Da Tokyo ad Acquaviva…in bicicletta

La singolare "impresa" di Hiromichi Kachi
Può capitare, camminando per le vie del centro storico di Acquaviva, di fare “strani” incontri. Come è capitato a noi, dopo aver preso un caffè in via arco Tampoia, durante una assolata mattinata di maggio. Usciti dalla caffetteria ci siamo imbattuti in un vecchietto arzillo che indossava dei pantaloncini da ciclista e un casco. Nulla di particolarmente strano, a parte la temperatura non proprio calda. Di singolare, invece, c’era il fatto che il vecchietto in questione non fosse proprio un autoctono ma avesse residenza e domicilio in un posto che si chiama Tokyo e che non è proprio dietro l’angolo. Anche questo particolare non ha nulla di eccezionale, se si considera che i turisti nipponici sono praticamente onnipresenti nel Belpaese. Il punto è che ti aspetteresti di incontrarne parecchi nelle città d’arte e soprattutto d’estate. Ma non fuori stagione e proprio ad Acquaviva. E allora, cosa ci faceva tra le viuzze del centro storico il signor Hiromichi Kachi, 74 anni ben portati e un sorriso contagioso? Ce lo ha spiegato Franco Chimienti, la persona che ha ospitato in casa Hiro, come lo chiamano gli amici, per la sua breve permanenza in città. Hiro aderisce al Grassroots International Exchange,un’organizzazione che promuove qualcosa di simile al Couch surfing, un modo di viaggiare low cost, attraverso cui ogni membro mette a disposizione e riceve la possibilità di usufruire di posti letto in ogni angolo del mondo.
E così, incuriositi dalla sua presenza ad Acquaviva, gli abbiamo rivolto alcune domande.
Ti capita spesso di viaggiare?
Sì, ogni anno, in primavera o in estate. Per almeno 40 o 50 giorni mi avventuro in compagnia dei miei due unici compagni di viaggio: lo zaino e la bicicletta.
Nessuno spostamento in auto, treno o aereo, quindi.
Assolutamente no.
Dev’essere dura!
Certo che lo è! Domani, per esempio, mi aspetta una giornata molto fredda e ventosa.
Ma non mi sembra il tipo che si lascia spaventare da un po’ di vento.
Infatti! Sono un samurai!
Che percorso hai fatto quest’anno?
Sono partito il 10 aprile da Zagabria, in Croazia, dove è atterrato l’aereo e di lì ho raggiunto la Slovenia.
Poi mi sono spostato nel nord dell’Italia. Ho visitato Venezia, mi sono arrampicato sugli Appennini con non poca fatica, per poi raggiungere l’altro lato dell’Italia, il versante tirrenico. Ho visitato Firenze, Roma, Napoli e ho continuato il mio viaggio verso sud fino a raggiungere la Sicilia. A quel punto ho iniziato a risalire la penisola, passando per la Calabria e fermandomi per pochi giorni qui in Puglia.
Cosa ti è piaciuto in particolare della Puglia?
Un po’ tutti i luoghi che ho visitato ma sono rimasto incantato da Alberobello che è un posto davvero bello!
Le tue prossime tappe?
Sorrento e Capri. Dopodiché Napoli e Roma. La capitale sarà il traguardo di questo mio viaggio. Da lì ritornerò a Tokyo, la mia città.
L’Italia non deve essere il primo paese europeo che visiti. Non è così?
Sì, ho visitato ben 26 paesi in Europa.
Quale fra questi ti è rimasto particolarmente impresso?
La Norvegia, senz’ombra di dubbio!
Ti è piaciuta Acquaviva?
Molto. Una delle città più famose al mondo!
Certo che lo è. E a te non manca il senso dell’umorismo.
Scherzi a parte, la trovo molto carina.
Come trovi la nostra cucina?
Molto buona e delicata. Mi piace molto la pasta.
Hai assaggiato la focaccia, uno dei nostri prodotti più tipici?
No, ma ho potuto apprezzare il pesce.
Lo ha mangiato cotto o crudo?
Cotto, ma di crudo ho mangiato delle ottime alici marinate.
Lo sai che qui dalle nostre parti abbiamo l’abitudine da sempre di mangiare pesce crudo, un po’ come da voi. Chissà che il sushi non sia stato inventato proprio in Puglia!
Stai scherzando, vero?
Sì, ma ti consiglio di non andare via di qui prima di aver assaggiato i nostri frutti di mare crudi.
Seguirò il tuo consiglio.
Buon viaggio e a presto.
Grazie!





Commenti
bella impresa… specialmente a quella età
Bellissima intervista, mi ha fatto sorridere e sognare…Ciao Hiro!