Medimex 2012, tiriamo le conclusioni.

Vanni Liguigli

Gli organizzatori oltre ad attingere al denaro pubblico dovrebbero trovare più sponsor per garantirsi più visite e forse anche un maggior ritorno economico.

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Domenica 2 Dicembre si è chiusa la seconda edizione di Medimex, l’unica fiera mercato musicale in Italia dedicata al mercato discografico. L’evento che ha riscosso un buon successo ha avuto luogo a Bari presso la Fiera del Levante con gli stand per operatori e visitatori, mentre parte dei programmi serali si sono svolti presso il teatro Petruzzelli, teatro Kismet e Teatro Forma. 
Lo startup dell’iniziativa si è tenuto al teatro Petruzzelli venerdì 29 Novembre con lo show “Meraviglioso Modugno”, dedicato per l’appunto a Domenico Modugno e sul palco si sono alternati in ordine sparso: Brunori SAS, Dente, Ginevra Di Marco, Mama Marjas, Alessandro Mannarino, Negramaro, Pacifico, Noemi, Erica Mou, Raiz & Radicanto.

Fare un riepilogo dell’intero programma sarebbe estenuante e annoierebbe voi lettori, pertanto cerchiamo di capire meglio come si è svolta una giornata tipo presso Medimex.

L’evento è organizzato principalmente nel padiglione più grande delle Fiera del Levante, lo stesso che quasi due anni fa prese disgraziatamente fuoco. In questo spazio enorme sono organizzati vari stand dei più svariati operatori, dai radiofonici alle case discografiche major e indipendenti, passando per tutto il circuito che trasforma una canzone grezza al prodotto finito, fino alle agenzie di promozione e programmazione tournèe.
C’è un po’ di tutto, anzi forse troppi stand e forse un po’ disorganizzati  fra loro, dato che non c’è un percorso specifico per il visitatore che si trova all’interno di un piccolo labirinto dove è molto difficile orientarsi. Un po’ dispersivo insomma, di roba ce n’è tanta e molto interessante però una suddivisione tematica dei vari stand, come per esempio discografici da una parte e emittenti radiofoniche da un’altra, aiuterebbe il visitatore nell’individuare ciò di cui ha bisogno. C’è da dire anche che in questo ambiente pantagruelico hanno luogo oltre ai vari gazebo anche keynotes, convegni e i face to face(s), che sono la novità della presente edizione, ovvero meeting di 10 minuti in cui incontrare operatori musicali, rappresentanti di istituzioni e organizzatori di festival previa prenotazione e acquisto di un badge come operatore.

Detto questo, in un’altra sala dello stesso Padiglione si sono tenute le premiazioni e parte degli showcase, eventi serali ai quali si aveva accesso con il pagamento di ulteriori 3 euro oltre il costo dell’ingresso singolo di 7 euro. Forse un po’ eccessivi per una Fiera al secondo anno di programmazione e per un mercato come quello musicale che purtroppo è in costante flessione a causa della crisi economica e non solo. 

Gli organizzatori oltre ad attingere al denaro pubblico dovrebbero trovare più sponsor per garantirsi più visite e forse anche un maggior ritorno economico, come nel più noto Festival del giornalismo a Perugia, che è molto più simile al Medimex come format di quanto si possa immaginare: un grande evento per addetti ai lavori e con molti curiosi e quindi visitatori, dove come sponsor principale c’è una nota banca e gli ingressi per qualunque evento sono totalmente gratuiti e aperti al pubblico. Infine non mi è piaciuto che ci fosse un uso esagerato di carta, fogli e guide dappertutto, un vero spreco! Per manuali che si leggono due – tre volte e poi si cestinano. Non sarebbe più semplice ed economico mettere a disposizione degli iPad e per ogni gazebo dei codici ottici QR da scansire con la fotocamera per leggere le informazioni che interessano? 
Musicalmente parlando invece nulla da eccepire, l’ultima giornata si è chiusa con un mini-concerto degli Afterhours e uno del Teatro degli orrori. Due bellissime realtà della scena rock indipendente italiana. E ho già l’acquolina in bocca pensando alla prossima edizione.

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