Solazzo parla della mozione di sfiducia a Maurizio

Intervista al consigliere comunale Claudio Solazzo
A pochi giorni di distanza dall’ultimo consiglio comunale non si spegne la discussione relativa alla mozione di sfiducia presentata nei confronti del presidente del Consiglio Comunale. Claudio Solazzo, consigliere di opposizione, torna sulla questione rispondendo ad alcune domande.
Il conglio comunale è iniziato subito con la polemica.
È iniziato nel peggiore dei modi. Gli ordini del giorno erano stati formulati in maniera erronea. Nel momento in cui viene presentata ex articolo 32 del Regolamento Comunale una mozione con contestuale richiesta di convocazione del consiglio comunale, come era nel caso della mozione di sfiducia, tale richiesta va messa al primo punto all’ordine del giorno. E la stessa segretaria, anche se in maniera tardiva, ha interpretato il regolamento in maniera chiara e obiettiva. La maggioranza però ha deciso di non provvedere a rimediare all’errore nella formulazione dell’ordine dei punti all’ordine del giorno.
Comunque sia, nella mozione si fa riferimento a diversi episodi ritenuti non consoni alla carica ricoperta dall’avvocato Maurizio. Quali sono?
Non c’è stato un episodio in particolare. Il problema è che ci sono stati svariati comportamenti che i consiglieri comunali non hanno ritenuto idonei alla figura del presidente del consiglio. Il comportamento di terzietà non solo deve essere costante durante i consigli comunali, ma anche nel modus agendi quotidiano dello stesso.
Abbiamo contestato durante le riunioni dei capigruppo una questione fondamentale, che è quella della data in cui si deve celebrare il consiglio. L’individuazione della data è una farsa. Io sono capogruppo, e quindi parlo per testimonianza direttissima. Ci ritroviamo spesso dinanzi a scelte già prese. Altro problema è quello relativo alla tardività nelle discussioni sia delle mozioni che delle interrogazioni. Arriviamo persino a ritardi di quasi un anno. E quando il presidente dice che è colpa degli uffici o dei dirigenti che non provvedono a rispondere nel caso delle interrogazioni, gli vorrei ricordare che lui è il diretto interlocutore del consiglio, colui che ha la responsabilità a provvedere che siano rispettati i tempi.
A qualcuno le motivazioni che hanno portato a presentare la mozione di sfiducia sono sembrate pretestuose.
È evidente che le motivazioni condivise da dieci consiglieri non sono pretestuose perché nell’assise comunale ogni decisione presa ha valore amministrativo e non politico.
A volte noi consiglieri di minoranza veniamo accusati di essere troppo polemici, ma la realtà è che spesso da parte della maggioranza c’è spesso un comportamento irrisorio nei nostri confronti, comportamenti che non sono decorosi per una assise consiliare.
E se dicessimo che quella mozione era solo una prova di forza?
No, assolutamente. Certo ha un valore anche politico. Ma non era solo una prova di forza, come un elemento del tutto politico, come diceva la Morano. È ovvio che, oltre al valore sostanziale della mozione, vi sia un valore politico, dato dal fatto che dieci consiglieri ritengono che il ruolo del presidente non sia ricoperto in maniera idonea.
Francesco Lopuzzo





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