Lo statuto che verrà

Sergio Carlucci

Intervista a Cataldo Colangiulo, presidente della prima Commissione consiliare

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La 1^ commissione consiliare ha prodotto la bozza del nuovo statuto comunale della città di Acquaviva delle Fonti.
Il documento è disponibile sul sito web istituzionale del Comune, affinché i cittadini possono prenderne visione ed eventualmente presentare al sindaco di Acquaviva delle Fonti le proprie osservazioni in merito entro domani 20 giugno 2012 tramite posta elettronica all’indirizzo email: ufficio.statocivile1@comune.acquaviva.ba.it
In occasione di questa importante scadenza abbiamo intervistato Cataldo Colangiulo, consigliere comunale e  presidente della prima Commissione consiliare.

 

Quali sono le novità di questo Statuto rispetto al passato?

Il vecchio Statuto risale al 1993, quindi circa venti anni fa e da allora si sono susseguite tutta una serie di norme, non ultima la 267 del 2000, che ha completamente stravolto quelli che erano i contenuti della norma sulle Autonomie Locali del 1990. Noi avevamo due possibilità come commissione consiliare: lavorare sullo Statuto attualmente in vigore oppure redigerne uno completamente nuovo. La commissione, di comune accordo tra tutti i componenti, ha deciso di redigerne uno nuovo. E di questo siamo fieri e orgogliosi, del fatto che, a distanza di due anni dal nostro insediamento, siamo riusciti a presentare ufficialmente la prima bozza di statuto che è unica, scritta completamente a mano e che difficilmente riuscirete a trovare in altri Comuni italiani. In questa bozza di Statuto, che io considero la Carta, la Costituzione della nostra comunità, sono inseriti tutti i valori della nostra comunità, le sue possibilità di sviluppo, le possibilità che essa avrà in futuro.

A proposito di questo, l’art. 10 dello Statuto parla di occasioni di sviluppo, ma in quali termini queste si esplicano?

L’art. 10 dello Statuto ha come principio fondamentale: «Il Comune tutela e promuove, nell’ambito delle sue competenze, lo sviluppo economico della comunità». Al terzo comma: «Il Comune sostiene le attività turistiche, promuovendo il rinnovamento e l’ordinata espansione delle attrezzature e dei servizi turistici e ricettivi». Con questo, noi intendiamo dare un segnale concreto di quello che possono rappresentare le attività commerciali per il nostro futuro.

Mettendo in relazione questo punto al centro storico, come si può concretizzare questo proposito?

Come ho detto anche nella mia relazione, l’obiettivo prioritario deve essere quello di sostenere e salvaguardare il centro storico, proprio perché può rappresentare un volano di svolta per la nostra economia. Io credo che potenziare e ristrutturare il nostro centro storico, che reputo tra i migliori della nostra provincia, se non della nostra regione, possa rappresentare veramente un’occasione importante di insediamento di attività commerciali e, quindi, rappresentare una possibilità concreta di sviluppo della nostra comunità. Naturalmente la pubblica amministrazione deve essere vicina a questi insediamenti.

Con sgravi e incentivi?

Sì. Come abbiamo fatto con il recente regolamento sul TOSAP, approvato in uno degli ultimi consigli comunali, dove abbiamo previsto per il centro storico la riconferma in terza categoria, così anche per l’insediamento di attività commerciali o di piccole attività artigianali, la pubblica amministrazione deve essere vicina a coloro che si insediano nel centro storico attraverso, appunto, il sostegno economico, il sostegno finanziario, attraverso l’incentivazione a questa attività.

Rimanendo in tema di economia, il Comune potrebbe partecipare a società miste per la gestione di alcuni servizi?

Io ritengo che, se vogliamo veramente lo sviluppo della nostra comunità, il Comune debba partecipare perché da solo non può fare più nulla. Stiamo assistendo, in questi anni, a drastici tagli di trasferimenti da parte dello Stato centrale. Non credo che solo con le nostre risorse riusciremo a garantire  i servizi minimi per la comunità. Abbiamo avuto un confronto con le associazioni di categoria, con la Confindustria, la Confesercenti e con altre associazioni. I punti salienti della nostra discussione vanno proprio in questa direzione. Di comune accordo, ci siamo dati un termine di circa venti giorni per predisporre degli emendamenti da esaminare congiuntamente con la commissione e con le associazioni di categoria e, quindi, inserire all’interno dello Statuto. Si tratta di occasioni importantissime di sviluppo per la nostra comunità.

Una di queste possibilità potrebbe interessare anche la raccolta dei rifiuti?

Anche la raccolta dei rifiuti, perché no? Anche questa può essere un’occasione così come ce ne possono essere tante altre.

Facciamo degli esempi

L’illuminazione pubblica o altre società di trasformazione. Tutte quelle società che, se realizzate, possono contribuire migliorare il livello qualitativo, economico e sociale della nostra comunità.

L’Associazione Pro Fondazione Miulli ha fatto una proposta, se vogliamo, forse provocatoria. Ha proposto l’introduzione nello Statuto della presenza di due delegati del Consiglio comunale nel consiglio di amministrazione dell’ospedale. È una strada praticabile?

In relazione a questa proposta, vi è stata una lunga discussione all’interno del dibattito tenutosi in ala nord e aperto al pubblico. Ho detto che tutte le proposte che perverranno per migliorare questo strumento che, saranno esaminate e discusse. Avranno tutte lo stesso trattamento, compresa la proposta formulata dall’Associazione Pro Fondazione Miulli. Ho detto che la proposta sarà portata all’attenzione della commissione consiliare, che mi onoro di presiedere. Dunque, in futuro eventualmente potremo essere più precisi in merito a questo emendamento specifico.

Quale tabella di marcia vi siete dati?

La tabella di marcia che ci siamo inizia con la pubblicazione sul sito web istituzionale del nostro Comune della bozza di statuto. Chiunque potrà leggerla, scaricarla, proporre osservazioni e integrazioni.
La bozza sarà affissa per venti giorni. Dopodiché, procederò immediatamente a convocare la commissione e le associazioni di categoria e, insieme a loro, a esaminare e discutere tutte le proposte e gli emendamenti che saranno pervenuti.
Sento il dovere di ringraziare ufficialmente i componenti della mia commissione consiliare e, soprattutto, il prof. Marcello Carucci il quale, con la sua presenza, la sua competenza, la sua partecipazione e garantendo la sua presenza a tutti i lavori della commissione, ha contribuito in maniera determinante alla stesura di questa bozza di Statuto, che oggi siamo fieri e orgogliosi di aver presentato alla nostra comunità.

Come mai Solazzo e Carucci non hanno partecipato a quell’incontro?

Posso semplicemente dire che quella serata era stata organizzata anche dal prof. Carucci e dall’avv. Claudio Solazzo. In una precedente riunione della commissione, avevamo stabilito questa data quale data utile per la presentazione ufficiale. Non conosco le motivazioni, non sono in grado di potermi esprimere sul perché della loro non presenza, però posso dirvi con estrema certezza che questa bozza di Statuto è anche la bozza di Statuto del prof. Carucci. Questo mi sento dirlo con estrema sincerità.

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