Care Service, è sciopero!

Sergio Carlucci

Prevista per domani alle 12.00 una assemblea presso il Miulli

0 commenta

I 137 dipendenti della Care Service, la società che gestisce i servizi di pulizia all’interno del Miulli hanno proclamato lo stato di agitazione e hanno avviato le procedure per la proclamazione di uno sciopero. Alla base della protesta, il mancato pagamento degli stipendi per le ultime tre mensilità,  della quattordicesima e il mancato rimborso del 730.

Lo hanno  fatto per mezzo delle sigle sindacali che li rappresentano, riunitesi giovedì scorso presso la sede provinciale della Cgil-Filcams (il ramo del sindacato che si occupa di servizi e mense). Lo comunica il segretario provinciale, Antonio Miccoli.

“Cgil, Cisl, Uil e Ugl – afferma Miccoli – sono impegnate in una presa di posizione unitaria, sia a livello provinciale che aziendale, affinché cessino una volta per tutte i disagi a carico dei dipendenti. Siamo preoccupati che tali disagi possano dipendere dall’incapacità imprenditoriale da parte dei vertici dell’azienda, e non vorremmo che questa situazione, a lungo andare, possa incidere sul mantenimento dei livelli occupazionali. A questo punto è necessario convocare un incontro con la Regione, con l’ente ecclesiastico che gestisce l’ospedale, e cioè con la committente del servizio, e con i rappresentanti dell’azienda”.

Nel frattempo, alcuni dipendenti denunciano di aver subito ritorsioni per essersi lamentati pubblicamente della situazione di difficoltà in cui versano. Sarebbe capitato ad una impiegata che avrebbe ricevuto una lettera di contestazione – notificata dopo un mese, invece che dopo gli otto giorni previsti dal regolamento – per essersi sfogata con i suoi colleghi sul posto di lavoro.

Se si considera che a  pagare le conseguenze dei ritardi sono anche le famiglie degli impiegati, il numero di persone, residenti in buona parte ad Acquaviva, è molto alto, rispetto al totale della popolazione. Un piccolo esercito, se vogliamo. Ma, a quanto pare, invisibile. È preoccupante, da questo punto di vista, il silenzio verso questa vicenda da parte dell’Amministrazione comunale e  di tutte le forze politiche presenti in Consiglio.

Nessuno ha speso una parola, anche solo per esprimere solidarietà nei loro confronti, in un periodo in cui, peraltro,  le attestazioni di solidarietà sembrano essere una moda diffusa.

In questo momento, a rappresentare le istanze dei dipendenti della Care Service, ci sono solo i sindacati. La loro forza, oggi, è tutta nella decisione di aver scelto una linea unitaria. Lo stesso spirito di coesione ha preso piede tra i dipendenti, nonostante le presunte minacce denunciate e il clima di paura che spinge taluni – pochi, in verità – a non voler rischiare il posto di lavoro.

Di fronte a una situazione drammatica come quella della Care Service,  la fermezza dimostrata dalla gran parte dei dipendenti fa venire in mente la figura di Giuseppe Di Vittorio. Il grande sindacalista pugliese aveva insegnato ai braccianti poveri del sud a non levarsi il cappello davanti al latifondista, al padrone, se non lo avesse fatto anche lui. Sebbene il paragone possa apparire un po’ azzardato, quello che sta succedendo oggi ad Acquaviva ricorda tanto quella stagione.

Intanto, è stata convocata per domani alle 12.00 presso il Miulli un’assemblea alla quale parteciperanno i dipendenti della società di servizi aderenti a tutte le sigle sindacali, per coordinare le azioni da intraprendere per porre fine ai ritardi.

In attesa che questa faccenda si concluda, comunque, bollette, mutui e tasse continuano a seguire una puntualità implacabile e molti riescono ad andare avanti solo grazie alla solidarietà dei loro colleghi.  E di nessun altro.

avatar

Commenti

  • angelo giustino (utente non verificato)

    vergognaa

  • sandro tripoli (utente non verificato)

    Era ora!!! Speriamo si risolva presto.Attendiamo tutti una svolta per assicurare ai nostri figli una vita dignitosa.
    Unitevi in tanti, le lotte non devono essere di pochi.

  • Ora Zero (utente non verificato)

    I partiti sono impegnati nella preparazione e divisione del ciambotto in cottura! Ma cosa interessa a questa amministrazione delle sorti di tutte queste famiglie! Squicciairni.. C è mancato poco e anche tu saresti stato li in mezzo a scioperare se non fosse per lo stipendi ucciso che prendi! E ora fai finta di non vedere???? Perché non vai a parlare con il vescovo? Hai paura di fare la fine di pistilli e rimanere disoccupato? Dimostra di essere uomo ogni tanto!!!

  • facciatostaa facciatostaa (utente non verificato)

    e se l’amministrazione comunale s mette in mezzo, rompete so io cosa, e nn lo fa e lo stesso avete da dire! ma è possibile ke in qsto paese c’è sta moda della lamentela e del fanatismo? vergognatevi voi!

  • savonarola … (utente non verificato)

    la regione paga l’ente ecclesiastico, ma l’ente ecclesiastico non paga le imprese e queste non pagano i lavoratori. Il circolo è questo ma non è chiaro di chi sono le responsabilità. Una cosa è certa: sono sempre i lavoratori a pagare, abbiamo un presidente di sinistra, abbiamo un ente ecclesiastico che a parole fa della carità il suo programma, ma chi ci rimette sono sempre i lavoratori. Abbiamo letto la nota dell’azione cattolica diocesana che parlava di amore e della dedizione degli amministratori del Miulli ma la realtà parla un altro linguaggio. A proposito, dove sono andate andate a finire le osservazioni sulla nota della presidenza dell’azione cattolica? Ci sono troppi filo clericali in circolazione in questa città. Peccato, abbiamo persa l’ennesima buona occasione di fare informazione senza condizionamenti.

  • savonarola … (utente non verificato)

    chiedo scusa alla redazione per la seconda parte del commento 5, sono stato troppo frettoloso…