“SeptembeerFest”, Simone: «Dio salvi la Birra!»

La Redazione

Al Pecora Nera Country Pub da oggi venti giorni di festa e "orgoglio brassicolo".

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Se esiste una giornata dell’orgoglio “brassicolo” – al grido di “Dio salvi la Birra” – quella giornata è oggi, si celebra a Cassano e suoi protagonisti sono il “team” che circonda Pino Simone, il titolare del “Pecora Nera”, che stasera darà il via alla “SeptemberFest”, da questa diciassettesima edizione ribattezzata “Septembeerfest”.

Quella di Simone è quasi una missione: portare il verbo della buona birra e della sua cultura straordinaria nel mondo e salvare questa sorprendente bevanda e i suoi sempre più numerosi convinti cultori.

«Per noi la birra è cultura da oltre 30 anni – dice ad AcquavivaLive.it Pino Simone -. Più di undicimila giorni della nostra vita investiti per conoscere e sapere, ed in questo lungo periodo abbiamo assimilato notevoli informazioni su una delle bevande più antiche del mondo. Con questo bagaglio di informazioni ci presentiamo  con la nostra “Septembeerfest”, per far godere i sensi».  Come accadrebbe in ogni paradiso che si rispetti.

Il Pecora Nera Country Pub (appunto “il luogo dove la birra è cultura”) allora cerca i suoi “adepti” per questi venti giorni di intensa celebrazione tra persone disposte a non “tracannare” punto e basta, ma ad essere riflessivi, a cogliere «sapori e colori», dice Pino Simone.

«Proporre un prodotto di largo consumo, facilmente reperibile – ci spiega Simone – non è la nostra missione. Noi facciamo esattamente il contrario: cerchiamo nella nicchia piccoli birrifici che conservano antiche ricette da “rispolverare” e come ogni anno riusciamo nel nostro intento. La birra della festa, infatti,  è la “Norbertus FestBier”, di 5,8 gradi, una vera e propria specialità». Ma ci sono anche la Radeberger Pils, la NewCastle Brown Ale e la Guinness, più stinco, salsiccia, bistecca e altra succulenta gastronomia, spesso a km 0.

I punti fermi della festa sono come una litania che si dice in un sol respiro: «Nessuna coda alla cassa, “Norbertus festbier” alla spina infustata per l’occasione, 50 tipi di birra in fusti e bottiglie, bandita la plastica, stinco fresco arrosto, ingresso gratuito, ampio parcheggio a vista e gratuito, 10 band dal vivo, di cui alcune europee, ambienta pulito in tutti i sensi, no caos, tutti serviti ai tavoli, no cover band».

«Grinta, qualità, esperienza e lungimiranza – afferma Pino Simone – caratterizzano il team di esperti della “Septembeerfest”».

Al titolare del “Pecora Nera” non manca la capacità immaginifica per spiegare le sue posizioni: «La scelta delle birre – dice – la fa una persona esperta nel settore, che seleziona nelle nicchie aziende che posseggono ricette antiche e tradizionali da rispolverare e condividere con i nostri amici e non da un pastore sardo. La scelta musicale è affidata a chi cavalca palchi di mezza Europa (Francesco Luiso, ndr) ed è tuttora attivo nel settore e non ad un macellaio cubano. Le scelte inerenti alle idee che ci promozionano, alla grafica, all’immagine della “‘Septembeerfest’” all’esterno sono affidate ad una persona (Paolo Racano, ndr) riconosciuta nel mondo pubblicitario quale persona illustre nel settore e non ad un carrozziere ligure».

«La spillatura ad esempio – continua Simone – da noi è di qualità, effettuata da specialisti, nel corretto modo di servire un prodotto, e non da ragazzini raccattati da giardini pubblici a basso costo e senza capacità nel comprendere l’importanza di tale attività».

Chiaro. Competenze  disposte, inoltre, anche ad essere “interrogate”, su Facebook o direttamente alla festa, per capire ciò che si beve, si mangia, si ascolta, si vede, perché, nel verbo di Simone  e dei suoi collaboratori, è nella condivisione che la conoscenza si fa cultura.

«Non siamo un grande fratello della birra, il nostro team è composto da persone esperte nel proprio settore, che dedicano le loro attenzioni alla qualità, che hanno sposato una causa ben precisa, quella di formare una sorta di zona franca, Pecora Nera, che si distingue per caratteristiche superlative e che lavorano principalmente per il benessere dei nostri clienti ai quali mai proporremo ritagli di maiale, quasi  cibo per animali, cotti col pomodoro, mai proporremo quale specialità principale una birra reperibile in qualsiasi discount».

È furore e fervore missionario? «Noi crediamo veramente – ci dice ancora Pino Simone – e senza peccati di presunzioni di rappresentare eccellenze settoriali e non palesi mediocrità e per questi valori vogliamo essere testati per elevare gli standard birrai. Lontano dai miei obiettivi quello si attaccare “altre feste in zona” poiché sono convinto che il target degli utenti birrai sia ampio e articolato e per questa ragione “le feste della birra in zona” esistono perché esistono utenti i quali ignorano i valori su descritti e pertanto auguro loro lunga vita e serenità quotidiane. Vogliamo solo una pacifica convivenza e auspichiamo che la fascia di mercato che vogliamo sensibilizzare e circoscrivere si concretizzi sempre più e venga a testare i nostri valori».

E allora non resta che “testare” anche questo grande evento lungo 20 giorni, “patrocinato dalla birra di birra di qualità”.
Per il programma della Septembeerfest clicca qui.

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