Acquaviva ricorda il prof. Cesare Colafemmina

L'assessore Pietroforte annuncia l'imminente intitolazione della Sala Conferenze di Palazzo de Mari al nostro benemerito concittadino
Appena 30 giorni fa, Acquaviva perdeva uno dei suoi figli più illustri: Cesare Colafemmina.
Insignito della civica benemerenza da parte del Comune di Acquaviva delle Fonti lo scorso 27 ottobre, il benemerito professore non ha mai nascosto un suo viscerale amore per la nostra città. Per quella stessa città che gli ha dato i natali. Persino nei suoi ultimi istanti di lucidità ha chiesto di essere posizionato con lo sguardo verso Acquaviva delle Fonti, quasi a volerle tributare un ultimo saluto.
Ad un mese dalla sua scomparsa, Acquaviva vuol ricordarlo e rendergli omaggio attraverso l'intitolazione dell'Ala Nord di Palazzo di Città, come si può evincere dalle parole dell'assessore alla Cultura del Comune di Acquaviva delle Fonti, dott.ssa Francesca Pietroforte: «Pari alla “leggerezza di una foglia che cade”, così definisce la scomparsa del prof. Cesare Colafemmina sull’ultimo numero de “la Piazza” il nostro concittadino Pietro Colaninno, caro amico del biblista ed ebraista di fama internazionale che ci ha lasciati esattamente un mese fa. Prendo in prestito queste parole, che hanno il pregio di dipingere con la delicatezza affettuosa e la grazia poetica di un’amicizia di lungo corso la grande perdita che ha toccato la comunità acquavivese, per ricordare, insieme al Sindaco, all’amministrazione comunale e alla città tutta, il nostro cittadino benemerito. L’occasione è a me gradita per annunciare l’imminente intitolazione della Sala Conferenze, comunemente definita “Ala Nord”, di Palazzo de Mari al prof. Cesare Colafemmina. Ieri, giovedì 11 ottobre, la prima commissione consiliare presieduta dal consigliere Colangiulo, all’unanimità, ha accolto favorevolmente la proposta. Si tratta di un piccolo ma simbolico riconoscimento che la comunità acquavivese intende rivolgere a chi le ha reso onore con la sua profonda e straordinaria attività, affinché la dipartita, leggera e silenziosa, lasci un segno indelebile nella città che ha dato i natali all’insigne studioso. “Ama nesciri et pro nihilo reputari”, è con questa sentenza spirituale tardo medievale presa dal “De imitatione Christi” che ci ha salutati in occasione della manifestazione civica in suo onore, “ama essere ignorato e stimato per nulla”, una ulteriore attestazione di quella umiltà che ha contraddistinto la vita del prof. Colafemmina.»





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