Accadde in Acquaviva …

Ritorna la rubrica storica curata da Nunzio Mastrorocco
Prosegue la rubrica, a cura dello studioso e appassionato della materia Nunzio Mastrorocco – che ringraziamo per aver risposto alla nostra richiesta di collaborazione, facendoci omaggio del suo prezioso contributo – dedicata all’approfondimento della storia di Acquaviva delle Fonti. La struttura della rubrica – che ha cadenza periodica – prevede rapidi “salti” nel passato. Le date prese in esame coincideranno con il periodo di pubblicazione dei singoli articoli. La selezione degli argomenti, per esigenze di spazio, non ha la pretesa di fornire un compendio esaustivo dei periodi considerati. Per ulteriori approfondimenti, pertanto, si rimanda il lettore ai link – in calce a questo articolo – del sito del curatore della rubrica.
…accadde in Acquaviva …
A cura di Nunzio Mastrorocco
1296 – Durante il regno di Carlo II lo Zoppo, succeduto al padre nel 1289, chiese e monasteri baresi godono di una politica di particolare favore. Enrico de Gherardo, Razionale della Regia Curia, riconferma all’arcivescovo di Bari gli antichi diritti sul territorio di S. Erasmus (12 luglio).
1425 – Giovanna II conferma ad Acquaviva la riduzione delle tasse concessa dal fratello Ladislao nel 1414 (28 luglio).
1647 – La politica di inasprimento delle tasse trova il suo culmine con il ripristino della tassa sulla frutta. A Napoli cavalcando la protesta popolare un pescivendolo, Tommaso Aniello, detto Masaniello, s’improvvisa capopopolo e rivendica la piena parità coi nobili nel governo della città, un’equa ripartizione dei debiti nonché l’abolizione delle esose gabelle (7 luglio).
Bernardino de Quinonez, Capitano e Governatore della Terra di Bari, ordina alla milizia civica di Acquaviva di assalire Cassano, ribellatasi ai propri feudatari, sull’onda della rivolta napoletana. Quando si diffonde la voce dell’esistenza di bande di briganti nelle vicinanze, le intere popolazioni di Santeramo, Gioia, Canneto, Sannicandro, Montrone e di altre città e villaggi sprovvisti di mura, cercano rifugio in Acquaviva. La notizia è falsa ed è stata messa in circolazione dai feudatari pugliesi che temono l’estendersi dell’insurrezione guidata dal capopopolo locale barese Ippolito Pastena.
1780 – Nella storica diatriba tra la Chiesa barese e quella di Acquaviva, Ferdinando IV accoglie l’istanza di V. G. Persio, arciprete acquavivese, disponendo che lo stesso “si reintegri nel possesso di sua giurisdizione” (15 luglio).
1800 – La Suprema Giunta di Stato, dietro richiesta di don Francesco Soria, ordina il sequestro dei feudi di Acquaviva e Gioia posseduti dal principe De Mari ed alcuni parchi di proprietà della madre, la principessa Maria Caracciolo. Solo dopo vivaci proteste i feudi vengono dissequestrati (16 luglio).
1817 – La Restaurazione favorisce la sanguinosa vendetta dei reazionari borbonici, imprigionati durante il governo dei Napoleonidi che «in nome del Re e della fede» compiono ogni sorta di razzia e violenza. Nel frattempo, come risposta alle prepotenti repressioni della Polizia borbonica, si costituisce anche ad Acquaviva, da sempre di fede antifeudale e repubblicana, una “vendita” carbonara: i “Proseliti di Catone”, le cui riunioni segrete avvengono nei sotterranei del Convento dei frati minori dei Francescani (zoccolanti) e della Chiesa di S. Maria Maggiore. E’ sindaco Giulio Jacobellis (11 luglio).
1820 – Sull’onda della rivoluzione avvenuta in Spagna solo alcuni mesi prima scoppiano tumulti anche nel Regno di Napoli. Ad Acquaviva la notizia dei tumulti napoletani viene accolta con manifestazioni di giubilo da parte dei carbonari che sfilano per la città con la bandiera rossonerazzurra. Nell’intento di far sentire al popolo i benefici effetti del nuovo regime e di far comprendere il significato di quei moti liberali, il neo sindaco Vito Marino Cirielli dà ordine che il sale venga venduto al pubblico per 6 grana il rotolo anziché 12, assicurando il rivenditore che la perdita gli sarà a suo tempo rimborsata dalla Cassa comunale (14 luglio).
1826 – A fine luglio Pietro Rossi subentra al secondo eletto Francesco Racano (29 luglio), “funzionante da Sindaco” dopo il decesso del precedente sindaco, Parlante.
1860 – In città, che muove a favore dell’Italia unita, si scatenano gli odi più violenti contro gli ecclesiastici e i funzionari borbonici. La prima vittima della vendetta liberale è il vescovo Falconi del quale i galantuomini, gli artigiani ed i contadini acquavivesi, in una lettera indirizzata al ministro degli Interni, descrivono tutte le nefandezze perpetrate in 12 anni di prelatura e chiedono l’allontanamento dalla città (27 luglio). Egli dopo aver cercato, invano, di aizzare ancora una volta il popolo a suo favore, scappa dapprima a Napoli e poi verso il suo paese natale, Capracotta nell’Abruzzo. Proclamata la sede arcipretile vacante gli acquavivesi accettano capo della Chiesa l’arcidiacono Giuseppe Memmola, eletto dal capitolo vicario capitolare.
1898 – Intanto i locali al primo piano del Teatro Nuovo vengono adibiti a scuola elementare e vi stabiliscono la propria sede la Congrega di Carità e il Concerto Bandistico che ha da poco riportato una storica vittoria al Grande Concorso Internazionale di Torino sotto la direzione del M° Emilio Rivela. Accolta inizialmente con superficialità dalla Commissione giudicatrice e dal pubblico, la Banda di Acquaviva stupisce tutti vincendo il primo premio assoluto, consistente in una coppa di purissimo cristallo di Severes donata dal Presidente della Repubblica Francese (3 luglio).
1970 – Ad Acquaviva è sindaco il prof. Giuseppe Ieva (27 luglio).
1972 – Silvio Cirielli viene eletto senatore della Repubblica nelle liste del PSDI. Intanto il nuovo sindaco è l’avv. Vito Giorgio, democristiano (8 luglio).
1985 – Dopo un breve periodo di commissariamento del dott. Antonio Tenace, alla carica di sindaco viene eletto il dott. Saverio Vavalle (19 luglio), socialista.
1994 – Alle elezioni amministrative, le prime con l’elezione diretta del sindaco, vince l’imprenditore Giuseppe Nettis (17 luglio), sostenuto da 3 liste civiche di centro-sinistra.
Riferimenti sito-bibliografici:
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/la-nostra-storia.html
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/l–eco-del-nostro-passato.html
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/…suggestioni-d–epoca….html





Commenti
E’ sempre un piacere leggere la storia di Acquaviva. Grazie Professore per quello che ci offre.