The New Old Albion: la musica alla corte d’Inghilterra

Michele Paradiso

Questa sera, presso l'Ala Nord di Palazzo di Città, serata conclusiva del Festival di musica antica "Anima Mea"

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Questa serà alle ore 20.30 presso l’Ala Nord di Palazzo De Mari, ultimo appuntamento con il Festival “Anima Mea”, il festival di musica antica, proposto da Puglia Sounds, che vede ancora una volta la nostrà città protagonista di un particolare connubio tra la musica e i nostri beni architettonici.

Per la serata conclusiva della rassegna, dal titolo “The New Old Albion”, si esibirà l’Ensemble Caleidoscopio, composto da Lathika Vihanage al violino, Noelia Reverte Reche alla viola da gamba, Flora Papadopulos all’arpa doppia e Michele Pasotti alla tiorba.

Lathika, Noelia, Flora e Michele provengono rispettivamente da Australia, Spagna, Grecia e Italia; si sono incontrati a Milano e lì hanno dato vita all’ensemble Caleidoscopio nel 2011, dopo un anno di varie collaborazioni nell’ambiente musicale lombardo. Hanno deciso di aggregarsi non solo per la loro compatibilità nell’intuito musicale, ma anche per la curiosità che condividono nell’esplorare le possibilità sonore dei propri strumenti, recuperando repertori sconosciuti o poco frequentati. Ciascuno dei componenti del gruppo si dedica regolarmente alla ricerca musicologica.

Ci siamo chiesti, inoltre, da dove derivi un titolo così originale per il concerto di questa sera: “The New Old Albion“. Ebbene, Albion è il nome più antico utilizzato per designare la Gran Bretagna. Nella Old Albion del XVII secolo fu molto in voga la composizione di brani musicali dedicati a svariate combinazioni di strumenti quali violini, viole da gamba, liuti, flauti, arpe. Queste formazioni di strumenti furono comunemente denominate Consorts. William Lawes (1602-1645), compositore e suonatore di liuto, fu uno dei più prolifici compositori del suo tempo e lasciò all’eternità 11 meravigliosi Consorts per arpa, violino, viola da gamba e tiorba. Questa combinazione strumentale non ebbe seguito, almeno nella tradizione scritta: ciò che ci rimane è quindi una rara “fotografia” . L’eredità di Lawes fu accolta da Matthew Locke (1621-1677), musicista al servizio della corte inglese di Carlo II e Caterina di Braganza. Il Consort eseguito, denominato “for several friends” , non ha una destinazione strumentale precisa. L’aspetto ricreativo e amichevole é evidente fin dal titolo, e ben ci rende l’idea di libertà e complicità proprie della musica inglese per Consort. John Playford (1623-1687) non ebbe fama in quanto compositore: proveniente da una famiglia di editori londinesi, si occupò attivamente dell’impresa editoriale di famiglia, ed ebbe il merito della conservazione e la promulgazione di buona parte del repertorio inglese di danze. Divisions for violin é una raccolta di 26 danze, molte delle quali accessibili anche agli amatori. Le danze di Playford iniziano in maniera semplice per poi ripetersi più volte con varianti sempre più complesse; questa tecnica, ispirata ad una prassi improvvisativa, é chiamata per l’appunto “division” , e costituisce un’importante risorsa nella musica inglese. Un esempio analogo, questa volta per la viola da gamba, sono le Divisions di Christopher Simpson (1602-1669) pubblicate a Londra nel 1656. Le composizioni dei due autori più antichi del programma, John Dowland e Thobias Hume, presentano caratteristiche stilistiche peculiari e si pongono in contrasto con il resto del programma. Coetanei, sebbene non operanti nello stesso ambiente, i due musicisti ebbero una celebre disputa, in quanto ciascuno cercava di difendere la superiorità del proprio strumento: il liuto, nel caso di Dowland, e la viola da gamba nel caso di Hume. I brani presentati appartengono entrambi al genere del lamento. In contrasto stilistico ancora più netto sono le composizioni di Henry Purcell (1659-1695). Più giovane rispetto ai compositori che costituiscono il resto del programma, fu organista presso l’Abbazia di Westminster ed è riconosciuto come colui che operò una compenetrazione di più stili: influenze francesi e soprattutto italiane sono ben riconoscibili nella sua musica.

Come già accennato, Anima Mea non è solo musica: costituisce, altresì, un’occasione per conoscere i luoghi del passato. Prima del concerto, infatti, a partire dalle ore 19.00 l’appuntamento è presso l’atrio di Palazzo De Mari con l’Archeoclub “Sante Zirioni” per una visita guidata ad alcune chiesette del centro storico.

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