Accadde in Acquaviva …

Ritorna la rubrica storica curata da Nunzio Mastrorocco
Prosegue la rubrica, a cura dello studioso e appassionato della materia Nunzio Mastrorocco – che ringraziamo per aver risposto alla nostra richiesta di collaborazione, facendoci omaggio del suo prezioso contributo – dedicata all’approfondimento della storia di Acquaviva delle Fonti. La struttura della rubrica – che ha cadenza periodica – prevede rapidi “salti” nel passato. Le date prese in esame coincideranno con il periodo di pubblicazione dei singoli articoli. La selezione degli argomenti, per esigenze di spazio, non ha la pretesa di fornire un compendio esaustivo dei periodi considerati. Per ulteriori approfondimenti, pertanto, si rimanda il lettore ai link – in calce a questo articolo – del sito del curatore della rubrica.
…accadde in Acquaviva …
A cura di Nunzio Mastrorocco
1270 – Acquaviva viene infeudata al cavaliere francese Guglielmo I de Satiguevilla a cui ben presto succede il figlio Guglielmo II. Sotto la signoria di quest’ultimo si accentuano in maniera spaventosa le tasse ed i tributi che il popolo è costretto a pagare. A causa della politica espansionistica di re Carlo, infatti, le finanze del regno sono dissestate, l’amministrazione in disordine, le strade in rovina e tutto il meridione è notevolmente impoverito a causa anche di carestie e calamità naturali. Guglielmo denuncia l’esorbitanza dei tributi e, grazie alla considerazione che gode presso il sovrano, ne ottiene una dilazione del pagamento. Ottiene, inoltre, una maggiore protezione per gli abitanti acquavivesi affinché non vengano più molestati dalle bande di briganti provenienti dai villaggi viciniori (17 giugno).
1346 – Acquaviva viene valutata in base al reddito annuo di 180 once d’oro (15 giugno) e resta un possedimento di Bertrando del Balzo.
1486 – Dopo alcuni mesi di guerra, parecchie città del Barese, tra cui Acquaviva filoangioina, sottoscrivono una tregua (5 giugno) che anticipa la pace stipulata tra Ferrante e il papa (11-VIII). Il re invita i baroni a corte per festeggiare la riconciliazione ma quando tutti sono in una grande sala, ad un segnale convenuto, fa chiudere le porte di uscita, dà ordine di disarmare gli ospiti e li imprigiona.
1713 – L’avvocato Francesco Miulli, morto senza eredi (3 giugno), lascia l’intero patrimonio all’Ospedale dei Pellegrini, ubicato presso l’antica Porta Nuova.
1810 – Un decreto obbliga i comuni a rilevare in apposite liste “i malviventi, gli oziosi e i vagabondi”, e nel caso in cui non sia possibile trovare gli autori delle aggressioni si addossa ai municipi e ai più ricchi proprietari del paese, la responsabilità civile dei furti perpetrati nei territori comunali (21 giugno). Il sindaco della città è Francesco Aulenta.
1818 – Il Concordato e la bolla pontificia «De Utiliori» (27 giugno) negano l’autonomia della prelatura di Acquaviva nei confronti della curia barese autorizzata “ad assumere il Governo spirituale dell’Abbadia di Acquaviva e ad esercitare sul territorio della medesima quella giurisdizione ordinaria che le spetta nella propria Diocesi sino a che non sia altrimenti disposto dal Santo Padre”. Ciò provoca violente proteste da parte del clero, del decurionato e dell’intera cittadinanza.
1829 – Il sindaco di Acquaviva è Francesco Stella (5 giugno).
1842 Dopo alcuni tentativi dell’arcivescovo di Bari, Clary, di far nominare arciprete un uomo di propria fiducia che garantisse cieca soggezione alla curia barese, il re elegge il canonico Giovanni Domenico Falconi, vicario generale di Molfetta alla vacante arcipretura di Acquaviva (1 giugno). Questi, però, preoccupato e soprattutto dubbioso circa le reali prerogative dell’arcipretura di Acquaviva rispetto alle pretese del vescovo barese rinuncia alla nomina dichiarando che l’unico mezzo per dirimere la secolare controversia sarebbe un atto di volontà del re “che quella Chiesa al Santo Padre commendasse per farla tornare allo stato di Nullius” perso nel 1818. 1860 – L’acquavivese Francesco Raffaele Curzio, capitano di Stato Maggiore, partecipa alla Spedizione dei Mille e rimane ferito durante i combattimenti di Palermo (6 giugno).
1940 – I travolgenti successi nazisti spingono Mussolini ad entrare in guerra contro Francia e Inghilterra (10 giugno) nella convinzione che «un migliaio di morti da buttare sul tavolo della pace» avrebbe garantito all’Italia la sua parte di bottino. Anche Acquaviva esulta all’entrata in guerra dell’Italia convinta che questo sia l’unico modo per entrare tra le grandi potenze mondiali ma che si rivelerà, invece, un tragico errore. Durante alcuni scavi agricoli, in contrada Salentino, viene alla luce un antico sarcofago contenente uno scheletro umano e circa una quindicina di anfore e vasellame vario.
1946 – Nonostante la tardiva abdicazione del re Vittorio Emanuele III in favore del figlio Umberto II, il referendum istituzionale (2 giugno), nel quale votano per la prima volta anche le donne, dà la vittoria alla repubblica. Ad Acquaviva, invece, vince, come in tutto il Meridione, la monarchia.
1952 – Mentre in tutta Italia si acutizzano le tensioni sociali per la grave disoccupazione, alle elezioni amministrative si confrontano due movimenti: la DC e il cosiddetto movimento della “concentrazione” che riunisce, contro l’egemonia democristiana, tutti gli altri partiti e le organizzazioni indipendenti. Dopo un’aspra campagna elettorale vincono i partiti della concentrazione, presentatisi ciascuno autonomamente e con simboli diversi da quelli tradizionali. Il “Gallo” del PCI e la “Campana” del PSI conquistano ciascuno 7 seggi, la lista “S. Eustachio”, di orientamento monarchico liberale ne conquista 6 e la DC 9. Viene eletto sindaco il dott. Giovanni Francone (3 giugno). Viene nominato governatore dell’Ospedale Miulli don Giovanni Tritto. Inizia per il nosocomio, un periodo d’oro in cui si pongono le basi di una crescita ed uno sviluppo tali da rendere l’ospedale Miulli tra i più all’avanguardia e completi del Sud.
1956 – Alle elezioni amministrative si registra la rivincita della DC che conquista 16 seggi, il PSI 6, il PCI 5, mentre la Destra, gli indipendenti del movimento agrario della “Scopa” ed il PLI uno ciascuno. Viene eletto sindaco l’ing. Pietro Milella (12 giugno), democristiano. Sotto la direzione del maestro Giovanni Astarita (Nino) Misasi il concerto bandistico di Acquaviva partecipa in rappresentanza dell’Italia al concorso Internazionale bandistico di Varallo Sesia. Dopo la prima esecuzione viene esclusa dalla competizione e dichiarata fuori concorso (le viene assegnata “la coppa d’onore”) perché considerata troppo brava rispetto ai dilettanti delle altre bande straniere (27 giugno – 2 luglio). 1963 – Si costituiscono le parrocchie di Santa Maria Maggiore (1 giugno) e Santa Lucia (13 giugno).
1977 – E’ eletto sindaco il dott. Gaetano Battista (13 giugno).
1993 – La carica di sindaco è retta dal prof. Vitantonio Petrelli (15 giugno).
1996 – Alle elezioni comunali (6 giugno) si rinnova lo scontro tra le due coalizioni di centro-destra e di centro-sinistra: il Partito Democratico della Sinistra, Rinnovamento Italiano, il Partito Popolare Italiano e quello della Rifondazione Comunista più due liste civiche sostengono il prof. Nicola D’Ambrosio, mentre il dott. Francesco Pistilli si candida per il Polo (Forza Italia, Alleanza Nazionale, CCD-CDU e una lista civica). E’ eletto sindaco D’Ambrosio (22-VII). Viene fondata l’A.C. Acquaviva che riempie il vuoto lasciato dalla gloriosa A.S.C. Acquaviva fallita qualche anno prima. Al suo primo campionato di Terza categoria inanella una strepitosa sequenza di 20 vittorie in altrettante partite.
Riferimenti sito-bibliografici:
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/la-nostra-storia.html
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/l–eco-del-nostro-passato.html
http://www.acquavivafontiba.altervista.org/…suggestioni-d–epoca….html





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