Vandali e piromani devastano “Scappagrano”

Sergio Carlucci

Danni alle strutture e alle attrezzature per una cifra stimata intorno ai 500.000 euro

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Vandali “demoliscono” il centro sportivo intitolato a “Tommaso Valeriano”. Il centro, noto anche come “Scappagrano”, il nome della contrada in cui sorge la struttura sportiva, è oggetto da più di un anno di una serie di raid notturni da parte di non meglio identificati teppisti che vi si introducono nottetempo forzando le recinzioni e devastando ogni cosa gli capiti a tiro. Attrezzature e strutture sono irrimediabilmente compromesse: estintori danneggiati, idranti srotolati, mattonelle divelte, finestre e porte rotte, teli squarciati, reti dei campi da tennis strappate in più parti. Neanche la tensostruttura è stata risparmiata dalla furia distruttrice dei balordi, che hanno iniziato a colpire anche le opere in muratura con un metodo che appare quanto mai preciso e calcolato. Come se si trattasse di muratori specializzati in demolizioni. Pochi giorni fa, inoltre, i “demolitori” hanno appiccato il fuoco a due alberi che costeggiano le recinzioni del centro sportivo.

Già l’estate scorsa il sindaco Francesco Squicciarini aveva segnalato alle forze dell’ordine il reiterarsi di tali episodi. È passato circa un anno e la situazione, lungi dal risolversi è invece peggiorata. Le nuove e ripetute incursioni notturne hanno prodotto danni alle strutture e alle attrezzature per una cifra stimata intorno ai 500.000 euro.

Nel corso di un anno, comunque, il Comune ha pensato di risolvere la situazione bandendo una gara in progetto di finanza per affidare a un privato la struttura, senza che, tuttavia,  nessuno si sia fatto avanti. La gara, infatti, è andata deserta.

Oggi, lo scenario che si presenta agli occhi di chi visiti Scappagrano dall’interno, rimanda alle immagini trasmesse dai telegiornali durante la guerra che devastò i Balcani nei primi anni novanta. “Sembra di trovarsi a Monstar e non ad Acquaviva”. Con queste parole, il dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune, Giovanni Didonna, esprime  tutto lo sdegno e l’incredulità che accompagna la visione di strutture che fino a poco tempo fa erano integre e funzionanti e che ormai sono diventate fatiscenti e inutilizzabili.

Altrettanto sdegno vibra nelle dichiarazioni di Dino Mastrorocco. L’assessore al Patrimonio Comunale punta il dito contro “l’inciviltà dilagante di una parte esigua della popolazione, che con gesti di questo tipo danneggia irreparabilmente un bene che è di tutti e che per questo motivo dovrebbe essere custodito e protetto da ogni  singolo cittadino, al pari di un bene privato”.

Ci si chiede, dunque, quali siano i motivi che hanno portato alla devastazione del centro sportivo. Risulterebbe riduttivo far ricadere tutte le responsabilità sull’azione scellerata di qualche balordo.  L’intervento dei vandali è forse solo la cornice di una problematica che interessa la gestione della struttura. Una gestione caratterizzata da scelte e provvedimenti inefficaci quanto intempestivi.

È mancata, innanzitutto, un’azione di prevenzione seria. La struttura non usufruisce di alcun servizio di guardiania. Non sono presenti sistemi di tele vigilanza nei pressi del centro sportivo e nemmeno al suo interno, nè si è pensato di stipulare una convenzione con istituti di vigilanza che ponesse in essere una qualche forma di deterrenza.
Pare che questi interventi costino troppo.
Almeno questo è quanto ci si sente dire da più parti ai piani alti di Palazzo De Mari.
Poi si viene a sapere che in un anno “Scappagrano” ha subito danni per mezzo milione di euro.

E se parte delle responsabilità ricade sull’amministrazione comunale, si è ancora ben lontani dal capire come si voglia intervenire per salvare quel che resta e per fornire spazi idonei alle associazioni sportive presenti nel territorio.  

In realtà, se si parla di recupero dell’esistente, c’è ben poco da fare. Occorre forse predisporre un nuovo progetto di finanza che dia maggiori garanzie – rispetto a quanto si è già fatto o si è tentato di fare – di intercettare capitali privati.
L’ultima gara indetta dal Comune prevedeva la ristrutturazione della struttura, offrendo la possibilità al nuovo gestore di recuperare quanto investito anche attraverso i guadagni derivanti dalla gestione di un bar. Ma la cifra da investire si aggirava intorno al milione e mezzo di euro. Una somma ingente che deve aver scoraggiato i potenziali partecipanti al bando di gara.

E adesso che il centro “Tommaso Valeriano” è ridotto in macerie cosa bisognerà inventarsi per sottrarre quegli spazi al degrado? Quale genere di attività imprenditoriale potrà mai garantire un ritorno dei soldi che occorre investire per rimettere in sesto un rudere?

E soprattutto, come si è arrivati a tanto? Per capirlo occorre fare qualche passo indietro.

Siamo nel 2008, Franco Pistilli, a due anni dalla riconferma, è il sindaco di Acquaviva. La gestione dei servizi del Centro Sportivo “Tommaso Valeriano” e del Campo “Giammaria” viene affidata alla società aggiudicatrice, la Sport Project a.r.l., di Vittorio Vetrano.

Il contratto d’appalto ha una durata di due anni e sei mesi, scaduti i quali è possibile procedere ad una proroga, non tacita.

Siamo adesso nel 2010, Francesco Squicciarini è il nuovo sindaco di Acquaviva. Alla scadenza del contratto, in data 31 dicembre 2010, la richiesta di proroga inoltrata dalla Sport Project alla nuova Amministrazione viene respinta. La gestione degli impianti è infatti giudicata non del tutto conforme a quanto previsto dal Capitolato d’appalto: le valutazioni espresse dalla Giunta si basano su quanto emerso da un sopralluogo effettuato da alcuni componenti della Consulta dello Sport, in data 30 novembre 2010.

Sopralluogo che s’inserisce in un programma di monitoraggio dei servizi e delle strutture sportive, avviato dall’allora assessore allo Sport, Francesca Pietroforte, attraverso la somministrazione di questionari ai componenti delle associazioni locali.
Le lamentele in merito ai servizi forniti dal gestore e alle cattive condizioni di manutenzione degli impianti vanno quindi individuate come i principali motivi del rifiuto della proroga.

L’unico favorevole alla proroga è il vicesindaco Mastrorocco. Ritenendo non praticabile la strada dell’affidamento alla Consulta e in attesa di individuare altre soluzioni, il vicesindaco trova rischioso interrompere la gestione delle strutture. Mastrorocco, inoltre, si dice preoccupato che le stesse precipitino rapidamente in uno stato di abbandono.
La nuova Giunta, quindi,  prevede di riqualificare il Centro “Tommaso Valeriano” ricorrendo al project financing.

Succede anche che Claudio Solazzo e Oronzo Capozzo, per conto delle società sportive da loro rappresentate, si offrano di gestire gratuitamente la palestra, dove, oltretutto, potrebbero continuare a disputare le gare gli oltre duecento atleti iscritti all’”Amicizia Volley” e alla “Volley 2000”.

Cosa che si verifica solo a partire da maggio fino a metà giugno del 2011, dopo quattro mesi dalla fuoriuscita del vecchio gestore. Da qual momento in poi gli atleti delle due società sono costretti a pellegrinare, con notevoli disagi, per le palestre degli istituti scolastici dislocati nel paese.

Oggi qualcuno ritiene che la scelta di non rinnovare il contratto con la Sport Project a.r.l., di Vittorio Vetrano sia stato un grave errore.

Altri ipotizzano che la struttura in futuro possa ospitare attività diverse da quelle che solitamente si svolgono all’interno di un centro sportivo comunale: qualcosa di più simile ad un centro benessere che ad una palestra con qualche campo da tennis intorno.

Una soluzione che dal punto di vista della normativa in materia di urbanistica non dovrebbe incontrare grossi ostacoli. Seguendo quest’ultima ipotesi, comunque, bisognerebbe rivedere l’impianto complessivo di una struttura sulla cui realizzazione e manutenzione è stata spesa nel corso degli ultimi anni una grande quantità di soldi pubblici. Ma comunque, è bene sottolinearlo, si tratta solo di un’ipotesi tra le tante, più o meno fantasiose, che si stanno sviluppando intorno al futuro del Centro Sportivo “Tommaso Valeriano”. E a quello che se ne vuole fare.

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Commenti

  • io tu (utente non verificato)

    Adesso attendo un commento dal nostro mai troppo poco amato ex-sindaco ….

  • Stay Loud Radio (utente non verificato)

    è assurdo come si sta evolvendo la situazione , io ci abito quasi a fianco , e quando c’era l’incendio l’ho visto evolversi , bisogna prendere assolutamente dei seri provvedimenti perché inoltre l’incendio di scappagrano , hanno anche incendiato le campagne vicine , dove io e i miei vicini in attesa dei vigili del fuoco cercavamo di spegnerlo ….. è davvero schifoso , quello che sta succedendo nel nostro paese ….che vergogna …… Stay Loud Radio