Le fatiche di un bilancio

La “voce stonata” di Lopuzzo tra ipotesi, congetture e supposizioni più o meno fantasiose sull’evoluzione della situazione politica
Quello di martedì 16 ottobre è probabilmente uno dei punti più bassi toccati dall’Amministrazione Squicciarini in questi due anni e mezzo. Non avere la maggioranza per poter approvare un bilancio di previsione (per programmare cosa, poi, dovrebbero spiegarcelo) in prima convocazione è sintomatico delle cattive condizioni di salute nelle quali questa compagine versa. Fossimo stati nei panni del Sindaco Squicciarini (e ringraziando di non esserlo, vista la situazione) avremmo pensato seriamente alle dimissioni. E chissà che il povero Primo Cittadino non vi abbia davvero pensato, anche solo per un attimo.
Dopo mesi di silenzio assoluto e di totale assenza dalla scena (quasi avevamo dimenticato il volto di qualcuno!) ci aspettavamo di trovare un gruppo compatto, forte, di pietra. Invece no. La sola cosa di pietra che abbiamo trovato nella Sala Consigliare era lo sguardo del Sindaco quando ha appreso la mancanza dei numeri. Impietrito, proprio come i mascheroni che circondano Palazzo De Mari. L’assenza del Consigliere Borreggine è stata un qualcosa di strategico (della serie: “Miei cari colleghi di Maggioranza, senza di me non potete approvare proprio un bel niente”), oppure davvero ha avuto imprevisti di natura personale? Le malelingue, ovviamente, sembrano credere alla prima teoria. Ah, questi maligni! Ma loro, ci chiediamo, non sono mai incappati nella foratura di uno pneumatico, non riuscendo a giungere puntuali a un appuntamento? Perché devono sempre pensare a male?
Quella che è stata la debacle della Maggioranza, tuttavia, ha rappresentato una vera e propria Caporetto anche per l’Opposizione: fosse stato presente in prima convocazione il Consigliere Montenegro Tommaso, probabilmente in questo momento staremmo scrivendo ben altro. Dieci contro dieci e Giunta a casa. Ma forse non si voleva e faceva comodo aspettare ancora, correndo il rischio che il momento propizio non coincida con il momento della concreta occasione. Oppure, come i nostri amici chiacchieroni dicono, ci si sta concretamente preparando a un “Governo cittadino di salute pubblica” (o “dell’inciucio“, secondo altre definizioni accademiche).
Ovviamente non è il caso di ammorbare il lettore con qualche “se” e qualche “ma”, quindi preferiamo analizzare i fatti concreti.
Partiamo da quello più eclatante, ovvero l’assenza di Borreggine. Secondo qualche chimerico cittadino, il buon Consigliere, dopo aver rappresentato in Consiglio già tre partiti (IDV, API, FLI), starebbe rivendicando più spazio all’interno della Maggioranza: stanco di essere scarsamente considerato in avrebbe così voluto sottolineare la sua importanza nel gruppo. E se così fosse, questa rivendicazione è in conto proprio o del gruppo FLI (o di una parte di esso)? E quali argomentazioni verrebbero utilizzate? Lasciamo ai malpensanti il compito di rispondere a queste domande. Noi crediamo al Consigliere perché se ha detto che ha avuto problemi di natura personale, certamente è andata così. Della serie: sospettoso “non ti crucciare: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare“.
Non meno importante, a nostro avviso, l’assenza dell’altro Consigliere, questa volta di Opposizione, Tommaso Montenegro. Anche qui si sono fatte diverse ipotesi. Tra le altre, si è parlato di un ipotetico imminente passaggio in Maggioranza da parte di qualcuno. E questo eventuale passaggio, sarebbe compiuto da un solo Consigliere, oppure quest’anonimo sarebbe in buona compagnia nel varcare il Rubicone? “Alea iacta est“. Lo scopriremo presto. Forse l’Opposizione non è così coesa come sembra. O magari, ancora, non è pronta ad affrontare un dopo-Squicciarni. Anche in questo caso, per correttezza, non diamo peso a queste voci.
Ma al di là delle ipotesi e delle ricostruzioni più o meno fantasiose, tuttavia, bisogna fare alcune riflessioni: per alcuni Consiglieri le assenze sono cosa non rara. Anzi, questo fenomeno avviene con una preoccupante costanza. Certo, ognuno avrà i suoi mille e più impegni (lavoro, imprevisti, incombenze e quant’altro). Ma nessuno ha implorato qualcuno di candidarsi (o almeno così crediamo). Se si sa di non poter sempre presenziare agli incontri della massima Assise Cittadina, perché proporsi? Quanto si sentono rappresentati gli elettori? Una riflessione sarebbe quanto meno dovuta.
Al termine di quanto accaduto il 16, e in vista della seconda convocazione del 18 ottobre, nelle stanze di Palazzo De Mari si è tenuta una riunione politica. Erano presenti il Sindaco, gli Assessori, i Capigruppo e i Segretari dei Partiti di Maggioranza. Un clima riservato. Decisioni da prendere subito e con risolutezza. E infatti poi quella tanto reclamata compattezza in seno alla Maggioranza è arrivata. Ma fino a quando? E poi, è possibile che bisogna sempre rischiare di andar sotto, salvo poi essere richiamati come uno studente dalla maestra? Non si potrebbe evitare di correre rischi di questo genere? Le coronarie del Sindaco (ne siamo certi) ringrazierebbero.
Ma mentre i cittadini si interrogano su quello che sarà il futuro dei loro eletti, questi dovrebbero impegnarsi per restituire la dovuta dignità al Consiglio Comunale. Una dignità smarrita da molto, molto tempo.
Francesco Lopuzzo





Commenti
La compagine politica locale, i penosi spettacoli teatrali ai quali siamo costretti ad assistere in occasione dello svolgimento dei lavori della Massima Assise Cittadina, le scandalose dichiarazione rilasciate a mezzo stampa dai diretti interessati fanno emergere ora più che mai l’urgenza di riqualificare lo status di amministratore di questa città. I soliti tatticismi che affliggono da decenni le scelte di questa comunità vittima dei soliti noti: ci si continua a svendere per cosa? per un pugno di mosche? intanto l’addizionale comunale irpef aumenta, la tarsu pure con le strade sporche.. e al partito dell’astensione aumenta il numero degli iscritti.
Complimenti a Lopuzzo: lucido, corretto, asettico. La tragedia del Consiglio comunale di Acquaviva, da molti anni a questa parte, è la risicata composizione delle maggioranze. C’era sempre, ai miei tempi, un sedicesimo che ricattava. C’è oggi l’undicesimo che ricatta: o ottengo quello che chiedo, o mi assento. O peggio, voto contro. E tutto a godimento di Telemajg cui non par vero di parlare ancora una volta male di Acquaviva. E, naturalmente, tutto a detrimento del paese. La mia solidarietà nei confronti di Squicciarini, oltre alla mia personale stima nei suoi confronti, affonda in una faticosa e angosciante esperienza. Stare lì, su quella poltrona, onusto di responsabilità e con i carboni ardenti che il sedicesimo (oggi l’undicesimo) ti mette sotto il sedere è a rischio di infarto. Io “buttai le stanghe all’aria”, come si dice. Squicciarini è più giovane, ha il fegato di resistere. Alcuni fanno a gara per buttarlo giù: speriamo di non doverci ritrovare con un re travicello!
Solidarietà a Squicciarini? Ma per cosa? Per il nulla che sta facendo? Achille Signorile: ma non è che quei malumori di maggioranza significano invece segnali di rivolta contro chi vuole continuare a procedere a senso unico e senza degnare di ascolto chi la pensa in modo diverso? Questa era all’inizio una maggioranza abbastanza solida dal punto di vista numerico. Se si è ridotta ad undici evidentemente le responsabilità sono da ricercare nella mancanza di coraggio del sindaco, ostaggio di chi detiene ruoli chiave e potere di questa amministrazione. Dare solidarietà a Squicciarini è come accettare le sue inefficienze e le sue complicità sinora evidenti all’opinione pubblica.