Contrastare la criminalità e il degrado. Se ne discute nel “Forum per la sicurezza”

Sergio Carlucci

Nasce il "Forum permanente per la sicurezza, la legalità, la solidarietà e il senso civico"

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Si è tenuto giovedì 13 settembre, presso l’aula consiliare del Palazzo di Città, il primo incontro del “Forum permanente per la sicurezza, la legalità, la solidarietà e il senso civico”.

L’incontro è stato indetto al fine di procedere alla costituzione e all’insediamento del nuovo organo consultivo, in ottemperanza della delibera di Consiglio comunale n. 4 del 9 gennaio 2012, con cui è stato approvato lo statuto del Forum.

Il Forum inizia la propria attività a pochi giorni dagli ultimi episodi di criminalità che hanno interessato il nostro territorio: i numerosi furti e il ripetersi di atti vandalici ai danni di strutture pubbliche, trovano spazio nelle cronache dei giornali locali, con sempre maggiore frequenza.

Gli ultimi episodi di cronaca ci riferiscono di luogo sensibili, presi di mira da una microcriminalità molto sfaccettata. Si tratta di angoli del paese dove cresce giorno dopo giorno il degrado. Piazza Zirioni, piazza De’Martiri, “Scappagrano”, sono solo alcuni tra quei luoghi pubblici dove l’amministrazione comunale dovrebbe concentrare maggiormente le proprie risorse e i propri sforzi per evitare che rimangano “terra di nessuno”.

Riqualificare un’area, del resto, significa proprio questo. Una buona pratica, in tal senso, potrebbe essere quella di mettere a disposizione delle associazioni presenti nel territorio gli immobili comunali che l’Amministrazione intende dismettere, alienandoli. Ci si riferisce in particolar modo all’ex macello comunale, all’ex palazzo Racanelli. Ed è certamente auspicabile che nei luoghi più esposti agli atti di vandalismo siano installati impianti di videosorveglianza. Questi sono solo alcuni punti tra quelli che verranno discussi durante i vari incontri del Forum.

Compito del Forum è, infatti, quello di programmare seminari e conferenze sui problemi della legalità e della sicurezza urbana. Ne fanno parte le Forze dell’Ordine, le associazioni sportive e culturali, le organizzazioni sindacali e di categoria, le istituzioni scolastiche e tutti quei soggetti che vorranno dare un proprio contributo per promuovere la cultura della legalità nel territorio.

Il primo a prendere la parola è il sindaco Squicciarini, che ha voluto iniziare il proprio intervento commentando il recente danneggiamento della aule della scuola primaria in via V.Luciani ad opera di alcuni giovanissimi teppisti. Il dato che il sindaco ha voluto sottolineare è stato proprio quello relativo alla giovane età dei vandali. Si tratterebbe di minori, alcuni dei quali non perseguibili penalmente perché di età inferiore ai 14 anni. I carabinieri della locale stazione hanno infatti individuato i presunti responsabili degli atti vandalici che hanno causato danni per oltre 25.000 euro alla struttura. Il Comune nel frattempo ha deciso di costituirsi parte civile nei confronti delle famiglie dei giovani presunti responsabili del raid.

“Sitiamo pensando ad una misura esemplare – annuncia Squicciarini – in risposta al danno sociale provocato. I genitori dei ragazzi saranno chiamati a risarcire la nostra comunità, perchè quella scuola è un bene che appartiene a tutti”.

Interviene, quindi, il presidente del Consiglio comunale, Angelo Maurizio, che sulla scia di quanto appena detto dal sindaco, aggiunge:”la colpa non è dei ragazzi ma delle loro famiglie”. E prosegue, rivolgendosi ai dirigenti delle scuole primarie, presenti all’incontro, e li esorta “affinché compiano un ulteriore sforzo per far comprendere agli alunni cosa sia il senso civico”.

Se è vero che le responsabilità di atteggiamenti socialmente dannosi sia attribuibile ai genitori degli autori di tali atti, è anche vero che la scuola primaria di Acquaviva, già in passato, ha messo in atto percorsi di educazione alla genitorialità, attingendo ai fondi struttturali P.O.N.

Sabatina Aresta, dirigente scolastico del I Circolo Didattico “De Amicis” è intervenuta nel dibattito rimarcando proprio questo aspetto della più complessa problematica della devianza minorile.

“La scuola pone le basi del senso morale ma la famiglia deve riuscire a conciliare i moderni stili di vita con i valori antichi. Porre delle barriere a determinati comportamenti come il consumo di alcol e stupefacenti significa, nella pratica, imporre delle regole in merito agli orari, agli ambienti e alle compagnie che i loro figli frequentano”. E aggiunge: ” educare i propri figli significa accompagnarli nella fruizione dei mezzi di informazione. I mass media posso veicolare valori negativi che, se non filtrati, possono attecchire nelle menti facilmente influenzabili dei minori”.

Anna Maria Bosco, dirigente del II Circolo Didattico “Collodi” ravvisa forti responsabilità soprattutto ” in una società molto fragile e disunita, come la nostra. Una società liquida, come la chiama il sociologo Bauman, che sembra aver perso i propri valori tradizionali”. Per questo motivo, la dirigente auspica “che la scuola intercetti tutte le forze buone della società per sviluppare il senso civico nei giovani attraverso una sinergia con tutte le istituzioni e con percorsi formativi paralleli che interessino tanto i bambini quanto gli adulti “.

Per Vito Petrelli, già sindaco di Acquaviva e a lungo preside di un istituto superiore, “non ci troviamo di fronte a un problema di carattere antropologico ma siamo piuttosto alle prese con i sintomi di un malessere sociale diffuso. Per affrontare questo momento difficile non dobbiamo farci tentare dalla scappatoia della repressione, perché sarebbe un atteggiamento sbagliato e inefficace. Puntiamo, piuttosto, sulla prevenzione dei fenomeni di cui stiamo discutendo oggi”.

Cataldo Colangiulo, consigliere comunale e promotore del forum, prosegue sulla scia di quanto affermato da Petrelli dicendosi “contrario a coloro che invocano l’istituzione di ronde. Sarebbe sbagliato e inutile, in considerazione del fatto che la criminalità è un fenomeno diffuso che non può essere contrastato con mezzi inadeguati e che altrove, peraltro, non hanno prodotto risultati positivi”.

Luca Dinapoli, segretario cittadino CGIL, chiede all’assemblea “quali iniziative, in concreto, debbano essere messe in campo per contrastare un fenomeno così articolato nelle sue cause e nei suoi intrecci col tessuto sociale nella sua interezza” esortando così l’assemblea a produrre suggerimenti che possano trovare riscontro in azioni adottabili dall’amministrazione comunale.

Vito Abrusci, rappresentante locale della Confcommercio, ritiene che per affrontare il tema della criminalità nel suo complesso, occorra coinvolgere ulteriori soggetti. “Coinvolgere nel Forum il settore creditizio – afferma Abrusci – può essere utile ad avere un avere un quadro più completo del problema della criminalità nel nostro paese”. Il suo intervento punta, inoltre, a mettere in luce fenomeni quali l’usura e il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. Aspetti che non hanno lo stesso impatto mediatico rispetto ad altri ben più eclatanti ma che danneggiano gravemente il tessuto sociale e in particolar modo il settore produttivo.

L’incontro di giovedì sera ha registrato altri interessanti interventi, che per brevità non citeremo, ma che hanno animato questo primo interessante incontro del Forum. I prossimi incontri saranno probabilmente itineranti. Il sindaco Squicciarini ha infatti annuciato che il prossimo potrà tenersi in piazza Zirioni, luogo simbolo di un processo di degrado penetrato ormai fin nel cuore del paese.

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Commenti

  • Saverio Francesco Iacobellis (utente non verificato)

    Io mi congratulo con la vostra testata: perché è stata capace, assieme ad altre, di sollevare un fenomeno sensibile quale quello della sicurezza. L’unica cosa che vorrei suggerire, anche se resto un perfetto signor “nessuno”, è spostare poi l’attenzione critica su temi quali solidarietà e problemi sociali (disagio giovanile, senile e occupazionale). Quanto al Forum, ottima cosa: è una conquista. Ma bisognerà formulare soluzioni concrete. E suggerisco gratuitamente… Primo: più telecamere; in punti nevralgici fuori o dentro il centro abitato. Secondo: istituire, almeno una volta ogni trimestre, un’ora di legalità presso le aule magne di tutte le scuole della città; presiedute direttamente da un pubblico ufficiale. Ultima cosa, ma forse meno importante o urgente, sarebbe la creazione di un laboratorio “artistico” giovanile per incanalare il potenziale di alcuni per un’idea di promozione e merchandising locale. O una (eventuale) scuola serale di italiano gratuita per i neo-immigrati.

  • piero antonelli (utente non verificato)

    Ma scusate ma chi parla di sicurezza, gente che non sà neanche da dove comincia…non sarebbe opportuno far parlare chi nè ha la facoltà ? mah roba da pazzi…!!!!!

  • Saverio Francesco Iacobellis (utente non verificato)

    Mi rivolgo direttamente al buon Sergio: si potrebbero, in futuro, fare due analisi? L’una, sull’andamento reale del mercato (locale) del lavoro ad Acquaviva… L’altra, sulla comparazione 2002 e 2012 della condizione sociale dei giovani acquavivesi?… Io non voglio salire in cattedra: non m’interessa. Vorrei solo che persone più autorevoli e competenti possano riflettere anche su questi punti. E comprendere, in futuro, come “inventare”, “creare”, nuova occupazione: come primo impiego o anche solo secondario. (Sono già sicuro che le mie presenti parole saranno un po’ “trascurate”…) E chiedo a Sergio, possibilmente, di esprimere una sua analisi. Saluti.

  • Saverio Francesco Iacobellis (utente non verificato)

    Spendo con piacere un ultimo commento: io credo (direttamente) che i giovani acquavivesi, guardando ai temi della politica locale, devono “comunque” interessarsi ai loro problemi… Organizzandosi con un network di associazioni e movimenti per discutere della loro (attuale o futura) condizione sociale. Io non aggiungo altro. Se si vuole vivere di status symbol e di apparenze va bene uguale: finché regge il velo…