo momento il Primo Cittadino di Acquaviva non è supportato da una Maggioranza. Ma proprio quando l’epilogo sembra essere scontato, ecco che dobbiamo necessariamente svolgere delle attente riflessioni, cercando di non trascurare nulla. Cominciamo quindi dalla seduta della massima Assise Cittadina dello scorso 3 gennaio.
In tale occasione i Consiglieri Morano e Tria (PD) e Caporusso (UdC) hanno di fatto abbandonato il Sindaco e il percorso iniziato assieme nel 2010. In una Maggioranza risicata, che constava ufficialmente di 11 Consiglieri, la perdita di 3 membri offre una e una sola soluzione: le dimissioni, così come consigliategli dagli stessi dissidenti del Partito Democratico (o, in caso contrario, l’immediata sottoscrizione dinnanzi a un notaio di una mozione di sfiducia da parte di almeno la maggioranza dei Consiglieri). Tuttavia il Sindaco non ha voluto lasciare la carica, decisione che gli avrebbe consentito di evitare l’umiliazione della sfiducia. “Il coraggio uno non se lo può dare”, scriveva Manzoni a proposito di Don Abbondio ne “I Promessi Sposi”. Ma qui crediamo che non si tratti di coraggio o pavidità. Che il Sindaco abbia in mente qualcosa?
Ad oggi ci risulta che non tutti dei 13 potenziali firmatari della mozione abbiano effettivamente sottoscritto. Assumendoci il rischio di sbagliare, tentiamo di ricostruire un po’ la vicenda. Detto che il Consigliere Attollino è provvisoriamente impossibilitato a firmare (ma siamo più che certi che lo farà non appena possibile, visto anche il recente scambio di lettere non proprio smielate con il Sindaco), rimarrebbero in 12. Un numero di per sé più che sufficiente per mandare a casa il Sindaco. Ne bastano infatti 11. Per quanto riguarda Carucci, abbiamo ragione di credere che anche il Consigliere di SEL, visti il fallimento della trattativa per rientrare in Maggioranza e il linciaggio mediatico conseguente al semplice avvicinamento alla compagine di Governo, sia ben più che propenso a firmare. Nessun dubbio anche sullo zoccolo duro del (o dei) Centrodestra locale(/i): Claudio Giorgio, Franco Montenegro, Michele Petruzzellis e Claudio Solazzo sono per la sfiducia. Alcun margine di incertezza sembra infine esserci sulle posizioni assunte da Magistro (duramente attaccato dal Sindaco nel corso dell’Assise) e Lombardi (che per l’ennesima volta ha lasciato anticipatamente l’Aula in segno di protesta): firmano.
Rimangono da analizzare il duo costituito da Peppino Paradiso e Tommaso Montenegro, i due dissidenti del PD e, appunto, Caporusso. Se il Sindaco non ha ancora rassegnato le dimissioni, o è masochista (e francamente ci riesce difficile immaginarlo) o spera di recuperare almeno 3 tra questi 5 Consiglieri per ricreare una Maggioranza a 11.
In questo senso più di una voce (anche ufficiale) si è rincorsa su una disponibilità da parte dei primi due a convergere nella Maggioranza; le ultime assenze strategiche (a proposito, qualcuno chiami “Chi l’ha visto?”!) sembrano confermare i nostri sospetti. Ovviamente Paradiso e Montenegro, qualsiasi cosa decidano di fare,la faranno unitamente.
Veniamo ora ai tre casi più spinosi: i tre Consiglieri dissidenti hanno reso dichiarazioni in sede di Consiglio Comunale e le stesse sono state, ovviamente, messe a verbale. Non prestar fede alle stesse significa sbugiardarsi dinnanzi all’intera comunità. Cosa che in politica è all’ordine del giorno, pertanto affatto da escludere aprioristicamente.
Alcuni dei presenti al Consiglio giurano di aver sentito qualcuno dire di voler cercare di convincere qualche potenziale firmatario a temporeggiare, al fine di poter “sistemare velocemente taluni affari” che con la caduta del Sindaco rimarrebbero carta straccia. Ma cosa significa? Di che “affari” si tratta? Saremo mica di fronte a casi di conflitto di interesse? Noi non ci crediamo, ma, da buoni cittadini, presteremo attenzione all’Albo Pretorio</strong>; non per scoprire qualcosa di losco, ma per smentire le maldicenze.
Dei tre, riteniamo, qualcuno potrebbe ripensarci. Non ci sentiamo di fare un nome, anche perché si tratta di casi troppo dissimili.
Una coincidenza molto particolare vogliamo segnalarla qui, in chiusura. Come più volte detto, noi non crediamo né al caso, né alla coincidenza. Sta di fatto che durante l’ultimo congresso del PD in cui Giovanni Nettis (ex DS) è stato eletto Segretario, nessuno dei rappresentanti cittadini propagazione del Partito Democratico abbia espresso la propria preferenza. I dissidenti Tria e Morano non si sono presentati; qualcuno parlava addirittura di una loro possibile espulsione dal partito, conseguente alle dichiarazioni rese in Consiglio Comunale. I fedeli Colangiulo e Luisi, invece, hanno contestato la regolarità della votazione. Il Sindaco Squicciarini, infine, pur presente, non ha affatto votato; c’è chi lo colloca, infatti, al fianco dei suddetti contestatori. Tutti i 5 rappresentanti, ricordiamo, provengono dall’ambiente de La Margherita che a lungo ha rappresentato, a livello locale, il gruppo più forte nell’ambito del partito. Che il vento interno del PD stia cambiando?
I vertici del gruppo non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali né sulla situazione politica, né tantomeno su quella interna. Sembra però di tutta evidenza come il matrimonio celebrato e mai completamente consumato tra DS e La Margherita sia più che mai in crisi (e i rapporti controversi tra l’ex Assessore Pietroforte, diessina, e i Consigli succitati ne sono l’ennesima testimonianza) e potrebbe portare a scenari inaspettati nell’ambito di ormai probabili elezioni comunali 2013. Ma se Sparta piange, Atene non ride. Davvero conviene all’opposizione (Centrodestra in primis) andare alle elezioni in questo momento? Allora, cui prodest? È evidente che Squicciarini si trovi sull’orlo del precipizio: di saltar giù sembra non avere la minima intenzione. Verrà spinto oppure riuscirà a trovare un appiglio e salvarsi?
Francesco Lopuzzo





Commenti
Paradiso e Montenegro………destra – sinistra – destra – sinistra – destra – sinistra la solita storia.
Questo articolo io lo correggerei nel titolo : “Sul ciglio del baratto “, io do una cosa a te tu dai una cosa a me. La politica é solo questo ,che schifo.
Acquaviva e’ nelle mani di un ricettacolo di affaristi. Deve Intervenire la magistratura quanto prima! È gente senza scrupoli disposta a vendere la madre pur di restare! Acquaviva fai sentire la tua voce! Cittadini raccogliamo le firme e inviamo le nostre al Prefetto! Siamo merce di scambio!
nessuno resterebbe stupefatto se qualche consigliere ritirasse la propria firma per le dimissioni del sindaco. magari in cambio di qualche relazione. hai ragione fiamme gialle: bisogna vederci chiaro
Loro continuano a portare a termine i loro affari e noi continuiamo a precipitare!!Dobbiamo reagire contro questa amministrazione…non possiamo stare a guardare!!!!!!!!!Tutti a casa..incompetenti!!!!!!!!! Ps: ottimo articolo Francesco!!
SQUICC – OFF! le trasmissioni riprenderanno il più tardi possibile!