Paradiso: “Squicciarini al capolinea. In aula con i numeri o patto per la città”

Sergio Carlucci

Un governo di salute pubblica, stabilendo punti e termini per affrontare i problemi urgenti del paese

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L’uscita di Magistro dalle fila della maggioranza pone una questione urgente rispetto alla stabilità dell’Amministrazione Squicciarini. Il quadro che ne esce è quello di una maggioranza giunta al capolinea. È questo in sostanza il senso delle dichiarazioni rilasciate dai componenti dell’opposizione durante lo svolgimento dei lavori dell’ultimo Consiglio comunale.

Come già sottolineato in precedenti resoconti  sulla crisi politica che sta investendo la maggioranza, i comportamenti e le dichiarazioni dei consiglieri comunali, sia in aula che sulle pagine delle principali testate giornalistiche locali, sono molto variegati.

Alcuni atteggiamenti sono di tipo palesemente strumentale, come se qualcuno si stesse già preparando a una imminente campagna elettorale.
Altri, al contrario, si distinguono per contenuti di carattere più propositivo.

Michele Petruzzellis, nel corso di un feroce j’acccuse rivolto al primo cittadino, non mancò di prospettargli una sorta di via d’uscita. In un rapido passaggio del suo intervento, infatti, Petruzzellis fece cenno alla possibilità di valutare l’idea di costituire un governo di salute pubblica per affrontare i problemi urgenti che interessano la città.

Un passaggio che deve essere sfuggito a molti perché messo in secondo piano da altre clamorose dichiarazioni di segno totalmente opposto: “Chiederò al Prefetto lo scioglimento del Consiglio comunale per gravi inadempienze, così come previsto dal Tuel (Testo Unico degli Enti Locali)”.
Non si tratta di schizofrenia politica ma della analisi lucida e spietata di una situazione assai intricata e problematica, cui è seguita una proposta.

L’intervento di Peppino Paradiso è parso in linea con quello del collega di opposizione. Nessuno sconto alla maggioranza da parte di Paradiso, le cui critiche non sono state meno severe rispetto a quelle di Petruzzellis, ma anche in questo caso – sempre in funzione del senso di responsabilità verso un paese alle prese con problematiche gravi e urgenti – c’è stato un seppur blando segnale di apertura. Lo abbiamo contattato telefonicamente per chiederci di fare una sintesi dei suoi interventi in aula.

In un suo intervento ha parlato di “patto per la città”, ossia di un sostegno esterno per uscire dal pantano in cui rischia di sprofondare l’intera città.

Ho lanciato quell’invito al primo cittadino perché ritengo che le misure da impiegare per arginare le problematiche che interessano il nostro Comune siano di assoluta urgenza. Il sindaco è vittima dei ricatti di alcune componenti della sua maggioranza. Ma la vera vittima è Acquaviva. Vittima di pretese molto spesso dettate dal capriccio, dall’avidità e dall’irresponsabilità di taluni consiglieri che continuano a considerare il proprio mandato elettorale più come un gioco che come un impegno per la collettività.

È una offerta disinteressata o sta chiedendo qualcosa in cambio a Squicciarini?

Già nel maggio del 2010, e cioè in tempi non sospetti, visto che la nuova amministrazione si era appena insediata, annunciai che il mio ruolo di consigliere di opposizione non mi avrebbe visto protagonista di azioni di ostruzionismo. Il senso di responsabilità è alla base delle mie parole. Un paese come il nostro, investito da una crisi economica di proporzioni mondiali e da annose problematiche di natura locale, non poteva allora, e non può adesso, essere paralizzato dalla politica. Nessun inciucio e nessun ricatto, quindi, ma soltanto interesse verso il bene della collettività.

In quale situazione si trova oggi Squicciarni?

Si trova di fronte a un bivio. Con i numeri che ha non può garantire la stabilità politica che serve a questo paese per essere governato al meglio. Se persegue la scelta folle di rimettere insieme i cocci di un vaso che ormai si è rotto irreparabilmente, commette un suicidio politico. Se invece, forte delle sue prerogative di sindaco, compie il gesto coraggioso di azzerare nuovamente la Giunta, ma questa volta in totale autonomia dai partiti, per formare un governo di salute pubblica, ha ancora la  possibilità di salvare il nostro paese.

In autonomia dai partiti vuol dire che potrebbe optare per un governo tecnico?

I partiti della sua maggioranza, o meglio, i suoi consiglieri hanno la responsabilità di aver fatto perdere troppo tempo al paese. La scelta degli assessori spetta al sindaco. Il patto per la città, però, deve avere dei paletti che consistono nell’individuazione di alcuni punti da affrontare fissando dei termini perentori. Punti e tempi che non possono che essere decisi di concerto con chi vorrà dare quest’ultima possibilità a una amministrazione che vive da troppo tempo ormai alla giornata e che non mette in campo alcuna azione concreta.
 

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Commenti

  • pinosolazzo (utente non verificato)

    E’ da tempo che cerco di condividere l’idea che come è successo a livello nazionale anche ad Acquaviva si debba giungere ad un governo cittadino che sia rappresentativo dell’intera comunità, senza maggioranze o opposizioni ma tutti protratti verso il recupero del bene per la nostra comunità. Mi sembra di vivere in un clima allucinante dove gli interessi di singoli o di gruppi ondizionano la vita dell’amministrazione e con essa quella della nostra città. Spero vivamente che i 20 consiglieri ed il sindaco vogliano imboccare insieme questo percorso nel nome di Acquaviva.