Look americano? Allora paga di più!

L’ipotesi di tassare il cibo spazzatura manda in depressione i più golosi
Uno studio condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, parla di obesi in età adulta pari al 10% della popolazione, circa 5 milioni di persone che pesano con un costo sociale e quindi sanitario di 8,3 miliardi di euro annui. Mentre la nostra amata regione Puglia conta oltre un milione di gente in sovrappeso, posizionando la Puglia al terzo posto fra le regioni italiane per i casi di obesità. Ormai da anni o decenni la cucina e la dieta mediterranea viaggiano in parallelo con i grandi colossi dell’industria alimentare, in particolar modo delle grandi catene di fast food che sfornano nuggets; carni se pur di pollo ma da provenienze ignote; fritture di ogni genere con oli fantomatici… Eppure quando si esce da un Mc, Burger King, KFC si è sempre soddisfatti o per lo meno con la “panza” piena, lo assicura chi vi sta scrivendo.
Tra i primi paesi ad applicare la cosìddetta tax food fu la Romania, l’accisa sul junk food, causò una forte ondata di polemiche ma venne giustificata dal fatto che i ricavati sarebbero stati destinati a programmi di educazione alimentare e sanitario, ciò che più o meno si vuol fare nel bel Paese italiano. L’UE applaudì la decisione del ministro romeno Attila Czeke e poco dopo a Bruxelles, furono varate regole destinate ai paesi dell’Unione Europea, per i cosiddetti profili nutrizionali. Da qualche settimana anche in Italia si parla di un’ipotetica tassazione sui cosiddetti “cibi spazzatura”, l’ipotesi è attualmente allo studio del ministro della Salute, i ricavi del junk food, andrebbero a beneficio di ospedali per costruzioni o ammodernamenti. Ma il punto è: quali sono le caratteristiche che deve avere una tassa sul cibo per essere veramente efficace e per essere accettata dalla popolazione? Ad esempio un aumento del prezzo che oscilla da 1 a 8 punti percentuali, non avrebbe nessun riscontro in quanto si tratta di un aumento troppo basso del prezzo, aumento che è stato fatto prendendo come caso in esame la tassazione dei soft drink statunitensi. Infatti, questi ultimi hanno subito un leggero aumento del prezzo che non è pesato molto sul cliente.
Quindi, gentili lettori di AcquavivaLive, secondo voi è giusto applicare una tassa sul cibo spazzatura al fine di diminuire i consumi e quindi le conseguenti malattie come l’obesità le quali comportano cure sanitarie?
Vito Mastrorocco





Commenti
Si’, ed era ora, se solo aveste idea di che cosa provocano i suddetti cibi e i relativi additivi vari, vi segnalo questo link: http://www.youtube.com/watch?v=m9tMx83C6w8 Allo stesso tempo pero’ si dovrebbe abbassare il prezzo dei prodotti ortofrutticoli e incentivare la biodiversità e il biologico.