Squicciarini spara a zero contro i “corvi” del Prg

Sergio Carlucci

L'incontro con la stampa segue di pochi giorni il deposito del ricorso in Consiglio in Stato

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“Qualcuno spesso dimentica di essere, prima di ogni altra cosa, cittadino di questo paese”. Sono queste le prime parole che Squicciarini rivolge ai giornalisti che hanno partecipato alla conferenza stampa di stamattina. Si riferisce a coloro che hanno sparso voci confuse e “strumentalmente imprecise” sul ricorso in Consiglio di Stato avverso la sentenza che ha annullato di fatto il P.R.G..

In effetti, la questione del ricorso, nei giorni scorsi, si era tinta di giallo. Nessuno sapeva dire se e quando fosse stato depositato il ricorso. La conferma che tutto si è svolto nei tempi e nei modi giusti, comunque, alla fine è arrivata.

Sono passati solo pochi giorni, infatti, da quando il Consiglio di Stato si è  pronunciato sul ricorso proposto da Comune contro Giovanni D’Ambrosio per la riforma della sentenza del T.A.R., accogliendo l’istanza di misure cautelari provvisorie. Una boccata di ossigeno per il Comune, insomma,  in attesa che la discussione della istanza cautelare per la camera di consiglio sia discussa nell’ udienza fissata per il 10 luglio 2012.

“Il P.R.G. è di tutti e tutti devono stare attenti a quello che dicono quando ne parlano”. Squiciarini ce l’ha con i cosiddetti “corvi”. Con coloro, cioè, che si sono augurati che l’amministrazione, nel corso degli utlimi passaggi della vicenda, avesse fatto qualche passo falso.

Sì, ma chi sono questi “corvi”? Dove si annidano e, soprattutto, hanno un nome e un cognome?
Di nomi, il primo cittadino non ne fa. Dice solo che si dividono in due categorie. O in due specie.
La prima è composta da coloro che hanno interessi da tutelare. La loro posizione, quindi,  è comprensibile e non desta stupore alcuno.
Nella seconda categoria, invece, confluiscono semplici cittadini, consiglieri ed ex amministratori che credono – sempre secondo il sindaco – che affossare il piano regolatore sia un obiettivo da perseguire, al fine di fare dispetto all’amministrazione.

Stiamo parlando di voci, più o meno tendenziose, e niente di più. E invece no. Squicciarini annuncia di voler segnalare, dopo aver raccolto ulteriori informazioni, il comportamento di alcuni ex amministratori che “ si sono spesi attraverso azioni di interdizione affinché il contenzioso prendesse una piega negativa”. Un fatto grave, anzi gravissimo, su cui sembrano allungarsi le ombre cupe delle passate amministrazioni. A chi si riferisca di preciso, però, non è dato saperlo.

“Sul ricorso abbiamo mantenuto e continueremo a mantenere il più assoluto riserbo. Il nostro atteggiamento, in tal senso, asseconda la strategia impostata di concerto con la difesa della Regione”. Massima riservatezza, quindi, al fine di evitare pericolose fughe di notizie.

Si passa a discutere, quindi, degli altri ricorsi che incombono sul piano regolatore. Il sindaco si rimette a quanto  verrà stabilito  dalla magistratura e invita a “sgombrare il campo da retropensieri e da supposizioni azzardate perché tutti sappiano con assoluta certezza che l’amministrazione vuole fortemente questo piano regolatore”.

Vi sono ad Acquaviva diversi sostenitori del P.U.G. (Piano urbanistico generale), uno strumento nuovo ed agile che permetterebbe a chi è scontento del P.R.G. di rimescolare le carte e di ricominciare da zero. Squicciarini, non vuole sentirne parlare. Almeno per il momento. O meglio,  ritiene che sia necessario attivare degli studi propedeutici per vagliare la possibilità di prenderlo in considerazione in un futuro non troppo ravvicinato.

Nell’immediato, però, il sindaco vuole attivare il piano regolatore e non vuole parlare di P.U.G. per non alimentare uno “stato di indeterminatezza che può essere funzionale solo alle mire di qualcuno e non agli interessi della collettività”.

Squicciarini appare oggi fermamente determinato a “salvare” il piano regolatore approvato dalla Regione appena un anno fa. “Occorre, prima di tutto, valutare attentamente le varie istanze che sono state presentate e che fanno riferimento al piano regolatore in vigore. Dobbiamo fissare, pertanto,   dei criteri che siano validi per tutti”. E si oppone con durezza a quanti hanno ravvisato un certo lassismo nella conduzione della difesa nel contenzioso da parte dell’amministrazione. A costoro Squicciarini risponde: “Se nel corso di questa vacatio qualcuno si è illuso di poter affossare il P.R.G., sbaglia di grosso”.

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Commenti

  • nico tria (utente non verificato)

    Bravo Sindaco!! Questa è chiarezza! Ora bisogna essere consequenziali

  • nico serra (utente non verificato)

    Una popolazione in balia di giochi di potere…tipo medioevo…vorremmo tanto conoscere la massoneria acquavivese