Un nuovo statuto per il Miulli

Lettera aperta al Capitolato della cattedrale e al sindaco di Acquaviva dell'Associazione pro Fondazione Miulli e del Comitato Cittadino in difesa dell’Ospedale Miulli
A pochi giorni dalla “deflagrazione” della vicenda giudiziaria che ha coinvolto i vertici del Miulli, ritorna prepotentemente di attualità il problema della natura giuridica dell’Ente. Cavallo di battaglia del compianto Pinuccio Ieva, il tema della natura giuridica verte proprio sulla corretta gestione di un centro ospedelariero di eccellenza qual’è appunto il Miulli, in particolar modo sul dibattito intorno ad una sua nautura pubblica piuttosto che privata.
La professionalità del personale e la moderintà delle attrezzature sono solo alcuni degli aspetti positivi per i quali il Miulli è conosciuto ed apprezzato in tutta Italia ed anche, se parliamo di convegni e di partecipazione a progetti internazionali, in tutto il mondo. Queste ultime vicende non interessano, quindi, la qualità di un centro così rinomato ma si legano più ad aspetti gestionali e contabili sui quali la magistratura farà piena luce.
Non volendo entrare nel merito della vicenda giudiziaria, e non volendoci pertanto schierare nè dalla parte dei tanti “giustizialisti bavosi” che hanno gioito alla notizia degli arresti nè da quella degli altrettanti “garantisti lacchè” che confondono la compenetrazione e l’umana pietà con la solidarietà, preferiamo affrontare la problematica da un altro punto di vista.
Per offrire un ulteriore spunto di riflessione intorno alla complicata problematica della natura giuridica dell’Ente, abbiamo scelto di pubblicare il testo della lettera aperta al Capitolato della cattedrale e al sindaco di Acquaviva dell’Associazione pro Fondazione Miulli e del Comitato Cittadino in difesa dell’Ospedale Miulli
La triste vicenda degli arresti di don Mimmo Laddaga, recentemente nominato Monsignore-Cameriere di Sua Santità, e del dr. Saverio Vavalle addolora per le persone coinvolte, ma soprattutto per il discredito e la fama poco buona che ricade sul nostro Ospedale ‘Miulli’.
Che l’Ospedale Miulli sia un eccellente Ospedale, grazie alla tradizione di professionalità, competenza e dedizione del personale che lodevolmente vi lavora, è cosa da tutti riconosciuta. Ma che l’amministrazione ecclesiastica avesse aperto pratiche giuridiche e gestionali inaccettabili ed anche di dubbia correttezza era stato lamentato parecchie volte da gruppi di Cittadini, portatori di diritti sulla Fondazione Ospedale Miulli, lascito testamentario alla Città. Essi più volte erano sollecitati dal personale dell’Ospedale, penalizzato per i rapporti sovente tesi, ostili e perfino minacciosi dell’Amministrazione ospedaliera. Cominciamo a liberarcene, grati a coloro che con grande dignità hanno rifiutato in Ospedale la firma di solidarietà a don Laddaga..
Gli inviti a rispettare la correttezza storica e giuridica sono stati respinti sprezzantemente dalla Dirigenza Ecclesiastica, fino alla denuncia, con richiesta di risarcimento, mentre per il bene dell’Ospedale era necessario aprire un tavolo di civile confronto per dovere civico, per rispetto dell’istituzione e dei legittimi diritti della Città, com’era sempre nel passato.
Ma di fronte agli arbitri, le istituzioni incaricate di vigilare hanno taciuto. Il Testamento ed il Decreto di Umberto I del 1896 danno al Capitolo della Cattedrale l’incombenza, colpevolmente abbandonata, di vigilare sulla gestione economica dell’Ospedale, attraverso la nomina dell’Amministratore e di un Revisore dei Conti, e danno al Comune il compito di vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni testamentarie, pena l’alternanza nel governo dell’Ospedale con il Sindaco, e viceversa.. Queste sono gli obblighi, e se trattasi di disposizioni vecchie, occorre un Nuovo Statuto e non lo stravolgimento unilaterale ed arbitrario di quello esistente, a cominciare dalla definizione di “OSPEDALE CIVILE DI ACQUAVIVA”.
Si voleva ottenere una gestione corretta, aperta, partecipata e trasparente dell’Ospedale, quale è stata delineata accuratamente dal suo Fondatore avv. Francesco Miulli, di cui ricorre il terzo centenario del Testamento (14 novembre 1712) e della morte (3 giugno 1713). Abbiamo chiesto all’Amministrazione Comunale di farsi promotrice di una degna celebrazione della ricorrenza con il massimo risalto, ma temiamo che vi sarà una opportunistico rifiuto.
Le preoccupazioni sono sorte anche a seguito delle dichiarazioni del Direttore Amministrativo dr. Palmisano, sul Sole 24 Ore del 4 gennaio 2006, circa”i buchi di esercizio di 5 milioni ogni anno”.. Eppure l’Ospedale Miulli ha una affluenza di ricoveri invidiabile: dove vanno a finire gli introiti? E se vi è già una voragine di debiti, perché non si procede per un commissariamento? Mentre la Dirigenza Ecclesiastica non trova di meglio che costituire Società Miste forestiere, alle quali corrisponde quasi la metà degli introiti dei pingui servizi accessori, che prima andavano interamente all’Ospedale ed ai suoi dipendenti. E con quale correttezza il sedicente Ente Ecclesiastico si è appropriato del codice fiscale dell’Opera Pia per ipotecarne i beni e gli immobili? Su quedti gravi problemi gestionali non si è voluto fare chiarezza e si sono respinte con fastidio le richieste di trasparenza da parte delle Associazioni Cittadine e dello stesso Sindaco della Città, fatto cadere.
Ora, che è scoppiata la vicenda giudiziaria, tra avvisi di garanzia di aprile per Mons. Paciello e don Laddaga. e le attuali custodie cautelari, i Cittadini di Acquaviva, portatori di diritti, chiedono con forza che nessun danno ricada sull’Ospedale Miulli per l’ indagine e il processo. Dev’essere individuato il responsabile nella Dirigenza Ecclesiastica, che, inventando l’Ente Ecclesiastico, si è impadronita dell’Ospedale per gestirlo da padrone, rifiutando partecipazione e trasparenza, in spregio al Testamento ed al Decreto Reale di Umberto I del 1896, intangibile riconoscimento civile, occultato a bella posta dalla Dirigenza Ecclesiastica..
Dobbiamo pertanto esprimere riserve soprattutto per il Capitolo della Cattedrale e per il Sindaco di Acquaviva, soggetti istituzionali chiamati in causa dal Testamento, imputabili di omissioni ‘in vigilando’ e di inosservanza del codice civile di fronte a tali atti.
Abbiamo letto che sono stati messi sotto sequestro terreni ed edifici appartenenti anche all’Ospedale. Il Sindaco, legale rappresentante della Città, deve impegnarsi in questa vicenda a garantire che i beni appartengono non all’Ente Ecclesiastico, ma all’Opera Pia Ospedale ‘Miulli’ di Acquaviva, e quindi alla stessa Città, come confermato dalle leggi e dalle visure e documenti del Registro Immobiliare di Bari. I beni e gli immobili, come quelli di via per Gioia, ma anche tutti gli altri, assolutamente non pignorabili, sia chiaro che non sono affatto dell’Ente Ecclesiastico, che è un abusivo che si è impadronito dell’Ospedale ‘Miulli’.
Per cui se qualcuno deve pagare, non sia l’Ospedale, ma personalmente chi ha abusato e cioé lo stesso Ente Ecclesiastico, da rinvenire o nella persona del Governatore o nella Dicesi o nel Capitolo di Acquaviva. L’Ospedale e la Città in questa faccenda sono vittime e non possono essere anche penalizzati con atti di vera pirateria. Abbiamo piena fiducia nella Magistratura, ma vogliamo sommessamente sollevare il problema per evitare dannosi disguidi.
Anche le spese legali, ed eventualmente processuali, non devono ricadere sui sull’Ospedale, ma siano o gli interessati o l’Ente Ecclesiastico ad accollarsele, senza inserirle surrettiziamente nei bilanci dell’Ospedale, bilanci alimentati da denaro pubblico finalizzato esclusivamente alla cura degli ammalati.
Finora abbiamo gridato nel deserto. Ora rendiamo omaggio alla memoria e all’opera del Preside Pinuccio Ieva, cittadino di tante battaglie generose e solitarie, che se fosse stato ascoltato avremmo evitato gli esiti clamorosi e mortificanti di oggi. Vogliamo che la Città prenda coscienza e soprattutto prendano coscienza le sue istituzioni e cioè il Capitolo della Cattedrale, il Sindaco, il Consiglio Comunale, le Forze Politiche e Sindacali e la stessa Magistratura. Principalmente la Regione è coinvolta, con responsabilità forse non minori per probabili compiacenze, mancati controlli o promesse facili ed eccessive di risanamento di bilancio.
In questo la Magistratura certamente farà fino in fondo il suo dovere di garanzia e di severità, che determini un clima preventivo orientato al rigore ed alla correttezza, che è molto più giusto, utile e produttivo della dovuta repressione, che è però successiva e forse anche tardiva.
Ci auguriamo, e lo pretendiamo, che il Capitolo della Cattedrale ed il Sindaco facciano fino in fondo il loro dovere e che da questa brutta e triste vicenda possa nascere uno spirito nuovo nel gestire il nostro eccellente Ospedale, nel rispetto delle nobili e cristiane finalità dell’avv. Miulli, nella tradizione della dedizione ed alta professionalità degli operatori ed anche nel ripristino del flusso economico indotto nella nostra Città, come avveniva nei decenni passati.
Acquaviva delle Fonti, 21 settembre 2012 Associazione pro Fondazione Miulli
Comitato Cittadino in difesa dell’Ospedale Miulli





Commenti
gradirei sapere, il punto di vista su questa vicenda di tutte le sigle sindacali che a tutt’ora non so se si sono espresse a favore o contro la gestione dell’ente. una sola domanda: ma il direttore sanitario dell’ente il dott. alessio nitti in questa faccenda ne era a conoscenza o come succede spesso ne era all’ oscuro? pare strano che ad oggi nessuno degli organi di stampa abbia raccolto una sua impressione o un commento a riguardo. fa piacere però vedere tanta solidarietà per Laddaga, ci mancava soltanto un concerto come quello per le popolazioni dell’emilia per raccogliere fondi a suo favore.
scusate, ma dov’è la differenza tra la gestione del capogruppo del pdl della regione Lazio Fiorito, detto il federale o er batman, la gestione di Don Verzè a milano, e l’accaduto a don Mimmo Laddaga?. Stesse indagini, stessi reati. .
e mons. bagnasco attacca i partiti… forse non conosce il miulli!
in questi giorni è in onda tra le mura cittadine la pratica piu caratteristica della nostra comunità: la falsità allo stato puro…..Tutti addolorati e poi gli stessi che in casa, con parenti e amici godono degli eventi…tipo film di fantozzi contro il megadirettore galattico……dai su, passerà, tornerà tutto come prima o magari si abbasserà la tassa regionale sulle buste paga…
nelle vicende che riguardano il Miulli, da circa mezzo secolo, e forse più, tutti hanno avuto un ruolo negativo, Ministero dell’Interno, amministrazioni comunali di Acquaviva, Ministero della Sanità, Regione Puglia, gerarchie ecclesiastiche, il clero di Acquaviva e chi più ne ha, più ne metta, e hanno trasformato un Ente pubblico in un fantomatico ente ecclesiastico che, pur se fantomatico opera nel diritto italiano in barba alle leggi del nostro stato, prende soldi pubblici senza dar conto a chi glieli dà e chi gli dà i soldi non opera alcun controllo, come invece prescrive la legge.
Il Card. Bagnasco….è indignato perchè la politica non prende sul serio la corruzione. Non c’è niente da fare, i problemi non ci coinvolgono mai in prima persona ma sono sempre gli altri che rubano, che fanno sesso sfrenato, che corrompono, che esercitano il loro potere per mettere a tacere ogni cosa. Con la politica siamo tutti coinvolti, perchè esprimiamo quello che meritiamo, ma la gerachia ecclesiastica chi la esprime?